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ConteZero

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  1. Il VSync (vertical sync) è un segnale mandato ogni volta che la scheda grafica ha finito di mandare sul monitor un immagine, questo non è un qualcosa di collegato alla potenza della scheda grafica, semplicemente se la scheda video è impostata a 60Hz la scheda video sparerà60 fotogrammi al secondo (anche se non abililiti la funzione "wait for VSync") indipendentemente dalla potenza grafica... se la scheda fàmeno di 60FPS alcuni "frame" saranno identici, se sono di più alcuni frame saranno semplicemente saltati. Il segnale di VSync è utilizzato per fare in modo che in double o triple buffer la scheda grafica possa disegnare uno o due frame avanti a quello visualizzato e limitare gli effetti di "mezzo rendering". Un monitor ha sempre un minimo di "periodo di pausa" fra un frame e l'altro, tale periodo viene detto "Vertical retrace", se il computer intercetta il VSync è in grado di cambiare l'immagine da visualizzare durante il Vertical Retrace, eliminando l'effetto di "mezzo rendering" che si nota alcune volte. L'HSync invece è un segnale che viene generato dalla scheda video ogni volta che si passa da una linea alla successiva ed indica al monitor di "tornare a capo"; su un 1280x1024 a 60Hz (come il mio LCD) vengono generati ben 61440 (1024x60) segnali di HSync. In realtàHSync è un segnale che viene generato ad ogni ritorno, per questo durante il Vertical retrace non viene generato nessun VSync, ciononostante durante l'"output" di un immagine il segnale è praticamente una forma d'onda a frequenza fissa la cui frequenza è quella che viene appunto indicata come valore di HSync. Nel caso precedente vengono generati 61440 HSync ma la "frequenza" di HSync è di 63KHz, questo perchè i 61440 segnali vengono generati durante la fase di "output" mentre durante la fase (più breve) di Vertical retrace non è generato alcun segnale. L'HSync è completamente inutile se non all'interno della scheda stessa e viene nominato solo perchè tale segnale è presente come pin a sè stante sui conntettori video DB15 ed ha una certa importanza per spiegare come funzionano i monitor.
  2. Molto pi? semplicemente le ATi sono fatte come gli Athlon64, salgono meno ma hanno un maggior rapporto potenza effettiva/clock mentre le nVidia sono fatte per poter essere clockate senza troppi problemi. Sempre per tornare al caso limite... le 6200 vanno a 300 MHz mentre le 6600 vanno a 450 MHz... eppure le 6200 (non TC) e le 6600 usano esattamente lo stesso core chip.
  3. WarmSwap: I cassettini, gli hard disk e linux Premessa Le periferiche IDE sono oramai nei nostri PC da quasi vent'anni ed in questo periodo hanno subito diverse evoluzioni per adattarsi a problemi sempre pi? complessi. Questo piccolo articolo vuole spiegare com'? possibile, grazie al fido linux ed un utility oramai standard in tutte le distribuzioni (hdparm), smontare e sostituire un disco senza dover spegnere il computer. IDE / SerialATA Quello che seguiremo ? un breve tutorial su come effettuare la sostituzione del disco 'a caldo' su dischi IDE (quelli collegati con cavi a 40 o 80 poli, per intenderci), buona parte di quanto vedremo ? probabilmente adattabile senza problemi anche ai dischi Serial ATA che sono stati progettati per supportare anche questo genere d'operazioni. Non avendo, ad oggi, ancora fatto esperimenti per testare fino a che punto sia stabile e funzionante la procedura di sostituzione a caldo dei dischi SerialATA si preferisce comunque non includerli in questa trattazione. HotSwap / WarmSwap Originariamente i device IDE non sono stati pensati per questo genere di cose, che ha senso principalmente nei server, per? ? vero che, con qualche accorgimento e con un minimo di perizia, questo genere di operazione pu? essere svolto in modo sicuro anche sui computer di casa. Per la precisione quella che eseguiremo sar? la procedura di "warmswap"; spesso si tende a chiamare la rimozione a computer acceso "hotswap", la differenza ? che in hotswap basta tirare la maniglia ed il disco viene via senza nessun problema e senza destabilizzare il sistema operativo mentre con il warmswap ? necessario lanciare una serie di comandi e seguire una serie di accorgimenti per evitare uno o pi? dei