Terremoto a L'Aquila
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apix_1024 ha scritto:
cmq guardate il servizio di ieri delle ore 20 al tg1 : Rai.TV - TG1 - 19:42 nuova scossascossa di grado 5.7 e profondità sui 10km... pensate che quella della notte prima era i grado 6.3 ma profondità di soli 2km...

il bello è che è un mese che rilevavano scosse sempre più frequenti... ma alla gente non hanno detto nulla...

bhe si sa com'è l'italia....
:muro: -

Questi si che l'ho sentito.....

E' stato bello forte...


Ale!
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Che ne dite se:
1) ANNULLIAMO IL MONTEPREMI DEL SUPERENALOTTO, CHE è QUASI DI 40 MILIONI DI EURO,E DONIAMOLO A CHI NE HA BISOGNO IN ABRUZZO
2) RIMANDIAMO A CASA QUEGLI IDIOTI DI TUTTI I REALITY E DONIAMO I MONTEPREMI
3) CHE I POLITICI DONASSERO LO STIPENDIO DI APRILE (tanto non muoiono di fame)
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Sarebbero tutte cose da fare, ma purtroppo quelli che decidono non siamo noi

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megthebest ha scritto:
Che ne dite se:1) ANNULLIAMO IL MONTEPREMI DEL SUPERENALOTTO, CHE è QUASI DI 40 MILIONI DI EURO,E DONIAMOLO A CHI NE HA BISOGNO IN ABRUZZO
2) RIMANDIAMO A CASA QUEGLI IDIOTI DI TUTTI I REALITY E DONIAMO I MONTEPREMI
3) CHE I POLITICI DONASSERO LO STIPENDIO DI APRILE (tanto non muoiono di fame)
sarebbe un ottima idea! perccato che non succederà niente di tutto questo...

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Altra scossa questa sera alle 23:14 !
Io che sono delle Marche l'ho avvertita.
Date time 2009-04-13 at 21:14:23.9 UTC
Location 42.55 N ; 13.42 E
Depth 2 km
Distances 63 km E Terni (pop 110,412 ; local time 23:14 2009-04-13)
22 km N L'aquila (pop 72,279 ; local time 23:14 2009-04-13)
6 km SW Crognaleto (pop 1,565 ; local time 23:14 2009-04-13
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Io sono stato l'unico della famiglia che non l'ho sentito...

Comunque:


