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  1. AGP è l’acronimo di Accelerated Graphic Port, è stata sviluppata da Intel nel 1996 come soluzione per aumentare prestazioni e velocità delle schede grafiche connesse ai PC, infatti ha raddoppiato le prestazioni delle porte PCI normali. L'idea grazie alla quale nacque la porta AGP è quella di permettere un accesso diretto alla memoria fisica del computer da parte della scheda grafica, in modo da poter gestire texture e oggetti 3D molto voluminosi e permettere ai giochi sempre più assetati di potenza grafica di girare perfettamente! Le prime schede video AGP vennero prodotte da Nvidia, e la prima in assoluto fu la famosissima Riva TNT, ma a causa dei soliti problemi derivanti dai primi modelli del chipset che supportava lo slot AGP si ebbero parecchi problemi di alimentazione, problemi che furono risolti grazie all’introduzione del chipset Intel con il modello 440BX che standardizzò l’alimentazione di queste schede a 3.3v Nel 1999 venne sviluppata una nuova versione dell’AGP ossia l’AGP pro. Questo nuovo slot era retro compatibile naturalmente, e supportava entrambe le alimentazioni (1.5v e 3.3v). Questo standard ebbe una grande evoluzione in termini di potenza erogata, passando da 25w inizialmente fino ad un massimo degli ultimi slot di ben 110w. Successivamente quando questo standard non riusciva più a venire incontro alle esigenze delle nuove periferiche sul mercato fu introdotto il PCIe. Il PCI Express è l'evoluzione del bus di espansione PCI, introdotto con i primi Pentium che ha ampiamente preso il posto ormai della vecchia interfaccia per schede grafiche, l'AGP appunto. Tecnicamente lo standard PCIe è basato su un trasferimento dei dati seriale, a differenza di quello parallelo del PCI, che semplifica il layout del PCB delle schede madri (Il PCB è il circuito stampato, ossia quel componente adibito a collegare i vari slot, e a fare da supporto meccanico per i componenti e gli accessori (dissipatori, connettori, ecc …)). Questa interfaccia ha un grande punto a favore, permette di usare più periferiche in parallelo, sommando così la potenza di calcolo. Inoltre la banda passante di ciascun canale è indipendente da quella degli altri. Anche se il nome è lo stesso lo standard PCI Express si divide in due tipi: 1) Il primo tipo è costituito da un singolo canale, ed offre una larghezza di banda teorica di 266 MBytes/s e sarà lo standard che prenderà il posto degli attuali slot PCI che abbiamo nei nostri PC. Oltre alle prestazioni migliori il PCIx1 ci darà la possibilità di praticare l’hot swap, ovvero di sostituire una scheda a PC acceso senza arrecare nessun danno. Un po’ come accade ora con gli hdd SATA. 2) Il secondo tipo è il PCIx16 che come dice il nome è costituito da ben 16 canali, offre il doppio della velocità rispetto all’AGP e teoricamente ha una banda passante di 2.5 Gb/s sia in entrata che in uscita. Questo è quello che ho trovato su wikipedia in italiano... ora vedo di migliorarlo con qualcosa trovato a giro per il web: AGP La connessione Accelerated Graphics Port (AGP) è stata sviluppata da Intel nel 1996 come soluzione per aumentare prestazioni e velocità delle schede grafiche connesse ai PC. Si basa sullo standard PCI 2.1 e per questo effettua trasferimenti a 32 bit alla frequenza base di 66 MHz (il doppio dello standard PCI). Poiché il trasferimento dei dati avviene in modalità parallela, non è possibile una comunicazione bidirezionale contemporanea. Storia L'idea con cui viene creata è quella di permettere un accesso diretto alla memoria fisica del computer da parte della scheda grafica, in modo da poter gestire texture e oggetti 3D molto voluminosi. Lo slot AGP compare per la prima volta su una scheda madre con il chipset Intel 440LX, prodotto all'inizio del 1997. In breve tempo la Nvidia sviluppa le prime schede grafiche basate su GPU TnT, e il chipset rivela i suoi problemi nel fornire una corretta alimentazione alla scheda grafica. Le soluzioni trovate sono diverse: alcuni produttori si affidano alla successiva versione del chipset Intel, il modello 440BX, che supporta l'alimentazione a 3,3V. Altri riducono la richiesta di potenza delle GPU, passando dal processo produttivo a 0.25 micron a quello a 0.18 micron. Questo accorgimento permette di ridurre il consumo elettrico e il calore generato, nonostante