seguenti effetti indesiderati: 1. il disco si distrugge (perch? le testine ancora girano quando lo strattonate via) 2. il sistema operativo si pianta (perch? nessuno l'avverte che il disco ? stato rimosso) 3. si brucia la scheda madre (per un ritorno di corrente sul circuito) 4. si brucia l'altro disco sullo stesso canale IDE Chi ? responsabile di cosa Il warmswap ? comunque una specie di hack, sebbene funzioni bene con moltissimi controller (l'abbiamo testato su controller HighPoint, Intel e VIA) ha un margine di rischio nel cui potrebbe accadere qualcosa di molto brutto; per questa ragione noi non ci prendiamo la responsabilit? di quello che pu? accadere e, per evitarVI problemi, vi invitiamo a provare dapprima su un sistema senza altri dischi montati e con un disco "sacrificabile" privo di dati importanti. Nessuno ha piacere a vedere controller bruciati, dischi che smettono di funzionare e via dicendo ma questo ? in teoria possibile se qualcosa andasse male. A noi non ? mai successo ma ci? non vuol dire non sia possibile... Prerequisiti Come minimo ? necessario avere una macchina con linux installato, un kernel abbastanza recente ed un cassettino IDE in cui mettere i dischi da staccare e riattaccare. E fortemente consigliabile un cassettino che "stacchi la corrente" al disco quando questo ? pronto per essere rimosso... alcuni cassettini hanno un piccolo interruttore elettrico che toglie l'alimentazione al disco quando si toglie la "sicura" che blocca il cassettino nella slitta; un tale prodigio della tecnica costa circa 12 euro al negozio sotto casa ed offre un certo margine di sicurezza in pi?. Per motivi che spiegher? in fondo ? consigliabile che il canale IDE collegato al cassettino non abbia altri device. La rimozione spiegata comando per comando La prima cosa che bisogna fare (e questo non ha a che fare con l'interfaccia IDE) ? "smontare" logicamente, mediante il comando umount, le partizioni appartenenti al disco che dobbiamo togliere (se ce ne sono di montate) o disabilitare il disco dall'array (nel caso il disco faccia parte di un RAID software), ricordatevi di fare un sync prima, cos? svuoterete i buffer di linux. A questo punto ? consigliabile disabilitare il DMA per evitare possibili trasferimenti asincroni a seguire, cosa che viene fatta tramite: hdparm -d 0 /dev/hdx x ? ovviamente il numero relativo al disco. E' consigliabile anche lanciare un comando che svuoti la cache del disco (visto che alcuni dischi IDE arrivano ad 8 o 16 Mb di cache ? probabile che la cosa sia utile): hdparm -f /dev/hdx a questo punto bisogna 'spegnere' il disco, in pratica lo mettiamo 'a dormire' in sleep, cosicch? le testine si parcheggino ed i dischi smettano di girare, cosa che render? l'estrazione meno pericolosa per l'integrit? fisica del disco stesso: hdparm -Y /dev/hdx a questo punto il disco dovrebbe fare un rumore tipico che ? quello delle testine che si parcheggiano e dei dischi che smettono di girare. Qui ? possibile mandare qualche altro comando addizionale, alcuni di questi non sono riconosciuti dai controller ed in genere non sono necessari, ma li includo per completezza: hdparm -x 1 /dev/hdx serve per mettere in protezione l'interfaccia elettronica del disco, un comando equivalente esiste per il controller ma in genere non ? supportato. A questo punto dobbiamo dire a linux di disabilitare il controller, questo passo pu? essere fatto anche dopo la rimozione del disco ma la cosa ? sconsigliabile perch? un qualsiasi componente o utente potrebbe altrimenti provare ad accedere al device producendo effetti rovinosi, se non addirittura il blocco in toto del computer: hdparm -U n /dev/hdx e qui bisogna fare un paio di precisazioni, n ? il numero che rappresenta il controller IDE da disabilitare; zero per il primo controller (che gestisce hda e hdb), uno per il secondo (hdc e hdd) e cos? via, inoltre x non deve necessariamente rappresentare il disco rimosso, semplicemente (per motivi asburgici) bisogna passare al comando il percorso ad un device qualsiasi (purch? esistente) affich? il comando venga eseguito. Ora potete rimuovere il vostro meraviglioso disco. L'inserimento spiegato comando per comando Se la rimozione ? stata difficile l'inserimento del nuovo disco ? invece molto pi? semplice, basta mettere il nuovo disco (andr? immediatamente