[Saggio] Per una sorgente libera di livello audiophile
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6. L'acquisizione della nostra collezione musicale
6.1 Formati audio digitali
Senza voler entrare in dettagli tecnici che stravolgerebbero l'intento divulgativo di questa relazione, diamo un'occhiata al processo di digitalizzazione. Per rappresentare una forma d'onda analogica in digitale è necessario campionarla, ovvero memorizzare i valori della stessa a determinati intervalli di tempo, in quanto la misura non può, per ragioni fisiche, essere istantanea. Il numero di volte che riusciamo ad effettuare questa operazione in un secondo è detta frequenza di campionamento e si misura in hertz. Ogni campione, dicevamo, contiene il valore di tensione dell'onda analogica in quel momento. Tale valore è approssimato ad un valore discreto, espresso in un numero di bit solitamente compreso tra 1 e 24, in modo che sia memorizzabile da una macchina.
Osservando le immagini seguenti è chiaro come si possa aumentare la fedeltà del segnale con una griglia più stretta (quindi aumentando la frequenza di campionamento e la profondità dello stesso).

I CD audio utilizzano una frequenza di campionamento di 44100hz ed una profondità di 16bit, retaggio delle prime registrazioni digitali su nastri audiovisivi. Su Internet è possibile trovare file campionati a 44100 (estratti da CD), 48000, 96000 e a volte 192000hz, e con profondità fino a 24bit. Sebbene lo spettro udibile sia perfettamente rappresentato ad una frequenza di 44100, frequenze più elevate aiutano nella necessaria operazione di filtraggio, producendo un segnale di migliore qualità, contenente cioè meno rumore nella banda di frequenze udibili.
Memorizzare la musica in digitale, tuttavia, richiede una grande quantità di spazio: un brano di 5 minuti campionato a 192000hz con 24bit di profondità occupa ben 173 Megabyte, il che lo rende ingombrante e scomodo da scaricare. Per questo motivo vengono utilizzati degli algoritmi di compressione. Ne esistono di due tipi: lossless e lossy. Il primo tipo non comporta perdita d'informazione: il file viene semplicemente ottimizzato per occupare meno spazio. Questo porta il brano ad occupare circa la metà, ma a volte non è sufficiente: bisogna eliminare dell'informazione. In questo caso si parla di compressione lossy e si hanno degli alti tassi di compressione grazie all'eliminazione delle frequenze meno udibili, le più alte e le più basse, oltre alla comparazione ed eliminazione parziale delle differenze tra i due canali che compongono il suono stereofonico. Quest'ultimo tipo è particolarmente adatto all'ascolto su impianti di bassa qualità, che non sarebbero comunque in grado di riprodurre tali frequenze, ma decisamente inadatto ad impianti di livello audiophile.
Alcuni esempi di compressioni lossless sono Flac (formato open molto diffuso) e Meridian Lossless Packing (il formato delle tracce audio dei DVD); alcuni esempi di compressioni lossy sono Mp3, Wma (introdotto da Microsoft), Ogg-Vorbis (formato open molto diffuso).
Ma come procurarsi musica di alta qualità sonora?
6.2 Musica legale su Internet
Un'immensa fonte di brani è Internet: una gran quantità di siti vendono musica liquida. Anche l'Italia, nonostante la sua arretratezza tecnologica, si sta adeguando: iTunes di Apple o l'italianissima IBS ne sono la dimostrazione. Fa eccezione Amazon: non vende mp3 in Italia e non permette agli italiani l'acquisto di mp3 nelle filiali di altre nazioni, neanche all'interno della UE. A primo acchito, si potrebbe pensare che ci sia qualche problema con la nostra ingarbugliata burocrazia ma una telefonata al servizio clienti mi ha permesso di sapere che il motivo per cui Amazon non mette a disposizione il download di mp3 in Italia è relativo a scelte di mercato interne e non a limitazioni imposte dalla nostra legislazione o dalla SIAE, almeno ufficialmente.
I più attenti avranno notato che tra i servizi disponibili in Italia nessuno vende musica ad alta definizione e/o compressa in formato lossless, cioè privo di perdita di qualità. Questo è un limite importante per un audiofilo: di fatto, non è possibile acquistare musica di qualità CD né tanto meno superiore. La possibilità di un miglioramento, però, c'è: vari siti internazionali cominciano a mettere a disposizione musica in formato lossless (tipicamente FLAC) e ad alta definizione.
6.3 Musica illegale su Internet
La musica liquida, però, è particolarmente soggetta al rischio di essere distribuita in modo illegale: si va dal problema delle diverse legislazioni che ha dato vita a tutta una serie di siti russi che vendono musica a prezzo bassissimo in modo legale se si è cittadini russi, ma illegale se si vive all'estero; alla condivisione illegale vera e propria. Il problema probabilmente è da ricercarsi nella struttura di Internet, rete poco controllabile e per questo considerata mezzo di condivisione di idee e materiale di ogni tipo, una zona franca in cui tutto è permesso. Internet resta legato alle idee di libera circolazione del software in era pre-Microsoft, in cui non era soggetto a brevetti e risultava normale copiare un software, specialmente in ambiente universitario. Questa utopica idea, tuttora supportata da un gruppo piuttosto vasto di persone (una parte delle quali appartenenti alla cominità dell'Open Source e capeggiate da Richard Stallman), è stata applicata alle altre opere d'ingegno, ma senza il consenso dell'autore: ingenti quantità musica e film vengono quotidianamente condivise in modo illegale con vari sistemi.