significativi aumenti della frequenza operativa. Nell'aprile del 1999 viene rilasciata la specifica dell'AGP Pro, ritenuta la soluzione a tutti i problemi di alimentazione. AGP Pro è retro-compatibile e viene prodotto in tre versioni diverse: la 1,5V, la 3,3V e la versione Universal, compatibile con entrambi i voltaggi. Lo slot AGP assume così dimensioni e configurazioni diverse a seconda dei voltaggi, in modo da impedire l'inserimento di una scheda in uno slot di tipo errato. Gli slot AGP Pro vengono ulteriormente perfezionati, in modo da poter fornire prima fino a 25W e, successivamente, 50W e addirittura 110W di potenza. Inoltre viene incrementata la frequenza di trasmissione dati per ottenere un flusso di dati sempre maggiore tra la scheda video e la memoria fisica. Revisioni La prima versione dello standard AGP raddoppiava la banda passante rispetto a un normale slot PCI perché ne raddoppiava la frequenza, raggiungendo quindi i 266 MB/s, ma era capace di funzionare anche in modalità 2x e raggiungere i 533 MB/s effettuando ben due trasferimenti per ciclo di clock. Successivamente, le versioni 2.0 e 3.0 hanno introdotto la possibilità di 4 e 8 trasferimenti per ciclo di clock, giungendo alla odierna frequenza equivalente di 533 MHz. Per prevenire problemi di compatibilità tra le differenti versioni, è sempre previsto il funzionamento in modalità safe 1x, quindi a 266 MB/s. Questa modalità viene attivata automaticamente dal BIOS in caso di problemi. • AGP 1.0 o AGP 1x: 266 x 1 = 266 MB/s o AGP 2x: 266 x 2 = 533 MB/s • AGP 2.0 o AGP 4x: 266 x 4 = 1066 MB/s • AGP 3.0 o AGP 8x: 266 x 8 = 2133 MB/s La versione 3.0 è l'ultima evoluzione di questo bus, che si prepara ad essere rimpiazzato dal più veloce PCI Express, il quale sostituirà anche l'interfaccia PCI. Questo nuovo standard dovrebbe permettere velocità di trasferimento fino a 5,8 GB/s teorici. Alimentazione Esistono tre tipi di alimentazione previsti dallo standard: • AGP 1,5 V • AGP 3,3 V • AGP Universal (compatibile con entrambi i precedenti) La molteplicità delle possibili velocità di trasmissione dei dati e dei voltaggi ha portato a problemi di compatibilità, specialmente per quanto riguarda le vecchie schede madri. A partire da quei modelli che supportano l'AGP 3.0, i produttori si sono sforzati per supportare tutte le possibili configurazioni. Gli ultimi modelli di schede grafiche, come ad esempio la serie 6800 ultra della Nvidia, richiedono troppa potenza perché lo slot AGP possa sopperire a questa richiesta. Così, sono in commercio alcune schede grafiche con connettori MOLEX per un'ulteriore alimentazione. Questa sovralimentazione non verrà abbandonata, nonostante le più evolute specifiche di alimentazione del PCI Express, molto maggiori rispetto a quelli dell'AGP; infatti, al 2007 si trovano già in commercio schede video PCI Express di fascia alta che richiedono un'alimentazione aggiuntiva. Per riconoscere i tre tipi di alimentazione sono stati predisposti degli slot e dei pettini per le schede leggermente diversi: smontando la scheda video, coi pin in basso e il connettore VGA a destra, va osservato il secondo pin da destra. Se questo è connesso alla circuiteria della scheda, questa supporta la modalità 1,5V, altrimenti la scheda supporta la modalità 3,3V. Lo slot AGP invece è più facilmente distinguibile. Se il separatore è posto verso la sinistra dello slot (verso il retro del case) lo slot supporta unicamente i 3,3V, se è posto a destra (verso il fronte del case) esso supporta unicamente l'alimentazione a 1,5V. Se invece non sono presenti separatori nello slot, questo è di tipo Universal e risulta compatibile con tutte le diverse alimentazioni. PCIe: PCI Express, abbreviato ufficialmente con PCIe (e molte volte confuse con PCI Extended, quest’ultimo ufficialmente abbreviato con PCI-X), è un formato di interfaccia per il bus di sistema e le periferiche di espansione. E’ stata create con l’intendo di rimpiazzare completamente le vecchie interfacce PCI, PCI-X, e AGP. L’interfaccia PCIe Express è fisicamente ed elettronicamente incompatibile con il format PCI, anche se condividono la stessa interfaccia software e quindi possono essere interconnesse tra loro. Durante lo sviluppo di questa nuova interfaccia, lo standard PCI Express veniva chiamato col il nome in codice Arapaho oppure 3GIO (che sta per 3rd Generation I/O). Lo Standard PCIe è un formato di interfaccia seriale/parallelo. Questo standard (alla versione PCIe 1.1) è in grado di avere un transfer rate pari a 250 MB/s in ogni direzione per ogni canale. Con un massimo di 32 canali riusciamo quindi a raggiungere un transfer rate di ben 8GB/s in ogni direzione. Per capire meglio con un esempio pratico…un singolo canale PCIe ha quasi il doppio della potenza di trasferimento dello standard PCI; uno slot a quattro canali, ha un transfer rate paragonabile a quello di un PCI-X 1.0, e uno slot a otto canali lo possiamo paragonare alla versione più veloce dello standard AGP. Diversamente dalle classiche porte di espansione PCI, lo standard PCI Express è sia full duplex che point to point. Questo significa che mentre il PCI-X 133mhz 64 bit e PCI Express x4 hanno lo stesso data transfer rate, se noi colleghiamo simultaneamente coppie multiple di dispositivi PCIe, avremo un grande incremento di performance pure. In generale: Fisicamente il layer PCIe consiste in una rete di interconnessioni seriali. Un ponte che le schede madri utilizzano come uno switch multiplo che permette alle connessioni point to point tra i vari dispositivi di essere reindirizzate on the fly (ossia…al momento dell’utilizzo). Questo comportamento dinamico diventa anche parallelo dal momento che una coppia di devices può comunicare con un'altra allo stesso tempo. (Al contrario, le vecchie interfacce dei PC avevano tutte le periferiche costantemente collegate allo stesso bus, quindi solo una alla volta poteva “parlare”). Questo metodo è molto simile alla differenza tra conversazioni telefoniche dove siamo in diretto contatto con la persona con cui stiamo parlando o le conversazioni in un meeting dove dobbiamo aspettare il nostro turno per poter parlare. Questo formato permette inoltre il “canne grouping”, ossia dove canali multipli sono collegati insieme a una singola coppia di periferiche in modo da aumentare la banda passante (bandwith). Il formato di unione in serie fu scelto al posto del tradizionale metodo in parallelo a causa del fenomeno globalmente conosciuto con timing skew. Questo fenomeno è una limitazione imposta dalla velocità della luce: quando un segnale elettrico percorre un filo viaggia ad una velocità finita. Siccome tracce differenti in un’interfaccia hanno lunghezze differenti, dei segnali paralleli trasmessi simultaneamente da una sorgente arrivano a destinazione in tempi diversi. Quando l’interconnessione del clock rate aumenta e arriva al punto dove le lunghezze d’onda di un singolo bit eccedono questa differenza di lunghezza della traccia, il bit di una singola parola non arriva a destinazione simultaneamente, così facendo è impossibile ricostruire la parola. Così la velocità della luce, combinata con la differenza di lunghezza tra la più lunga e la più corta traccia in una interconnessione parallela porta ad un massimo fisico di larghezza di banda per avere un trasferimento di dati stabile e sicuro. Un collegamento in serie dei canali non ha questo tipo di problemi visto che non ha bisogno che i dati arrivino simultaneamente a destinazione. PCIe è un esempio di questo tipo di connessione in serie. Altri esempio sono l’HyperTransport, il Serial ATA, e l’USB per farne alcuni dei più comuni. Ed è per questo motivo che nei server professionali si preferisce usare il SAS al posto delle normali connessioni. Lo standard PCIe è stato supportato originariamente da Intel, che ha iniziato con il progetto Arapahoe, e ha seguito con il sistema InfiniBand. PCie è stato creato con l’intento di essere usato solo come un’interconnessione locale. E’ stato sviluppato per essere compatibile appieno con il vecchio standard PCI, in modo tale da rendere facile la conversione verso il PCIe appunto. Sommario generale del protocollo Hardware Il link PCIe è costruito attorno a una coppia dedicate e unidirezionale di connessioni in serie point-to-point conosciute come “canali”. Questo risulta essre in evidente contrasto con lo standard PCI, che è basato essenzialmente su un sistema di bus dove tutte le periferiche sono connesse allo stesso bus bidirezionale e parallelo a 32-bit o 64bit. PCI Express è un protocollo a strati, che consiste essenzialmente in tre diversi layer: il Transaction Layer, un Data Link Layer, e un Physical Layer. Il Layer fisico è suddiviso