in spin-up) e dare i pochi comandi necessari per farlo riconoscere al sistema. Se avete messo in protezione il controller (non ho neppure indicato il comando, tanto nel 99% dei casi non ? supportato), dovete riabilitarlo subito dopo aver installato il nuovo disco. A questo punto linux non ha idea del fatto che c'? un altro disco, l'interfaccia IDE non ? progettata per mandare dei segnali che indicano l'inserimento dei dischi, per cui dovete forzare il sistema a esaminare il controller e riconoscere eventuali dischi su di esso; il comando ?: hdparm -R c p i /dev/hdx ed ? il comando pi? rognoso di tutta la procedura, per il numero ed il significato dei parametri; vediamoli insieme: c rappresenta l'indirizzo di porta del controller p rappresenta l'indirizzo di porta dati del controller i rappresenta l'irq del controller stesso x rappresenta come al solito un device esistente, per questo di solito si passa /dev/hda che, essendo di norma il disco di sistema, ? sempre disponibile. per gli altri parametri possiamo vederli controllando le righe che ci d? il dmesg,per comodit? io lancio direttamente dmesg | grep "on irq" che non ? il massimo della pulizia ma ritorna correttamente: ide0 at 0x1f0-0x1f7,0x3f6 on irq 14 ide1 at 0x170-0x177,0x376 on irq 15 ide0 ? ovviamente il controller 0, 0x1f0 ? l'indirizzo di porta del controller (ad hdparm bisogna fornirlo con lo 0x iniziale), 0x3f6 ? l'indirizzo di porta dati (anch'esso v? fornito con 0x) e 14 ? ovviamente l'IRQ. Non spaventatevi, questi valori sono fissi, una volta trovati non cambiano, per di pi? quelli relativi ai primi due controller (indicati appena sopra) sono standard. Di norma il -R dovrebbe anche controllare le partizioni del disco montato ma, per una questione di sicurezza e pulizia, ? consigliabile forzare la rilettura, mediante il comando: hdparm -z /dev/hdx dove x questa volta rappresenta proprio il disco la cui partition table vogliamo che venga riletta. A seguire vanno ulteriori comandi (che non scrivo) che servono a reimpostare la modalit? di scrittura adeguata, riabilitare il DMA, il modo a 32 bit, i trasferimenti multipli e via dicendo. Nota dolente Il limite del warmswap IDE ? che si pu? usare solo un disco per canale... la cosa non ? esattamente vera, teoricamente potremmo mettere sia un master che uno slave sullo stesso canale ma il comando di deregistrazione del device, che lavora direttamente sul controller, disabilita comunque entrambi i dischi, per cui anche il secondo sarebbe irraggiungibile fino a quando non viene riregistrato il canale (purtroppo non c'? alternativa). Arrivederci!
  4. Non so... Sono impressionato delle decisioni tecniche prese da ATi per l'XBox 360 (10Mb di RAM "on chip" per il frame buffer, in pratica FSAA senza incidere sulle performance), il design dei chip per i PC per? sono molto pi? convenzionali come design. In ogni caso nVidia ha un chip pi? adattabile (quello di generazione 6) e quindi ha pensato migliorarsi semplicemente aumentando le pipeline. Per quel che riguarda crossfire... mah... SLi e CrossFire hanno la limitazione ASSURDA (che ? una limitazione VOLUTA, nei driver) di andare solo sui rispettivi chipset, cos? non sar?, in tempi brevi, possibile usare lo SLi su chipset ATi o (e questo ? peggio) CrossFire su chipset nVidia. Speriamo che il mercato si saturi, non ce la faccio pi? a vedere le schede diventare obsolete nel giro di un anno.
  5. Pare che qualcuno "me la gufi" comunque ho avuto problemi discreti con i moduli TwinMOS ValueRAM di cui sopra. Dopo diverse settimane ho scoperto che il settaggio di Tcac a 1 (standard su NF7-s e DFI nF-4) e, a volte non toccabile (NF7-s) provoca dei freeze improvvisi, credo legati al surriscaldamento o a qualche incompatibilit? dei chip, che sopravvengono in un periodo variabile fra i 30 secondi e le 9-10 ore dall'accensione del sistema. La Gigabyte e la KV-7 non hanno avuto di questi problemi (perch? hanno Tcac impostato a 2 di default). Fate attenzione a questi moduli, specie quelli con chip PowerChip in tecnologia 0.13 che sono quelli che (sulla mia pelle) sono instabili. Il problema sembra in qualche modo legato anche al riscaldamento dei chip stessi (che vogliono 2.6V anzich? i 2.5V classici per questo tipo di memoria) anche senza overclock. Mettendo Tcac a 2 i moduli funzionano benone.
