ASUS Maximus V Extreme, per spingere oltre ogni limite la Potenza di Ivy Bridge

Punta di diamante, ammiraglia nonché espressione massima ASUS nell’ambito delle piattaforme con socket 1155, la Maximus V Extreme è stata realizzata con un unico obiettivo: essere utilizzata e resistere a sistemi di raffreddamento quali Phase Change, Cascade, Azoto liquido ed all’occorrenza Elio per spingere all’estremo i componenti quali il processore e le schede video. Indispensabile per primeggiare tra le classifiche mondiali di overclock estremo, non disdegna comunque overclock più leggeri di cui si accontenteranno gli utenti enthusiast che non sanno rinunciare al massimo disponibile sul mercato (per i quali tuttavia ASUS propone la più adeguata Maximus V Formula). La Maximus V Extreme, familiarmente chiamata MVE o M5E dai più appassionati, è quindi più votata agli utenti più temerari, che di giorno in giorno sfidano la sorte portando a lavorare l’hardware del PC ben oltre i valori di specifica.

BrandASUS
ModelloMaximus V Extreme, per spingere oltre ogni limite la Potenza di Ivy Bridge

Consumi e Temperature

Avvalendoci dei punti di lettura disponibili sul PCB della Maximus V Extreme abbiamo rilevato la stabilità delle tensioni sotto carico tramite LinX utilizzando come riferimento per tutte le schede la frequenza di 4800 MHz. Ovviamente per superare il test con LinX dei 10 cicli con un quantitativo di memoria di 4096MB ogni scheda ha richiesto da BIOS un determinato voltaggio. Al fine di porre sullo stesso piano le schede e verificare la loro capacità di stabilizzare il Vcore erogato riducendo al minimo il Vdroop, siamo intervenuti sul LoadLineCalibration settandolo al massimo. Il profilo LLC Extreme per questa scheda madre è davvero estremo, comportando un consistente overvolt sotto carico; sconsigliamo pertanto per un overclock quotidiano di utilizzare tale settaggio in quanto comporta una notevole produzione di calore nonché un maggiore stress del processore. Abbiamo comparato le schede rilevando le variazioni di tensione sotto carico, nonché il valore in GFlops di picco generato per ognuna. Abbiamo inoltre misurato i consumi del sistema per valutare l’efficienza delle fasi di alimentazione. Ricordiamo che l’importanza del circuito di alimentazione è direttamente proporzionale alla capacità computazionale espressa da LinX, poiché a determinate frequenze limite, il processore assorbe un elevato quantitativo di corrente e se la sezione di alimentazione della motherboard non riesce a far fronte alla richiesta di corrente, il valore computazionale di LinX rimane basso. Di solito su molte altre schede madri con una sezione di alimentazione non all’altezza, per cercare di chiudere il test ad una data frequenza, si aumenta il voltaggio applicato al processore (Vcore), ma ci si scontra con il problema della temperatura. Per i test è stata scelta una frequenza target con un voltaggio comune con cui eseguire il test di LinX. Di seguito la tabella riepilogativa dei risultati ottenuti:

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Come si può notare i consumi sono comparabili a quelli della Maximus V Formula e abbastanza inferiori a quelli della G1.Sniper3. Nonostante la presenza dello switch PLX come per il modello di punta di casa GIGABYTE, in questo caso esso è disabilitato in configurazione singola scheda e quindi non va ad influire sul consumo. Da notare l'overvolt applicato con il profilo LLC Extreme. Buone inoltre le temperature delle fasi, grazie al generoso sistema di alimentazione dotato di heatpipe.