ulteriormente in un sublayer logico ed uno elettrico. Il sublayer logico a sua volta è frequentemente diviso in un Physical Coding Sublayer (PCS) e un sublayer Media Access Control (MAC). Physical Layer A livello elettrico, ogni canale utilizza due coppie segnali differenziali a basso voltaggio unidirezionali a 2.5 Gbit/s. La trasmissione e la ricezione sono coppie differenziali separate, per un totale di 4 cavi dati per canale. Una connessione tra due periferiche PCIe viene chiamata “link”, ed è costituita dall’unione di 1 o più canali. Tutte le periferiche devono supportare come minimo un link a singolo canale (x1), ma possono anche supportare link più grandi composti di 2,4,8,12,16, o 32 canali. Ciò permette un’ampia compatibilità in due modi: una scheda PCIe può fisicamente entrare (e funzionare perfettamente) in un qualsiasi slot che è largo almeno quanto la scheda stessa (es.una scheda x1 potrà lavorare in qualsiasi slot), e uno slot di grandi dimensioni (per esempio un x16) può essrre connetto elettricamente con altri canali più piccoli (es. x1 o x8) sempre che riesca a provvedere alla corretta alimentazione richiesta dalla più grande ampiezza fisica dello slot. In entrambi i casi, il PCIe cercherà di usare il maggior numero di canali supportati vicendevolmente. Non è fisicamente possibile però inserire una scheda PCIe in uno slot più piccolo, nemmeno se fossero anche solo compatibili. Il PCIe manda tutti i messaggi di controllo, incluse le interruzioni, attraverso lo stesso link usato per i dati. Il protocollo seriale non potrà mai essere bloccato, così la latenza sarà sempre compatibile con il PCI, che ha linee dedicate per le interruzioni. I dati trasmessi su canali multipli sono intervallate, cioè significa che ogni byte successivo viene spedito attraverso il successivo canale. Le specifiche PCIe fanno riferimento a questo “interleaving” attraverso la voce “data striping”. Questo metodo richiede una grande complessità di hardware per sincronizzare (deskew) i dati trasmessi in striping, ma permette una maggiore potenza del canale. Come tutti i grandi protocolli di trasmissione seriale, le informazioni riguardanti il Clock devono essere inserite nel segnale stesso. A livello fisico, PCI Express utilizza il comunissimo schema 8B/10B per l’encoding per assicurare che le stringhe di uno o zero consecutivi siano limitate in lunghezza. Questo è necessario per prevenire che il ricevitore perda la traccia dell’inizio e della fine del bit. Con questo schema di encoding, ogni 8Bit di trasmissione vengono rimpiazzati con 10 bit di trasmissione, consumanto un extra 20% di larghezza di banda elettrica. Alcuni altri protocolli (SONET) usano differenti schemi di encoding, conosciuti come “scrambling” per implementare le informazioni del CLOCK all’interno del flusso di dati. Le specifiche del PCI Express definiscono anche un algoritmo di scrambling, ma questa forma di scrambling non deve essere confusa con quella inclusa nel SONET. Nel PCIe questa funzione viene utilizzata per evitare ripetizioni di serie di dati trasmessi. La prima generazione PCIe è stata limitata ad un singolo rate di segnale a 2.5 Gbit/s. Le industrie specializzate in questo formato stanno già creando future versioni a 5 e 10 Gbit/s. Data Link Layer Il Data Link Layer implementa sequenze di pacchetti Layer di transazione (Transaction Layer Packet TLPs) che sono generati dal Layer Transazione, protezione di dati attraverso un ciclo di check ridondanti con un codice a 32-bit (cyclic redundancy check alias CRC, ma più conosciuto in questo contesto come LCRC), e un protocollo di riconoscimento (ACK e NAK). I TLP che passano un check LCRC diventano una sequenza di numeri risultati dal riconoscimento, o ACK, mentre quelli che non passano questo check diventano NAK. Pacchetti TLP che diventano NAK o timeout che occorrono nell’attesa di un ACK, diventano dei TLP che vengono ritrasmessi da uno speciale buffer che trasmette la serie di dati del Data Link Layer. Questo garantisce la consegna dei TLP al posto di rumore elettrico, evitando così ogni possibile malfunzionamento della periferica. I segnali ACK e NAK sono comunicati attraverso pacchetti di basso livello conosciuti come pacchetti del data link layer appunto (in inglese data link layer packet o DLLP). Questi DLLP sono spesso usati per comunicare il informazioni sul