Ale!
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Fonte ANSA
L'AQUILA - A una settimana esatta dal terremoto che ha colpito L'Aquila e provincia, provocando 294 morti, lo sciame sismico continua ad imperversare: una prima scossa, delle 21.09, ha fatto registrare una magnitudo di 3.8, mentre la seconda alle 21.17 ha avuto una magnitudo di 3.5 e la terza, registrata alle 22.08, di magnitudo 3.0. La piu' forte e' stata comunque registrata alle 23.20, di magnitudo 4.9 e percepita chiaramente anche nelle Marche e nel Lazio. Le localita' piu' vicine all'epicentro dell'ultimo sisma sono Capitignano, Campotosto, Pizzoli e Barrete. Intanto arriva il freddo e non mancano i disagi per i 55 mila sfollati, dei quali oltre 33 mila ospitati nelle tendopoli.Per i prossimi giorni, in base alle previsioni meteorologiche, L'Aquila dovrebbe essere la citta' piu' fredda d'Italia con la temperatura che scendera' fino ai tre gradi. Il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, ha spiegato che allo studio del Tesoro c'e' anche la possibilita' di destinare alle zone terremotate dell'Abruzzo i proventi dello scudo che potrebbe essere concesso per i capitali che rientrano dai paradisi fiscali.
Ad una settimana dal sisma - sono 10mila le scosse conteggiate finora, anche piccolissime, e un migliaio quelle avvertite e di magnitudo superiore a 2.5 - arriva un primo, relativo e parziale, bilancio dei danni. Tra gli interventi delle ultime ore, diversi hanno riguardato la tutela del patrimonio artistico aquilano: carabinieri e vigili del fuoco stanno lavorando per portare in salvo il 'tesoro' della diocesi - 500 pezzi tra ostensori, calici, croci di ogni epoca, per un valore di milioni di euro - mentre dalla Basilica di Collemaggio e' stata recuperata e messa in sicurezza la preziosa tela di Carl Ruther 'L'incoronazione di Celestino'.
Sul fronte della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, propone un'assicurazione obbligatoria contro le calamita' naturali. Il ministro ha assicurato che le risorse per l'Abruzzo saranno trovate: ''si parla del 5 per mille, si sta parlando della finalizzazione dei proventi dei giochi'' ed anche di ''uno scudo per il rientro dei capitali che non trovano piu' riparo nei paradisi fiscali''. Lo stesso Brunetta ha affermato che ''l'anno scolastico riprendera' in brevissimo tempo'' grazie anche alla tecnologia e all'utilizzo di lavagne 'telematiche'.
La Prefettura dell'Aquila sta valutando il da farsi per quanto riguarda lo svolgimento delle elezioni previste per il prossimo 7 giugno. In Abruzzo, infatti, si dovra' votare non solo per le Europee, ma anche per il rinnovo delle quattro amministrazioni provinciali, compresa quella dell'Aquila.
INGV: IERI 11 SCOSSE
Sono state 11, ieri, le scosse di terremoto piu' importanti che l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia ha registrato in vari distretti sismici dell'Abruzzo: l'ultima e anche la piu' forte alle 23.14 che l'Ingv ha stimato di magnitudo 4.9. Le altre scosse sono state di magnitudo compresa tra 2.7 e 3.8.
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Fonte REPUBBLICA
ROMA - In questi giorni 400 precari rischiano il posto di lavoro. Persone che svolgono un lavoro realmente "atipico", visto che non sono poi molti quelli in grado di spiegarci cosa accade quando la terra trema sotto i nostri piedi. E dove la forza della natura si è scatenata con maggiore intensità e quali potrebbero essere le zone maggiormente a rischio sismico. Parliamo dei precari dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, che rischiano di perdere il posto di lavoro per effetto della legge Brunetta. Quattrocento persone che negli ultimi giorni stanno facendo turni massacranti e che hanno sospeso ogni forma di agitazione, dopo il dramma dell'Abruzzo. Tenuto conto che, in totale, i dipendenti dell'Ingv sono 1.000, si tratta del 40% del personale che rischia di venire spazzato via da una norma di legge."Sono fondamentali, non voglio neanche prendere in considerazione l'ipotesi di dover fare a meno di loro - dice il presidente dell'Ingv, Enzo Boschi - parliamo di persone che conoscono due o tre lingue, che si sono laureate in maniera brillante. E io ho già dovuto rinunciare ad una ventina di loro perché sono andati a lavorare all'estero".
I precari del professor Boschi sono centinaia di persone, in prima linea ogni volta che la terra trema assieme ai colleghi regolarmente assunti: l'istituto opera, infatti, con turni che coprono le 24 ore e fornisce alla Protezione civile servizi e consulenza. Ora tutti, precari e non, stanno facendo turni massacranti dalla notte di domenica scorsa. C'è chi è partito immediatamente, alle cinque del mattino, per installare la rete di monitoraggio, e chi ha lavorato dalla sede. Tutti a disposizione, anche oltre l'orario di lavoro, per fronteggiare l'emergenza.
In totale sono 284 i dipendenti con un contratto a tempo determinato. Di questi, 224 sono "stabilizzandi", cioè praticamente assunti, avendo acquisito con oltre tre anni di contratto a tempo determinato il diritto all'assunzione in base alle precedenti finanziarie. E 60 sono "non stabilizzandi": potevano almeno contare sul rinnovo del contratto, ma con la nuova legge non ne avrebbero più diritto. Inoltre, ci sono circa 60 assegni di ricerca e 60 tra borsisti e dottorandi.

