Dear Esther, un'esperienza da provare!
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Ciao a tutti!
Non so se c'è già un thread a riguardo, ho fatto una ricerca sul forum ma non ho trovato niente, quindi eccomi qui a parlare di un "gioco" che consiglio a tutti.
Inizio col dire che è difficile classificare Dear Esther come gioco. Preferisco parlare di esperienza.

Tutto inizia su un moletto di un'isola sconosciuta, davanti ad un fare, col protagonista che inizia il suo racconto. Tutto quello che possiamo fare è esplorare. I comandi si limitano al classico WASD ed al movimento della visuale col mouse. La torcia si accende da sola all'occorrenza, il protagonista si abbassa da solo se serve, non possiamo saltare, e se moriamo (cadendo capita:uglystupid2:) il protagonista si limiterà a dire "back", e ci ritroveremo indietro di qualche passo.

Spiegato così Dear Esther potrebbe sembrare annoiante, ed in effetti se non si parte con i giusti intenti, si rischia di abbandonare prematuramente il "gioco". Se cercate l'adrenalina, fatevi una partita a starcraft o lol.
Dear easther è una esperienza da fare in una serata, magari al posto di un film, spegnendo la luce e indossando un paio di cuffie (o sparando il 5.1 al massimo, vicini permettendo).

Una volta iniziato dear Esther col piede giusto, la prima cosa che salta all'occhio è la grafica. Il gioco è basato sul source engime, e nasce come un mod del 2008 di half life 2. Io personalmente ho provato la versione steam del 2012, decisamente migliore dal punto di vista grafico, e la consiglio a tutti. Tutto quello che leggerete quindi è riferito a questa nuova versione.
Il mod infatti è stato rivisto da Rob Briscoe, l'artista che sta dietro allo stile di mirror's edge. La grafica è splendida, in alcuni casi sembra di stare davanti a crysis. Gli ambienti sono splendidi, e si ha la sensazione di essere presenti, quasi fossimo noi il protagonista.

Una tale cura degli ambienti è accompagnata da un comparto audio eccezionale. Vento, rumori, cigolii e soprattutto la colonna sonora di Jessica Curry.
Alcuni passaggi del gioco infatti vengono enfatizzati da splendidi passaggi. Il tutto, unito alla grafica, da una sensazione unica, sembra di vivere in quest'isola, desolata e bellissima.
Per ultimo mi sono le voci. La recitazione è ottima e rigorosamente in lingua inglese. Il protagonista in punti prefissati inizierà a dire i suoi pensieri, e spesso si avrà a che fare con versi. I testi non sono di facile comprensione. Consiglio quindi di attivare i sottotitoli.
L'inglese rimane comunque difficile, consiglio quindi di scaricare una traduzine in italiano dei testi. Ce ne sono varie, ma una in particolare è considerata ufficiale dagli sviluppatori. In questa tradizione, il linguaggio utilizzato può risultare spesso strano (nelle impostazioni il mouse viene chiamato sorcio
), ma serve a rendere il tono poetico dell'audio.Con questo dovrei aver detto tutto.

Consiglio vivamente dear Esther a tutti. Finalmente un gioco che rende giustizia al genere, avvicinandolo ai livelli di un buon film o di un libro.
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Ciao a tutti!
Non so se c'è già un thread a riguardo, ho fatto una ricerca sul forum ma non ho trovato niente, quindi eccomi qui a parlare di un "gioco" che consiglio a tutti.
Inizio col dire che è difficile classificare Dear Esther come gioco. Preferisco parlare di esperienza.

Tutto inizia su un moletto di un'isola sconosciuta, davanti ad un fare, col protagonista che inizia il suo racconto. Tutto quello che possiamo fare è esplorare. I comandi si limitano al classico WASD ed al movimento della visuale col mouse. La torcia si accende da sola all'occorrenza, il protagonista si abbassa da solo se serve, non possiamo saltare, e se moriamo (cadendo capita:uglystupid2:) il protagonista si limiterà a dire "back", e ci ritroveremo indietro di qualche passo.

Spiegato così Dear Esther potrebbe sembrare annoiante, ed in effetti se non si parte con i giusti intenti, si rischia di abbandonare prematuramente il "gioco". Se cercate l'adrenalina, fatevi una partita a starcraft o lol.
Dear easther è una esperienza da fare in una serata, magari al posto di un film, spegnendo la luce e indossando un paio di cuffie (o sparando il 5.1 al massimo, vicini permettendo).

Una volta iniziato dear Esther col piede giusto, la prima cosa che salta all'occhio è la grafica. Il gioco è basato sul source engime, e nasce come un mod del 2008 di half life 2. Io personalmente ho provato la versione steam del 2012, decisamente migliore dal punto di vista grafico, e la consiglio a tutti. Tutto quello che leggerete quindi è riferito a questa nuova versione.
Il mod infatti è stato rivisto da Rob Briscoe, l'artista che sta dietro allo stile di mirror's edge. La grafica è splendida, in alcuni casi sembra di stare davanti a crysis. Gli ambienti sono splendidi, e si ha la sensazione di essere presenti, quasi fossimo noi il protagonista.

Una tale cura degli ambienti è accompagnata da un comparto audio eccezionale. Vento, rumori, cigolii e soprattutto la colonna sonora di Jessica Curry.
Alcuni passaggi del gioco infatti vengono enfatizzati da splendidi passaggi. Il tutto, unito alla grafica, da una sensazione unica, sembra di vivere in quest'isola, desolata e bellissima.
Per ultimo mi sono le voci. La recitazione è ottima e rigorosamente in lingua inglese. Il protagonista in punti prefissati inizierà a dire i suoi pensieri, e spesso si avrà a che fare con versi. I testi non sono di facile comprensione. Consiglio quindi di attivare i sottotitoli.
L'inglese rimane comunque difficile, consiglio quindi di scaricare una traduzine in italiano dei testi. Ce ne sono varie, ma una in particolare è considerata ufficiale dagli sviluppatori. In questa tradizione, il linguaggio utilizzato può risultare spesso strano (nelle impostazioni il mouse viene chiamato sorcio
), ma serve a rendere il tono poetico dell'audio.Con questo dovrei aver detto tutto.

Consiglio vivamente dear Esther a tutti. Finalmente un gioco che rende giustizia al genere, avvicinandolo ai livelli di un buon film o di un libro.
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Nooo, ho scritto male il titolo.... chi me lo edita?

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fatto
ma quindi in pratica è un racconto "pilotato"?
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Devil_Mcry ha scritto:
fattoma quindi in pratica è un racconto "pilotato"?
Grazie:)
Comunque non è tanto pilotato. Gli ambienti sono molto grandi, e non c'è l'effetto tunnel alla call of duty. Pensa che mi sto rigiocando alcuni punti perchè non avevo esplorato alcune zone. Poi non è un vero e proprio racconto. In alcuni punti il protagonista dice delle cose, ma sono molto enigmatiche.
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Io la definirei una avventura grafica.

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Ti riporto la prima frase della recensione su adventure's planet: "Mettiamo subito in chiaro una cosa: Dear Esther non è una avventura grafica".
Comunque, il solo fatto che venga recensito su un sito di avventure, fa capire che qualcosa in comune ci sta.
Mancano gli enigmi, manca l'interazione con lo schermo, ma l'atmosfera e l'immedesimazione sono tipiche di una avventura grafica.
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Io ho visto un paio di video e la definisco cosi, poi gli altri la pensino come vogliono

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