controllo del flusso tra i transaction layers di due periferiche connesse, come anche alcune funzioni di power management. Transaction Layer Il PCI Express implementa transazioni separate (trasmissioni nelle quali la richiesta e la risposta sono separate nel tempo), permettendo al canale di portare altro traffico nel frattempo che il la periferica target acquisisce i dati per la risposta. Il PCI Express utilizza un controllo del flusso basato sui “crediti”. In questo schema, una periferica accumula un tot di crediti iniziali per ogni trasmissione del buffer nel sul Layer Transaction. La periferica all’altro capo del link, quando sta mandando un segnale alla prima, conterà il numero di crediti consumati da ogni TLP. La periferica che trasmette può funzionare e quindi inviare un segnale solo se inviandolo non eccede il numero massimo di crediti a sua disposizione. Quando la periferica che acquisisce ha processato tutti i TLP dal suo buffer, manderà un segnale di crediti alla periferica trasmettitrice così da dargli altri crediti ripristinando il numero iniziale a sua disposizione. Questo schema è molto più vantaggioso di altri quali il Wait States, o il protocollo basato sul HandShake, poiché il segnale di ritorno dei crediti non danneggia le performance. La prima generazione di PCIe supporta un data rate di 250 MB/s in ogni direzione, per ogni canale. Questo risultato è un calcolo banale, che viene fuori dividendo dal rate di segnale fisico (2.5 Gbaud) diviso per il segnale di encoding (che come sopra detto corrisponde a 10bits/byte). Questo significa che una scheda PCIe con il canale le a x16 è capace (teoricamente) di un trasnfer rate di ben 250 x 16 = 4GB/s in ogni direzione. Questo dato è corretto, ma certamente è più utile fare un calcolo basato su il carico realmente utilizzabile, che dipende dal profilo del traffico stesso, che è una funzione delle applicazioni (software) di alto livello e di livelli di protocollo intermediari. Lunghi trasferimenti continui di dati (come accade spesso con i controller di memoria) possono utilizzare anche più del 95% della capacità grezza del data rate del PCIe. Questi trasferimenti beneficiano maggiormente del numero di canali (x2, x4, etc.). Ma in molte applicazioni tipiche (che possono essere i controller USB o Ehternet) il profilo del traffico è caratterizzato come corti pacchetti di dati ma con frequenti riconoscimenti. Questo tipo di traffico riduce l’efficienza del link, a causa di un surplus di pacchetti da analizzare e quindi forzatamente interrotti (o nella periferica stessa o nella CPU del PC). Questo perdita di efficienza però non è così grande nel PCIe. PCI Express 2.0 PCI-SIG ha annunciato la disponibilità delle specifiche PCI Express 2.0 il 15 gennaio 2007. Questo nuovo standard raddoppia la larghezza di banda da 2.5 Gbps fino a ben 5Gbps, ciò vuol dire una possibilità di connessione che può raggiungere un transfer rate vicino ai 16Gbps. Il PCIe 2.0 è retro compatibile con il PCIe 1.1, così che le vecchie periferiche potranno comunque continuare a funzionare anche negli slot dedicati alla nuova versione. Il PCI-SIF ha annunciato anche che PCIe 2.0 implementerà anche la possibilità del protocollo di trasferimento point-to-point e la sua architettura software. Si pensa che Intel rilascerà il primo chipset che supporta il PCIe 2.0 nel secondo trimestre del 2007 con la famiglia dei “Bearlake”. Amd inizierà il supporto del PCIe 2.0 con il nuovo chipset RD700. Nvidia ha già rivelato che il nuobo MCP72 sarà il primo chipset equipaggiato con lo standard PCIe 2.0 Bibliografia: PCI Express External Cabling 1.0 Specification. Retrieved on 2007-02-09. PCI-SIG (2007-01-15). PCI Express Base 2.0 specification announced (PDF). Press release. Retrieved on 2007-02-09. Tony Smith. "PCI Express 2.0 final draft spec published", The Register, 2006-10-11. Retrieved on 2007-02-09. Anh Huynh. "NVIDIA "MCP72" Details Unveiled", AnandTech, 2007-02-08. Retrieved on 2007-02-09.