Il sistema più semplice immaginabile è quello tuttora in uso per la fruizione di pagine web: un sistema client-server, che è tuttavia inapplicabile nel caso della distribuzione di materiale illegale, perché troppo facilmente condannabile. L'idea madre dello sharing per mezzo della Rete è che il materiale non debba esser presente fisicamente in un server controllabile, ma debba circolare connettendo direttamente gli utenti fra di loro. Nasce il peer2peer, un sistema di condivisione in cui tutti i nodi sono “alla pari” e scambiano pacchetti direttamente tra di loro senza passare in un server centrale. Uno dei casi più famosi è quello di Napster: gli utenti condividevano la musica tra di loro senza caricarla fisicamente su un server. Il punto debole di tale sistema era che la lista di utenti connessi e dei file condivisi era fisicamente presente in un server, rendendo quindi i trasferimenti rintracciabili. Questo rallentò il processo legale contro Napster, ma nonostante ciò a Luglio 2001 la sentenza arrivò inesorabile.
Il vuoto creatosi era destinato ad esser riempito da altri sistemi di peer2peer più puri e quindi meno facilmente tracciabili, che implementassero anche sistemi di parallelizzazione (cioè la possibilità di scaricare contemporaneamente parti dello stesso file da due peer diversi). Era quindi il turno di eMule e di Bittorrent, tuttora molto diffusi.
eMule si basa su due diverse reti: eDonkey (simile a Napster, essa si appoggia comunque ad un server per le liste di file ed utenti) e Kademlia (totalmente decentralizzata, implementa un algoritmo di calcolo della distanza tra i nodi per ottimizzare la velocità). Bittorrent è concettualmente simile ad eDonkey tranne per il fatto che gli indici non sono distribuiti in server preposti a questa unica funzione, ma sono dei normali file con estensione .torrent scaricabili da qualsiasi server web. Al contrario dei sistemi visti precedentemente, utilizzati quasi unicamente per la condivisione di materiale illegale, Bittorrent è molto utilizzato anche per permettere il download di files legali di grosse dimensioni tramite internet senza sovraccaricare il server che li distribuisce: molte distribuzioni Linux e altri file legalmente scaricabili sono distribuiti con questo sistema. Nessuno, tuttavia, ospiterebbe sul proprio sito un file torrent di materiale coperto da Copyright , e questo costringe all'utilizzo di motori di ricerca per torrent che ne permettano anche l'hosting. Un esempio celebre è The Pirate Bay: tale sito è stato reso irraggiungibile dall'Italia grazie ad un accordo con gli internet provider, il che evidenzia le limitazioni di un'architettura che, nonostante i progressi tecnologici, ha sempre bisogno di un server che contenga le informazioni dei peer. Infatti, nonostante l'architettura di Bittorrent sia più decentralizzata di quella di Napster, la necessità di un server di ricerca dei contenuti ci riporta al caso precedente, fatta eccezione per il fatto che la chiusura di The Pirate Bay non può comportare la fine di Bittorrent, non essendo l'unico repository di file torrent.
Infine un altro sistema per la fruizione di contenuti multimediali in modo spesso illegale è lo streaming tramite web. In tal caso non è necessario installare un'applicazione, il player gira all'interno del browser e riceve un flusso di pacchetti UDP dal server in maniera diretta. Esempi celebri sono Youtube e Megavideo. Nel primo caso c'è un controllo maggiore da parte dei webmasters, che spesso collaborano con le autorità alla rimozione di contenuto vietato, implementando anche algoritmi di riconoscimento dei brani di sottofondo dei video che provvedono all'eliminazione del brano o alla visualizzazione del titolo e link ai maggiori negozi mp3. Nel secondo caso c'è meno “attenzione” e una grande quantità di film e telefilm vengono uploadati e visualizzati, spesso riportando invece del nome originale un codice casuale, in modo che non vengano rimossi. Per ricercarli si utilizzano blog e siti esterni che si limitano a riportare il link al video. Esistono anche sistemi di streaming dedicati unicamente alla musica, perlopiù legali, ma ne parleremo tra qualche paragrafo.
Più raramente si utilizzano a fine di sharing multimediale anche sistemi di hosting di file, come Megaupload, che permettono di caricare file di qualsiasi tipo.
Quasi nessuno di questi sistemi è sicuro e garantisce la privacy: la maggior parte di loro si appoggiano su un server che conserva, almeno per il periodo della connessione, informazioni sui nodi e sui file che condividono. Negli ultimi casi il servizio sarà in esecuzione su un server web (ad esempio Apache) che potrebbe conservare gli IP dei client nei file di log (lo storico delle connessioni). Nel caso dei sistemi peer2peer sarà sufficiente connettersi ad un nodo per scaricare o condividere un file ed analizzare il flusso di pacchetti con un programma come Wireshark per Linux per scoprire l'indirizzo IP e quindi l'identità del peer in oggetto.