"So che in un momento di emergenza come questo, con cinquantamila sfollati, potrebbe sembrare fuori luogo affrontare questo argomento", spiega Boschi. Il geofisico, che alcuni mesi fa aveva inviato una lettera al governo per richiamare l'attenzione sulla questione, sottolinea che non vuole fare polemica di alcun tipo, in particolare con Brunetta: "Ha fatto meglio di altri", chiarisce. Ma teme che possa accadere l'irreparabile: "L'Istituto è ricco e virtuoso, grazie ai finanziamenti e ai concorsi che vinciamo, poi spendiamo solo il 60% del nostro budget. Potrei assumere, ma poiché abbiamo la pianta organica al completo, non si può".
Ma come mai tanti precari? "Quando nel 2000 arrivò Bertolaso alla Protezione civile, con lui iniziammo un discorso nuovo - racconta Boschi - volle il massimo della tecnologia per il monitoraggio dei fenomeni sismici e dei vulcani. Così, siamo passati da 80 a 400 stazioni. Tutti e sette i vulcani principali sono sotto controllo. Abbiamo tre sale di sorveglianza attive 24 ore al giorno. Una solo dedicata al Vesuvio, il problema di protezione civile più grande del mondo". Insomma un team di esperti impegnato ai massimi livelli, che sta dando il meglio di sé proprio in questi drammatici giorni. "Abbiamo anche ricevuto i complimenti dalla pubblica amministrazione", dice Boschi con orgoglio.
Complimenti al personale dell'Ingv anche dai sindacati. "Si tratta di lavoratori che, come hanno dimostrato anche con il terremoto in Abruzzo, possono dare un contributo importante. Sono stati i primi che si sono mossi per raggiungere le aeree colpite", sottolinea il segretario generale della Flc Cgil, Domenico Pantaleo. Il punto, secondo il sindacalista, "non è trovare i cavilli burocratici, ma capire se questi ricercatori servono o meno. A nostro avviso, servono. Riteniamo sbagliato e ipocrita licenziarli".
Sulla stessa linea il segretario nazionale della Uilpa-Ur, Alberto Civica, che parla di una situazione "allucinante". "I precari della ricerca - osserva - svolgono funzioni fondamentali. La rete sismologica viene garantita soprattutto grazie a loro perché l'Ingv è un ente che ha una pianta organica molto ridotta. La Protezione civile gli dà i soldi con il contagocce, il bilancio non è mai consolidato per cui non possono fare assunzioni, non possono aumentare la pianta organica, e dal punto di vista del controllo sismologico sta tutto in mano ai precari".
Per il segretario confederale della Cisl, Claudio Santini, quindi, "la vicenda dell'Abruzzo non fa che rafforzare, purtroppo, la necessità di battersi per la stabilizzazione di questi lavoratori". Ed è per questo, aggiunge, che il sindacato chiede che "il decreto (Brunetta, ndr) venga prorogato o si facciano immediatamente i concorsi per la stabilizzazione".
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'' Ma io per il terremoto non do nemmeno un euro...''
Scusate, ma io non darò neanche un centesimo di euro a favore di chi
raccoglie fondi per le popolazioni terremotate in Abruzzo.
So che la mia suona come una bestemmia.
E che di solito si sbandiera il contrario, senza il pudore che la carità
richiede. Ma io ho deciso. Non telefonerò a nessun numero che mi sottrarrà due
euro dal mio conto telefonico, non manderò nessun sms al costo di un euro. Non
partiranno bonifici, né versamenti alle poste. Non ho posti letto da offrire,
case al mare da destinare a famigliole bisognose, né vecchi vestiti, peraltro
ormai passati di moda.
Ho resistito agli appelli dei vip, ai minuti di silenzio dei calciatori, alle
testimonianze dei politici, al pianto in diretta del premier. Non mi hanno
impressionato i palinsesti travolti, le dirette no - stop, le scritte in
sovrimpressione durante gli show della sera. Non do un euro. E credo che questo