  6. NVidia offre ottimi chip a prezzi magari altini ma neanche troppo. Molto fanno le feature aggiuntive che "saltano all'occhio". ATi ha il temporal softner che ? considerato buono quando si vuole una buona qualit? dell'immagine mentre nVidia ha altre feature come il CineFX (che ? ottimo quando si deve vedere un filmato interlacciato), non ? solo la potenza a fare la scheda e comunque ? il momento sbagliato per parlarne visto che a breve (dicono entro 15-20 giorni) ambedue i competitor presentano i chip nuovi.
  7. SACD, credo di doverti dare una brutta notizia... Ci sono 4 tipi di TwinMOS valueram e si riconoscono dai 4 caratteri finali sull'etichetta: AADT // Powerchip 0,13 CADT // Powerchip 0,11 AA4T // Winbond 0,13 CH-5 1A4T // Winbond 0,175 BH-5 Io purtroppo ho i Powerchip da 0,13 (sob), in compenso attualmente la RAM ? stabile con timings di CAS2 2-2-5 e 1T senza overclock e mi "scora" 5900MByte/sec a Sandra senza overvolt o altro (purtroppo la mia Gigabyte non ? overclock friendly per cui non provo nemmeno, non saprei mai qual'? il problema)... Comunque sia, ecco una serie di pagine di una marea di banchi di ram (dei fornitori pi? diversi) e relative possibilit? di overclock esplorate fino in fondo: http://hikaru.client.jp/memory1.htm (amo i giapponesi...)
  8. Altra nota veloce... Vi far? piacere (o forse no) sapere che: Winbond sta abbandonando il settore delle DRAM dopo aver chiuso una lunga collaborazione con Toshiba. Hynix ? il nuovo nome di una societ? che in passato si chiamava Hyundai. Mosel Vitelic commissiona i chip a ProMOS che era una consociata Crusader prima di discussioni interne. A-Data non produce un singolo chip (come neppure Kingston, TwinMOS o OCZ) ma si limita ad usare quelli di terze parti (Winbond e Mostel in primis). Sempre A-Data commercializza una linea di DDR-600... se abitassi a taiwan vorrei proprio provarle :-D TMDS mantiene la corona del pi? grosso produttore di circuiti integrati al mondo e si occupa di produrre chip per societ? del calibro di Broadcomm, Motorola e nVidia. I chip di memoria vengono venduti in due canali distinti, alcuni sono forniti con i dati della societ? in bella vista sul chip (i "third party") altre volte vengono venduti come "rebrand", in pratica i componenti sono venduti dal produttore con chip non stampati: su di essi viene apposta la sigla del commerciante finale (M.Tec ad esempio). Questo spiega perch? le Winbond si trovino con i brand pi? strani e assurdi.
  9. Al volo un link veloce con una lista di moduli di memoria famosi e le loro spec. Tali chip molte volte sono roba comune che si trova in giro e non chip blasonati con dissipatore e prezzo abbondantemente oltre i 150 euro. http://ace.web.infoseek.co.jp/ddr/ddr_4geaei_240b.html Ah, a chiuncue interessasse... V-Data ? solo un "rebrand" di A-Data (se non vi dice niente pensate alla loro linea pi? conosciuta... Vitesta) e pare che nel passato abbiano messo in circolazione BH-5 e BH-6 anche nelle linee "bulk".