Nel tempo sono stati sviluppati plugin per le reti esistenti e nuove reti peer2peer più o meno decentralizzate con sistemi per garantire l'anonimato, ma nessuna ha preso piede o si è rivelata veramente sicura: un esempio valido è Rshare, utilizzabile tramite StealthNet.
Un progetto valido di cui occorre fare menzione è Netsukuku, sviluppatodall'italiano Andrea Lo Pumo: è il tentativo di realizzare una rete totalmente decentralizzata e che non possa essere soggetta a censura né controllo, pensata non solo per la condivisione di file, ma soprattutto per la libera circolazione di idee ed informazioni, che permetterebbe la creazione di un media democratico che si opponga ai diffusi media oligarchici (TV, Radio, Giornali). Purtroppo lo sviluppo di questo sistema è stato interrotto: Telecom, il maggiore gestore delle infrastruttura di rete italiane ha offerto allo sviluppatore una borsa di studio per la ricerca da effettuare tassativamente in altri ambiti.
6.4 Supporti digitali
Vediamo, in pratica, com'è possibile estrarre il contenuto digitale dai nostri supporti e memorizzarlo sul disco fisso. La strada dell'estrazione (ripping) dei cdrom è particolarmente battuta sotto Linux, che offre interfacce grafiche per ogni esigenza. Così non è nel caso dei DVD-Audio, che ci costringono ad utilizzare la linea di comando o interfacce grafiche non espressamente ideate per l'estrazione di solo audio.
Nel caso dei CD, ogni distribuzione integra uno strumento preinstallato per estrarne il contenuto: Ubuntu dispone di Sound Juicer, un ripper di semplice utilizzo che permette di estrarre in molti formati lossless o lossy come MP3, Ogg e FLAC. Molti dei più comuni player, inoltre, permettono la stessa operazione, anche se meno configurabile: un esempio è Rhythmbox, anch'esso preinstallato nelle ultime versioni di Ubuntu.
Se questi strumenti “click and wait” possono essere sufficienti per il novizio, tuttavia, non soddisfano l'utente avanzato, che richiede maggiore qualità e sicurezza. Il programma di estrazione più diffuso tra gli audiofili è EAC (Exact Audio Copy), un programma freeware proprietario sviluppato per Windows. Pur non essendo a pagamento, il codice sorgente non è stato rilasciato e pertanto non è stata sviluppata una versione per Linux.
Un'alternativa ad EAC è CDParanoia, un applicativo a linea di comando per Linux alquanto potente, in grado di estrarre tracce audio anche da CD ragionevolmente rigati o consumati, ripetendo la lettura a bassa velocità delle parti più rovinate ed applicando sistemi di controllo dell'errore: quando un normale ripper salta un settore, CDParanoia ne ripete la lettura e/o lo ricostruisce grazie ad appositi algoritmi. Sono state sviluppate diverse interfacce grafiche per questo sistema, tutte molto valide. Quella che prenderemo in esame è Ripper X, una delle più spartane come grafica ma ricche di opzioni.