sia il più grande gesto di civiltà, che in questo momento, da italiano, io
possa fare.
Non do un euro perché è la beneficienza che rovina questo Paese, lo
stereotipo dell´italiano generoso, del popolo pasticcione che ne combina di
cotte e di crude, e poi però sa farsi perdonare tutto con questi slanci nei
momenti delle tragedie. Ecco, io sono stanco di questa Italia. Non voglio che
si perdoni più nulla. La generosità, purtroppo, la beneficienza, fa da
pretesto. Siamo ancora lì, fermi sull´orlo del pozzo di Alfredino, a vedere
come va a finire, stringendoci l´uno con l´altro. Soffriamo (e offriamo) una
compassione autentica. Ma non ci siamo mossi di un centimetro.
Eppure penso che le tragedie, tutte, possono essere prevenute. I pozzi
coperti. Le responsabilità accertate. I danni riparati in poco tempo. Non do
una lira, perché pago già le tasse. E sono tante. E in queste tasse ci sono già
dentro i soldi per la ricostruzione, per gli aiuti, per la protezione civile.
Che vengono sempre spesi per fare altro. E quindi ogni volta la Protezione
Civile chiede soldi agli italiani. E io dico no. Si rivolgano invece ai tanti
eccellenti evasori che attraversano l´economia del nostro Paese.
E nelle mie tasse c´è previsto anche il pagamento di tribunali che dovrebbero
accertare chi specula sulla sicurezza degli edifici, e dovrebbero farlo prima
che succedano le catastrofi. Con le mie tasse pago anche una classe politica,
tutta, ad ogni livello, che non riesce a fare nulla, ma proprio nulla, che non
sia passerella.
C´è andato pure il presidente della Regione Siciliana, Lombardo, a visitare i
posti terremotati. In un viaggio pagato - come tutti gli altri - da noi
contribuenti. Ma a fare cosa? Ce n´era proprio bisogno?
Avrei potuto anche uscirlo, un euro, forse due. Poi Berlusconi ha parlato di
"new town" e io ho pensato a Milano 2 , al lago dei cigni, e al neologismo:
"new town". Dove l´ha preso? Dove l´ha letto? Da quanto tempo l´aveva in
mente?
Il tempo del dolore non può essere scandito dal silenzio, ma tutto deve
essere masticato, riprodotto, ad uso e consumo degli spettatori. Ecco come
nasce "new town". E´ un brand. Come la gomma del ponte.
Avrei potuto scucirlo qualche centesimo. Poi ho visto addirittura Schifani,
nei posti del terremoto. Il Presidente del Senato dice che "in questo momento
serve l´unità di tutta la politica". Evviva. Ma io non sto con voi, perché io
non sono come voi, io lavoro, non campo di politica, alle spalle della
comunità. E poi mentre voi, voi tutti, avete responsabilità su quello che è
successo, perché governate con diverse forme - da generazioni - gli italiani e
il suolo che calpestano, io non ho colpa di nulla. Anzi, io sono per la
giustizia. Voi siete per una solidarietà che copra le amnesie di una giustizia
che non c´è.
Io non lo do, l´euro. Perché mi sono ricordato che mia madre, che ha servito
lo Stato 40 anni, prende di pensione in un anno quasi quanto Schifani guadagna
in un mese. E allora perché io devo uscire questo euro? Per compensare cosa? A
proposito. Quando ci fu il Belice i miei lo sentirono eccome quel terremoto. E
diedero un po´ dei loro risparmi alle popolazioni terremotate.
Poi ci fu l´Irpinia. E anche lì i miei fecero il bravo e simbolico versamento
su conto corrente postale. Per la ricostruzione. E sappiamo tutti come è
andata. Dopo l´Irpinia ci fu l´Umbria, e San Giuliano, e di fronte lo strazio
della scuola caduta sui bambini non puoi restare indifferente.
Ma ora basta. A che servono gli aiuti se poi si continua a fare sempre come
prima?
Hanno scoperto, dei bravi giornalisti (ecco come spendere bene un euro:
comprando un giornale scritto da bravi giornalisti) che una delle scuole