  2. CHE COSA SONO LE HEAT PIPE? La tecnologia dell'Heat Pipe, letteralmente "condotto termico", è stata usata in un'ampia varietà di campi che variano dall' aerospaziale alle applicazioni industriali e fornisce eccellenti benefici in termini di miglioramento del trasferimento termico per il raffreddamento passivo. Si tratta di un tubo, generalmente in rame, chiuso alle estremità, al cui interno si trova una piccola quantità di un liquido, detto “liquido di lavoro” al quale è demandata la funzione di trasferire il calore da un’estremità all’altra del tubo stesso. All’interno del tubo, come liquido di lavoro, può essere utilizzato un componente molto volatile, tipo etanolo, o anche semplice acqua distillata. Le pareti interne del tubo sono rivestite da una struttura microcapillare che serve a spostare il liquido da un estremo all'altro anche contro la gravità. In termini di semplicità, proviamo ad immaginare uno stoppino che, se immerso ad una estremità in un liquido, assorbe il liquido stesso fino all’estremità opposta Prima della chiusura ermetica di questi tubi, viene introdotto il liquido in uso, fino a saturare la struttura spugnosa interna, dopo di che il liquido viene portato a temperatura di evaporazione, rendendo l’aria all’interno del tubo satura dei vapori del liquido stesso. Dopo la chiusura, la pressione interna si stabilizza a quella di vapore del liquido alla temperatura ambiente, ottenendo una pressione interna del tubo inferiore a quella atmosferica. COME FUNZIONANO? Il principio di funzionamento è piuttosto semplice. Il calore prodotto dal dispositivo da raffreddare passa alla superficie del dissipatore, a contatto con il dispositivo stesso e si trasmette anche al tubo della heat pipe. Il liquido all’interno del tubo a sua volta si scalda ed evapora e, come la chimica ci insegna, evaporando assorbe una certa quantità di calore. Il calore quindi viene assorbito dal liquido che passa allo stato di vapore e sottratto alla superficie metallica del tubo e, indirettamente, alla superficie dissipante a contatto del dispositivo da raffreddare. Il vapore si sposta poi all’interno del tubo e, di fatto, trasporta il calore assorbito nella parte opposta del tubo stesso che, a sua volta è a contatto con la parte del dissipatore in cui solitamente sono presenti numerose lamine metalliche (in rame o alluminio). La superficie di contatto piuttosto ampia fa sì che il calore del vapore, trasmesso a questa parte del tubo, venga a sua volta assorbito da dette lamine (che lo disperdono ulteriormente nell’aria in modo passivo o con l’ausilio di una ventola). Il vapore, perdendo calore (assorbito dal sistema tubo-lamine-aria), si condensa e ritorna allo stato liquido. Nei tubi installati verticalmente la condensa del liquido ricade per gravità alla base del tubo, in quelli installati orizzontalmente (quasi tutti i dissipatori per le CPU sono così) il liquido viene assorbito dalla parete interna del tubo e quindi trasportato per capillarità al capo opposto del tubo stesso. In pratica il sistema consente di spostare il calore da un punto del sistema verso zone in cui il calore stesso può essere facilmente dissipato, con una notevole efficienza: si parla infatti di trasporto del calore con efficienza anche due ordini di grandezza maggiore di quello ottenibile con qualunque metallo. Per di più, in assenza di parti meccaniche in movimento, il sistema è ideale per spostare notevoli potenze verso zone in cui è più facile lo smaltimento, distanti molte decine di centimetri o anche alcuni metri. Le sezioni disponibili per i tubi che compongono dette heat pipe vanno da frazioni di millimetro fino a tubi dell’ordine di 10 cm di diametro. Le heat pipe, nate per mercati di nicchia, già da anni sono usciti dal loro settore specifico e attualmente è relativamente semplice la realizzazione anche di geometrie complesse o di semplici dispositivi come i dissipatori delle CPU o dei chip delle schede madri.. NOTA Qualcuno potrebbe obiettare che usando l’acqua all’interno dei tubi, questa avendo una temperatura di ebollizione intorno ai 100 gradi, non apporta beneficio in quanto non evapora alle temperature di esercizio dei processori. E’ bene sapere che la temperatura di ebollizione/evaporazione di un qualsiasi liquido è sempre in relazione alla pressione dell’ambiente in cui si trova: l’acqua bolle a 100 gradi alla pressione atmosferica normale, ma in un ambiente a pressione ridotta la temperatura alla quale passa allo stato di vapore è inferiore e in diretta relazione alla pressione stessa. Nei tubi delle heat pipe la pressione è molto ridotta e porta la temperatura di evaporazione a pochi gradi sopra lo zero. DjRudy & MM
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