Una volta configurate le opzioni di ripping e di compressione è possibile assegnare automaticamente dei nomi alle canzoni per mezzo del sistema CDDB, un database in grado di associare il codice del disco inserito alla lista di nomi delle canzoni contenute, e procedere all'estrazione, che durerà da una ventina di minuti ad un'ora e mezza, a seconda del contenuto e delle condizioni fisiche del disco.
L'estrazione di contenuto dei DVD-Audio è forse più lineare, seppur meno comoda: infatti questi contengono un vero e proprio filesystem con sistemi di controllo dell'errore più rigidi di quelli di un CD-Audio (in quanto specificamente pensati per l'immagazzinamento di dati, in cui non si può tollerare la perdita di un singolo bit) e non c'è quindi bisogno di correggere in fase di lettura ma è sufficiente convertire in un formato più comodo.
Per questa operazione ci viene in soccorso un vero e proprio jolly della conversione: Transcode. Questo applicativo a linea di comando ci permette di convertire tra una infinità di formati diversi tra cui il PCM utilizzato nei DVD.
Ad esempio, qualora volessimo ottenere il contenuto in formato OGG-Vorbis sarebbe sufficiente impartire il comando:
transcode -i /dev/dvd -x dvd -T 1,10,1 -a 0 -y ogg -m track10.ogg
Citando da “Ubuntu Geek”:
Se volessimo, quindi, ottenere il 20° brano della prima parte in WAV:The arguments identify the input as /dev/dvd (-i), the type of input as DVD (-x), the title, chapter, and angle to encode, in this case being title 1, chapter 10, and camera angle 1 (-T), the audio track is track 0 (-a), the output format is ogg (-y, and the output filename is track10.ogg (-m).transcode -i /dev/dvd -x dvd -T 1,20 -a 0 -y wav -m track20.wav
L'appassionato d'informatica avrà subito notato l'opportunità di creare uno script, lista di operazioni da far eseguire al computer, in grado di estrarre automaticamente il contenuto di un DVD audio nel nostro formato preferito con un click; all'utente medio, invece, l'operazione sarà sembrata tremendamente ostica.
Sebbene non esista un'interfaccia grafica deputata solo all'estrazione di audio, come nel caso dei CD, è sempre possibile utilizzare DVD::Rip per estrarre i brani senza sporcarci le mani con il codice ed in modo molto più intuitivo.
6.5 Supporti analogici
È probabile che nella vostra libreria musicale esista una buona quantità di dischi in vinile e audiocassette. L'ideale sarebbe procurarsi la versione digitale degli stessi brani: infatti il supporto digitale offre un'accuratezza e una dinamica di gran lunga superiore al corrispettivo in vinile o audiocassetta. Tuttavia, questo si trasforma in un enorme impegno economico nel caso di una libreria vasta e sarebbe inutile per canzoni registrate in era analogica. Nel caso in cui, quindi, si volessero digitalizzare dei supporti analogici, dovremmo effettuare fisicamente il seguente collegamento (è ovviamente possibile utilizzare un ADC esterno):

