Gigabyte GV-N66TOC-3GD: una GeForce GTX 660 Ti davvero unica

In questa recensione andremo ad analizzare una nuova scheda prodotta dalla nota azienda taiwnese, Gigabyte. Si tratta di una versione speciale della ormai conosciuta GeForce GTX 660 Ti ma con un alto grado di personalizzazione. La scheda oltre a montare il consueto chip grafico GK 104 è equipaggiata con un dissipatore altamente performante come il WindForce 3, PCB customizzato con componentistica Ultra Durable VGA e ben 3GB di memoria VRAM on-board. Si tratta del modello GV-N66TOC-3GD che metteremo sotto torchio per voi.

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ModelloGV-N66TOC-3GD: una GeForce GTX 660 Ti davvero unica

GIGABYTE GV-N66TOC-3GD: Kepler GK104

La GeForce GTX 660 Ti è di fatto la quarta scheda video della famiglia Kepler top di gamma ed è basata, come le altre tre schede video, sul chip grafico Nvidia GK 104; vanta l'adozione della più moderna tecnologia a 28nm già vista negli altri modelli ed adottata anche da AMD per produrre i suoi chip grafici.

Kepler è realizzato con processo produttivo a 28nm TSMC. Questo processore grafico, nella sua versione completa, è composto da otto unità principali SMX. Ogni SMX è composto da 192 Cuda Cores, per un totale quindi di 1536 Cuda Cores (192 Cuda Cores x 8 SMX);

Oltre ai Cuda Cores, sono presenti anche 16 Teaxture Units per ogni SMX per un totale quindi di 128 TU. Le ROPs sono pari a 32 e sono abbinate ad un controller verso la memoria di 256 bit garantendo in questo modo una banda passante elevatissima, grazie a memorie GDDR5 che vantano frequenze di funzionamento di 6 GHz.

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Il chip grafico, come anticipato nella premessa, è il medesimo GK 104, ma la casa Californiana ha deciso di adeguarlo a nuove esigenze di mercato differenziandolo rispetto alla versione che viene equipaggiato nei modelli superiori GeForce GTX 670, GTX 680 e GTX 690. La GPU in questa GTX 660 Ti ha mantenuto le caratteristiche invariate rispetto a quello inserito nella GTX 670, fatta eccezione per il controller di memoria che passa dai precedenti 256bit agli attuali 192bit, andando a disabilitare uno dei 4 memory controller presenti. In questo modo, pur mantenendo lo stesso numero di CUDA Core della GTX 670 (1344) e stesse frequenze operative, 915 e 980 MHz per Base Clock e Boost Clock, NVIDIA è riuscita a limitare la banda passante a disposizione del chip verso la memoria on-board, pur facendo lavorare le memorie GDDR5 alla medesima frequenza, 6008 MHz, dei modelli superiori. Appare molto chiaro che il chip può garantire prestazioni di poco inferiori al modello GeForce GTX 670, in virtù della bandwidth inferiore. Altra conseguenza è che le ROPs diminuiscono passando da 32 a 24. Il numero di CUDA Core pari a 1344 sono ottenuti disabilitando uno degli otto SMX presenti nella versione completa, (192 Cuda Core x 7 SMX); le TMU sono pari a 112 similmente a quanto visto per la GTX 670 (16 Texture Unit x 7 SMX).

Sotto potete osservare la tabella comparativa dei modelli di GeForce serie 6 equipaggiati con il chip grafico Kepler: