Intel Sandy Bridge-E al debutto, analisi dell’architettura e delle prestazioni del Core i7 3960X (parte 1)

Oggi, 14 novembre, assistiamo al debutto delle nuove CPU Intel Sandy Bridge-E basate sul nuovo Socket LGA 2011, che vanno a sostituire il precedente LGA 1366. L’architettura di queste CPU rispecchia quanto visto circa un anno fa per le CPU LGA 1155, che hanno segnato un’importante pietra miliare nell’evoluzione dei processori. Sandy Bridge per LGA 1155, seppure appartenente alla fascia media delle piattaforme Intel, ha in effetti decretato la scomparsa delle CPU LGA 1156 ma anche di quelle LGA 1366, andando a competere con CPU di fascia alta come gli esa-core i7 980X e 990X per via delle ottime prestazioni, sia a default che in overclock.

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DX79SI Siler, la proposta Intel per le schede madri LGA 2011

Nel press kit giunto in redazione è presente la scheda madre "Siler" DX79SI, la proposta Intel per socket LGA 2011. Nonostante l’ampia offerta di schede madri X79 presentate oggi dai partner Intel, l’azienda di Santa Clara non ha rinunciato a proporre un proprio modello, dedicato sia al mercato enthusiast che ai professionisti.

La confezione è accattivante e presenta una finestra che appare aprendo la scatola a mo’ di libro. Il bundle non è completo, in redazione è giunto soltanto la mascherina per il pannello I/O posteriore, degli SLI bridge, una sonda di temperatura e un mousepad Intel.

Il layout è contraddistinto dai caratteristici colori nero e blu e dal teschio che accompagna le schede madri top di gamma Intel sin dall’uscita della piattaforma Skulltrail.

Iniziamo l’analisi della scheda dalla parte alta, dove spiccano gli 8 slot DDR3 disposti ad ambo i lati del socket e capaci di supportare fino a 64GB di memoria. La vicinanza degli slot al socket, impone l’utilizzo di moduli con dissipatore a basso profilo, oppure di dissipatori particolari, quindi a liquido, a torre ma stretti, o con orientamento orizzontale. Il socket LGA 2011 è sempre di tipo Lan Grid Array, quindi con 2011 che spuntano dal socket. Il numero così elevato di pin è da imputare al controller di memoria quad channel e all’elevato numero di linee PCI Express. Il socket LGA 2011 dispone di un nuovo sistema di aggancio, dotato di filettatura direttamente nei fori del socket, permettendo un sistema di aggancio più pratico ed affidabile rispetto al vecchio sistema push-pin.

Sopra al socket troviamo il sistema di alimentazione, ricoperto da un dissipatore con la scritta DX79SI. Le CPU LGA 2011 necessitano di un sistema di alimentazione molto efficiente, per via delle potenze  richieste in oveclock e del ridotto spazio a disposizione, occupato su due lati dai moduli di memoria. Troveremo quindi quasi sempre fasi di tipo Driver MOSFET (DrMOS) accompagnati da condensatori di tipo Hi-C cap.

Come slot di espansione troviamo 3 PCI Express 3.0 x16, di cui due x16 elettrici e uno x8. E’ presente inoltre uno slot PCI e due slot PCI Express 2.0 x1.

Dal lato connettività per lo storage troviamo due porte Sata 6Gb/s (blu) e 4 Sata 3 Gb/s (nere), gestite dal chipset X79 che è raffreddato da un corpo in alluminio con stampato il teschio simbolo delle Extreme Desktop board, e da una heatpipe collegata ad un altro corpo dissipante passivo.

Come header interni abbiamo 4 coppie di USB 2.0, una coppia di USB 3.0 supportate dal controller NEC D720200AFI, porta 1394 e connettori audio. In questa zona notiamo anche due pulsanti onboard di power e reset e un display per il debug.

Passando alle connessioni posteriori notiamo da sinistra, il pulsante Back to BIOS, 2 USB 3.0, 6 USB 2.0, 2 Gigabit LAN, Firewire 1394a ed infine le consuete connessioni audio.

Interessante notare come tutti i 4 connettori per le ventole presenti sulla scheda madre siano di tipo PWM.

Per quanto riguarda il BIOS l’interfaccia è di tipo classico. Le opzioni e le modalità di overclock sono simili a quelle di Sandy Bridge, ma di questo parleremo nel dettaglio nelle prossime pagine. Per ora ci limitiamo a segnalare una feature di questa scheda madre chiamata Fast Boot in grado di velocizzare il boot del sistema saltando la fase di POST, qualora il sistema non presenti cambiamenti rispetto all’ultima versione funzionante.