ed in seguito digitalmente il seguente collegamento (come visto in precedenza, con Jack). Quello che vediamo nella prossima figura (nella finestra in secondo piano) è Audacity, uno dei migliori software di elaborazione dell'audio per Linux. Tale software permette la registrazione con frequenze e profondità di campionamento da noi definite per ogni singola traccia, grazie al blocco sulla sinistra, e quindi l'elaborazione all'interno del programma stesso, in modo intuitivo. In questo caso abbiamo collegato i due canali dell'ingresso stereo della scheda audio con l'ingresso di Audacity (denominato PortAudio).

Sarà poi possibile avviare la registrazione in Audacity e la riproduzione del nostro vinile o audiocassetta e attendere che l'intero contenuto sia trasferito all'interno del computer. Una volta digitalizzato il nostro supporto, potremmo voler eliminare le imperfezioni dell'audio (il fruscio del disco o i click delle particelle di polvere sullo stesso) con le funzioni apposite (rimozione rumore e rimozione click), senza però dimenticare che un uso scriteriato di tali strumenti porterà ad una drammatica perdita di dettaglio e qualità. Si potrà anche operare una separazione delle tracce, aiutandosi con la funzione trova silenzio ed etichettandole con il nome giusto, in modo che al click di esporta ognuna sia salvata e taggata automaticamente con il proprio nome. Il numero di operazioni possibili con Audacity è pressoché illimitato e può essere espanso con plugin reperibili in rete (in bibliografia il sito di riferimento per documentazione, plugin e assistenza). A chi volesse operare in modo professionale, inoltre, ricordo che è possibile trattare il flusso audio acquisito anche in tempo reale attraverso diversi programmi: è sufficiente collegare in Jack il line-in della scheda audio al primo software, quest'ultimo al secondo e così via fino al software di registrazione (i software intermedi si occuperanno ovviamente del flitraggio e dell'applicazione di effetti). Così facendo, una volta impostato il sistema. sarà possibile digitalizzare un'enorme quantità di materiale nel solo tempo di riproduzione dello stesso, visto che filtraggio ed ottimizzazione avverranno in tempo reale.
6.6 Librerie condivise in streaming
Un fenomeno in forte crescita è la fruizione di contenuti in streaming, ovvero trasmessi durante la fruizione stessa al nostro computer, senza che risiedano mai sul nostro disco fisso. Esistono diversi servizi di questo tipo su Internet: alcuni dei nomi più famosi sono Last.fm, Grooveshark, Napster, Pandora, Spotify o l'italianissimo Dada.