  10. ConteZero

    ATX 3.0

    Se qualcuno ha comprato un alimentatore o una scheda madre PCIe si ? accorto che l'attacco d'alimentazione ? cambiato. L'introduzione di ATX3.0 ? probabilmente la prima risposta a quello che le schede d'espansione hanno provocato nei computer. Quando la VGA era ISA e tutto il PC girava a 33MHz un alimentatore valeva quanto un altro, le potenze dissipate erano cos? basse che non esisteva il pericolo di non riuscire ad alimentare una scheda madre... allora. Oggi le cose non vanno pi? cos?! I primi a cambiare il trend sono stati i processori, i 35watt dei primi Pentium!!! sono gi? bazzecole confrontati ai cento e pi? watt di un Athlon64 o agli oltre 150W di un P4 prescott. Dapprima si ? passati dagli alimentatori meccanici AT (con il mitologico interruttore ON/OFF) ai simpatici ATX che si possono accendere e spegnere dalla scheda madre, cosa che in genere ha anche segnato il primo rialzo dai 150-200 watt tipici di un AT ai 235watt degli "entry level" ATX. Questo ? andato bene fino all'epoca del lancio dei Pentium 4 Willamette che ancora oggi sono noti col nome di "bloody suckers", le loro richieste energetiche (dovute principalmente alla maggiore frequenza visto che come prestazioni.... sorvoliamo) ha in pratica costretto i produttori di alimentatori a sfornare alimentatori pi? capaci. E'cos? che lo standard ATX2.1 ha definito due connettori addizionali oltre al classico 20 "pin", i due alimentatori (di cui nella stragrande maggioranza delle piastre ? stato usato solo quello 2x2) servivano appunto a fornire un canale privilegiato per dar "da mangiare" al processore. E cos? fra ThunderBird, Thorougberg ( Nello stesso periodo per? si ? fatto presente un altro problema serio, le schede d'espansione, in particolar modo le AGP, hanno avuto sempre pi? bisogno di alimentazioni addizionali, tant'? che le schede video di fascia alta alla fine si sono rassegnate ad avere un connettore molex per racimolare i watt necessari al loro funzionamento. Visto che i wattaggi su piastra si sono rivelati sempre pi? insufficienti al punto che molte schede in mancanza di alimentazione addizionale avevano perdite prestazionali (o peggio!) e visto che il mercato degli alimentatori stava conoscendo una nuova primavera grazie soprattutto ad overclocker e modder vari si ? cominciato a ragionare a come dare MEGLIO la potenza alle piastre... e l? si ? arrivati alla soluzione pi? semplice... fornire DUE canali d'alimentazione separati e indipendenti, in modo da poter alimentare CPU e scheda(/e) video senza che gli sbalzi di tensione su una linea non influiscano sull'altra... se non altro per il voltaggio pi? 'abusato', i +12V. Ed eccoci alle schede madri PCIe ed alla nuova versione di ATX... come avrete notato le nuove schede madri PCIe usano connettori da 24 (12x2) anzich? da 20 (10x2), i 4 pin in pi? sono in pratica l'istituzionalizzazione di quanto non si faceva prima con i molex sulle schede video... un alimentazione aggiuntiva supplementare per le linee +3.3V, +5V e +12V, il tutto con una portata massima di 72 Watt da un secondo canale d'alimentazione ( In contemporanea con l'uscita di questi nuovi attacchi sono usciti anche gli adattatori 20->24, in pratica sono inutili perch? le schede madri sono progettate per funzionare lo stesso con gli attacchi da 20 e recuperare da questi la corrente aggiuntiva... ovviamente in questo caso la linea, che dovrebbe essere indipendente dal carico della CPU viene invece ad essere condivisa il che rende l'alimentazione meno stabile quando si usano schede video e processori che assorbono molto (cio? molto spesso). Ovviamente l'attacco ? "guidato" per cui non c'? il rischio di mettere male il plug da 20 nella presa da 24. Ed eccoci al punto! ATX 3.0 garantisce circa 70 watt aggiuntivi sul canale PCIe tramite quest'attacco, se si usano periferiche che consumano di pi? (cio? una delle ultimissime bestioline di casa nVidia / ATi) o DUE schede video (SLi galore!) 