crollate a L´Aquila in realtà era un albergo, che un tratto di penna di un
funzionario compiacente aveva trasformato in edificio scolastico, nonostante
non ci fossero assolutamente i minimi requisiti di sicurezza per farlo.
Stavo per digitarlo, l´sms della coscienza a posto, poi al Tg1 hanno
sottolineato gli eccezionali ascolti del giorno prima durante la diretta sul
terremoto. E siccome quel servizio pubblico lo pago io, con il canone, ho
capito che già era qualcosa se non chiedevo il rimborso del canone per quella
bestialità che avevano detto.
Io non do una lira per i paesi terremotati. E non ne voglio se qualcosa
succede a me. Voglio solo uno Stato efficiente, dove non comandino i furbi. E
siccome so già che così non sarà, penso anche che il terremoto è il gratta e
vinci di chi fa politica. Ora tutti hanno l´alibi per non parlare d´altro, ora
nessuno potrà criticare il governo o la maggioranza (tutta, anche quella che
sta all´opposizione) perché c´è il terremoto. Come l´11 Settembre, il terremoto
e l´Abruzzo saranno il paravento per giustificare tutto.
Ci sono migliaia di sprechi di risorse in questo paese, ogni giorno. Se solo
volesse davvero, lo Stato saprebbe come risparmiare per aiutare gli sfollati:
congelando gli stipendi dei politici per un anno, o quelli dei super manager,
accorpando le prossime elezioni europee al referendum. Sono le prime cose che
mi vengono in mente. E ogni nuova cosa che penso mi monta sempre più rabbia.
Io non do una lira. E do il più grande aiuto possibile. La mia rabbia, il mio
sdegno. Perché rivendico in questi giorni difficili il mio diritto di italiano
di avere una casa sicura. E mi nasce un rabbia dentro che diventa pianto,
quando sento dire "in Giappone non sarebbe successo", come se i giapponesi
hanno scoperto una cosa nuova, come se il know - how del Sol Levante fosse solo
un´ esclusiva loro. Ogni studente di ingegneria fresco di laurea sa come si
fanno le costruzioni. Glielo fanno dimenticare all´atto pratico.
E io piango di rabbia perché a morire sono sempre i poveracci, e nel
frastuono della televisione non c´è neanche un poeta grande come Pasolini a
dirci come stanno le cose, a raccogliere il dolore degli ultimi. Li hanno
uccisi tutti, i poeti, in questo paese, o li hanno fatti morire di noia.
Ma io, qui, oggi, mi sento italiano, povero tra i poveri, e rivendico il
diritto di dire quello che penso.
Come la natura quando muove la terra, d´altronde........
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antonio una parola sola: GRANDE! io e mio fratello abbiamo fatto lo stesso ragionamento. ma sai com'è con la tv ci rendono dei perfetti imbecilli e sono poche le persone come te che hanno ancora una visione lucida della attuale società e dei suoi metodi per renderci schiavi... schiavi del sistema:muro:
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apix_1024 ha scritto:
antonio una parola sola: GRANDE! io e mio fratello abbiamo fatto lo stesso ragionamento. ma sai com'è con la tv ci rendono dei perfetti imbecilli e sono poche le persone come te che hanno ancora una visione lucida della attuale società e dei suoi metodi per renderci schiavi... schiavi del sistema:muro:Chiaramente questa è una mia "considerazione" che non deve influenzare nessuno.

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dj883u2 ha scritto:
Chiaramente questa è una mia "considerazione" che non deve influenzare nessuno.
ovvio però posso dire che faccia sempre piacere trovare persone con ancora una certa libertà mentale tale da poter cogliere come ci stiano "fregando" in questo mondo

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mha... non la penso comproprio così...
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