Questi servizi permettono, col pagamento di un fisso mensile o alcuni addirittura gratuitamente, di fruire di una collezione praticamente illimitata di musica di ogni tipo e genere, espandendo all'infinito la nostra libreria musicale. È possibile creare playlist degli artisti preferiti, condividere brani con gli amici o addirittura farsi consigliare da un apposito algoritmo di analisi altri brani simili a quello che stiamo ascoltando. Questi programmi sono importanti strumenti per scoprire nuova musica e nuovi artisti. Inoltre alcuni di loro fungono da siti di hosting per gli artisti meno conosciuti, vendendone la musica direttamente al fruitore, permettendo di boicottare le società discografiche, che spesso “tassano” la musica ricavandone forti guadagni. Purtroppo, per limitazioni fisiche dovute alla rete, la musica deve essere trasferita in formato lossy molto compresso ed ha una qualità particolarmente carente: pertanto non possono andare a sostituire una libreria di brani estratti da CD o DVD-Audio compressi lossless.
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7. Bibliografia e sitografia:
Dispense di Audio Digitale per Informatica Umanistica del prof. Romani:
http://www.di.unipi.it/~romani/
Guida di Stefano Droghetti all'utilizzo di Linux per la produzione musicale:
http://sites.google.com/site/stefanodroghetti/Guide/not-to-my-havings
Supporti su cui è applicato l'equo compenso
http://www.webnews.it/2010/01/15/bondi-tassa-la-tecnologia-con-lequo-compenso/
Elenchi di schede audio compatibili con Linux:
Istruzioni per l'estrazione di DVD-Audio in ambiente Linux:
http://www.ubuntugeek.com/how-to-rip-dvd-audio-to-mp3-or-ogg.html
Lista di applicazioni compatibili con Jack:
http://jackaudio.org/applications
Sito dell'applicativo Audacity:
http://audacity.sourceforge.net/
Forum di audiofilia della rivista Audioreview:
http://forum.audioreview.it/VB/
Sezioni Linux e Audio del forum Xtremehardware:
http://www.xtremehardware.com/forum/
Sezione Multimedia del forum Ubuntu-it:
Netsukuku, per un'architettura di rete libera:
http://en.wikipedia.org/wiki/Netsukuku
Internet e reti di calcolatori (James F. Kurose, Keith W. Ross), McGraw-Hill, 2003 – ISBN: 978-88-386-6109-9
Diario di un computer forenser (Andrea Ghirardini), Apogeo - ISBN: 978-88-503-1294-8
Eretici digitali (Massimo Russo, Vittorio Zambardino), Apogeo - ISBN: 978-88-50-32907-6
Codice Libero (Sam Williams), Apogeo - ISBN: 978-88-503-1122-4
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Cambia la parola discoteca con discografia sono allergico al termine....

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Un lavoro davvero esemplare. Complimenti, Daniele! :n2mu:
SACD ha scritto:
Cambia la parola discoteca con discografia sono allergico al termine....
Non sarebbe corretto: non sono sinonimi e il termine giusto qui è discoteca. Anche se capisco il perché della tua richiesta...

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SACD ha scritto:
Cambia la parola discoteca con discografia sono allergico al termine....
Lo sai che in effetti mi sono trovato in difficoltà? Inizialmente avevo messo biblioteca musicale, ma il mio prof sosteneva che non fosse corretto e così l'ho cambiato (anche se stona da morire...). Insomma che faccio, lo cambio o lo tengo? Che dite?
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Il dizionario della lingua italiana vuole che lo tieni cosi'.

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penguin86 ha scritto:
Lo sai che in effetti mi sono trovato in difficoltà? Inizialmente avevo messo biblioteca musicale, ma il mio prof sosteneva che non fosse corretto e così l'ho cambiato (anche se stona da morire...). Insomma che faccio, lo cambio o lo tengo? Che dite?Collezione musicale
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SACD ha scritto:
Collezione musicaleSuona già meglio... fatto!
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bella dani..complimenti veramente per questa guida!
Marco
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principino1984 ha scritto:
bella dani..complimenti veramente per questa guida!Marco
Grazie caro

Tra un po' arriva anche quella dell'OC sotto Linux... ma tu sai quali sono i miei tempi no?

Digli a Raffa di mettere in lista

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Una curiosità mia, questo Romani per caso si è trasferito lì tipo nel 2004 e prima faceva altro in quel di Milano?
Ciao! Sembra che tu sia interessato a questa conversazione, ma non hai ancora un account.
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