70watt aiutano come un bicchiere d'acqua davanti all'incendio di Mosca. Questo non vuol dire che non ce la si f?, vuol dire che si ? "out of spec"... nel senso cattivo. Nel senso buono "out of spec" ? quando un Athlon64 Venice 3200+ viaggia a 2800MHz reali, nel senso cattivo ? quando una scheda madre ed un alimentazione pensati per erogare 70watt arrivano a doverne erogare 250... ? questo ? male (Egon Spengler). Per questo stesso motivo nelle schede video di fascia alta (quando non sono fabbricate dall'ultimo dei chipvendoli) esistono degli appositi attacchi 3x2 (yohoo! l'alimentatore sembra un piatto di spaghetti) che sono stati pensati appositamente per ottenere direttamente dall'alimentatore la potenza addizionale richiesta per tutti i vostri milioni di poligoni! Inutile dire che se provate a mettere una scheda madre SLi con un alimentatore da 20 pin state giocando alla roulette russa con 5 proiettili in un tamburo da sei... e rischiate di fondere l'alimentatore che (magari) morendo potrebbe fare un atto alla "muoia Sansone e tutti i filistei" e mandare un picco non troppo digeribile su scheda madre, cpu e scheda video. Cercate sempre, se possibile, alimentatori con due "rail" (binari/canali) separati per i +12V; se possibile controllate (anche comparativamente) gli amperaggi fra diversi alimentatori e, in mancanza dell'apparecchiatura necessaria per fare test seri sugli alimentatori, chiedete SEMPRE e cercate sempre alimentatori di marca o di provata fiducia. Controllate sui vostri PC che i voltaggi siano stabili ed in linea con quelli che dovrebbero essere; se l'alimentatore riscalda pi? del dovuto anche a PC "a riposo" cominciate a cercare modelli pi? "robusti" e non fermatevi all'idea "ha scritto 500W, offrir? 500 watt" ma cercate, ove possibile, di verificare sempre l'effettiva resa che in molti casi ? funestamente bassa. Per questa e per altre ragioni ? sempre consigliabile... caldamente consigliabile... dimensionare l'alimentatore in base pi? alle richieste del computer che ai parametri di tasca (si, meglio spenderci 100 euro che facevano comodo per delle BH5 che trovarsi con un alimentatore bruciato che si trascina dietro il vostro amato computer). ConteZero. Nota 1: Quanto detto viene da forum di AnandTech e altri forum, prevalentemente in lingua inglese, da cui ho preso spizzichi e bocconi; non mi assumo responsabilit? su nulla e non metterei la mano sul fuoco su quanto detto anche se mi sembra tutto valido e facilmente verificabile. Nota 2: NON PROVATE A COLLEGARE L'ATTACCO 2x2 TIPICO DEGLI ATX 2.1 AI 4 PIN AGGIUNTIVI, DISTRUGGERESTE L'ALIMENTATORE E PROBABILMENTE ANCHE LA SCHEDA MADRE.
  11. Hynix ed Elixir hanno la stessa nomenclatura per i chip di ram mentre Samsung ha una nomenclatura a parte per la DDR "da PC". Io sconsiglio di usare questo schema per cercare di capirci sulle memorie DDR tanto perch? in generale ci si trova a combattere con ram strane di una miriade di marche (ho in mano banchi marcati J.tec e Winbond). Inoltre societ? come VData, AData, Mostel Vitelic, TwinMos sono abbastanza diffuse e non rilasciano dati di decoding dei propri moduli rendendo dunque parziale una possibile lista simile. *Nota a margine* : Winbond sembra essere sulla buona strada per uscire dal business delle memorie infatti hanno solo una linea di memorie DDR che esce sotto la siglia di "W942516CH" (-5,-6,-7 o -75), tali memorie arrivano a 400MHz con CAS 2.5 e sembra che non abbiano intenzione di lanciarsi nel lucroso mondo delle memorie veloci. Sembra che i giochi saranno fra quattro societ? (sorry, niente dati sulla V-Data, non riesco a trovare uno straccio di documentazione in merito) e anche per quello che riguarda il mercato DDR "da PC" la situazione sembra sempre pi? fosca. Lo standard infatti si attesta a moduli DDR400 (PC3200 se preferite) con CAS 2.5 mentre i banchi con caratteristiche migliori sono esplicitamente per un pubblico col palato "fine" che probabilmente andr? a rifornirsi sempre dalle stesse fornitrici. In questo, devo aggiungere, alcune societ? (Kingston e TwinMos in primis) stanno giocando "sporco" in quanto comprano chip e poi gli appongono le loro sigle (potremmo chiamarli Third Party) per cui la confusione dilaga.
  12. Come nota aggiunta vorrei ricordare che mentre alcune tecnologie come FireWire, SATA e USB dimostrano casi di applicazioni seriali che rendono altri sistemi seriali quali le famigerate RAMBUS hanno fatto abbondantemente flop. La regola generale ? sempre stata: Usa link seriali dove vuoi risparmiare fili e ti accontenti di banda limitata , adotta link paralleli dove hai bisogno di tanta banda... beh, fino a qualche tempo fa...
  13. PCIe 1x "viaggia" a 2,5GBps per "lane" anche se buona parte del data width ? perso a causa della qualit? molto scarsa dei chipset attuali (specialmente quelli Intel, stando a sentire nVidia). ( fonte http://arstechnica.com/articles/paedia/hardware/pcie.ars/5 ) PCIe 1x = 2,5 GBps AGP 1x = 2,112 GBps (66MHz * 32 bit) PCIe 16x = 2,5 x 16 = 40 GBps AGP 8x = 16,896 GBps PCIe 16x / 4 = 10 GBps In generale la banda che viene "detta" di PCIe ? del doppio, ? un semplice trucco, basato sul sommare la banda in upload a quella in download, ma in genere i trasferimenti sono tutti a senso unico (CPU -> VGA) quindi non ha molto senso considerare l'upload nel conto. Detto questo considera che AGP ? un canale punto-punto, senza overhead di comandi e impacchettamenti, PCIe per contro funziona a pacchetti e questo pone un certo overhead, a cui aggiungere un altra cosa. Nei protocolli paralleli (come AGP) la velocit? ? pi? bassa perch? si ragiona sull'idea che il numero di segnali errati sia praticamente nullo, questo gli permette di avere un ottima "resa" pur andando a velocit? discretamente basse: i protocolli seriali invece hanno velocit? decisamente superiori ma hanno anche una maggiore percentuale d'errori; Serial ATA stesso considera "accettabile" un 10% dei segnali "errati" ed ha un sistema automatico per il rilevamento e la ritrasmissione dei dati errati. D'altronde se pensiamo che in un canale AGP 8x passano 16,896 GBps vuol dire che ogni pista (sono 32 piste) porta approssimativamente 526 MBps al secondo mentre una pista PCIe porta 2,5 GBps... ? ovvio che non ci si pu? aspettare la stessa "affidabilit?" nei dati trasportati! Se vi ricordate i modem seriali una delle cose che s'impostava della seriale era il numero di bit di parit?, tali bit vengono inviati insieme al dato vero e proprio e rappresentano un payload addizionale che non ? informazione in s? ma serve al ricevente a capire se il dato ? arrivato correttamente o meno. Non ho idea se i 2.5GBps siano "al netto" o "al lordo" dei CRC ma in generale quando si parla di Bps (baud) si parla di "lordo" e quando si parla di Bit si parla di "netto" il che vuol probabilmente dire che a non tutti quei 2.5GBps sono disponibili per l'invio dei dati ma che una certa percentuale ? usata per trasmettere dei codici di rilevazione degli errori di trasmissione: se ve lo steste chiedendo nei protocolli paralleli il problema non si pone, le parit? viaggiano su piste "a parte" facendo s? che grossomodo Bps = Bit. Il passaggio da seriale a parallelo ?, ad oggi, un argomento molto dibattuto e non sempre si pu? arrivare alla conclusione che tot MBps siano equivalenti a tot MBit come siamo invece abituati a fare quando si parla di protocolli paralleli. E'bene tenere presente che il marketing si basa sull'idea che grandi numeri attraggono i soldi, st? agli utenti "oculati" saper discernere, altrimenti si ? tutti come i beoti che pensavano che i P4 a 1400MHz davano il doppio delle prestazioni dei P3 a 700MHz...
  14. SACD: Tutte le 6800 sono (secondo nVidia) capaci di andare in SLi mentre (sempre secondo nVidia) solo le 6600GT possono andare in SLi... o almeno, questo era quello che si pensava. MAGNO: Quando metti in SLi 2 schede i 16 canali PCIe vengono mandati met? ad una e met? ad un altra (2x8), se mettessi queste schede in SLi otterresti quattro chip ognuno con 4 canali PCIe (4x4), dove un canale PCIe ? equivalente ad un AGP 2x.... Essendo in SLi il calo delle prestazioni sarebbe troppo accentuato e comunque far lavorare 4 chip per ricostruire l'immagine sarebbe un incubo.
  15. Visto che capita spesso di andare a comprare schede video OEM o comunque di poter guardare le singole schede ho pensato di fare uno specchieto che permette di capire esattamente con che tipo di RAM si sta avendo a che fare. Al momento mi sono limitato ai tre produttori che ho incontrato pi? spesso: Hynix, Samsung ed Elixir comunque se serve e se ricevo richieste posso ampliare il campo. Il file andrebbe stampato su un foglio A4.
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