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Scontri all’Università di Torino, 3 condanne. «E' stato un processo politico»

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    Rambo87
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    #1

    Gli episodi si erano verificati a Palazzo Nuovo (sede dell'Università degli Studi di Torino) nel 14 maggio 2007 durante la campagna elettorale per le elezioni universitarie.

    _________________________________________________________________

    TORINO 19/02/2009 - Sono stati condannati in primo grado a pene che vanno da undici mesi a 1 anno di reclusione per i reati di resistenza, minacce e lesioni a pubblico ufficiale. Loro si chiamano Fabio Benintende, Davide Grasso e Marco Orecchio e sono i tre studenti dell’area antagonista arrestati il 14 giugno 2007 per gli scontri all’Università di Torino. Erano assistiti dall’avvocato Roberto Lamacchia.

    Era il 14 maggio 2007 quando nell’atrio di Palazzo Nuovo scoppiarono gli scontri tra gli studenti autonomi e la polizia in occasione di un volantinaggio elettorale del FUAN-Azione Universitaria, gruppo studentesco di destra. I tre studenti erano stati arrestati un mese più tardi e poi fatti rilasciare dal Tribunale del Riesame sulla base di prove video. Ieri mattina, però, sono arrivate le condanne a undici mesi (per Marco Orecchio) e a 1 anno (per gli altri due). Fabio Benintende, poi, non potrà beneficiare della condizionale per precedenti specifici (era stato coinvolto negli scontri di via Po del 2005).

    Per ora, almeno, dal Rettore Ezio Pelizzetti non una parola di commento alla sentenza. «Un silenzio che ci auguriamo si trasformi in una presa di posizione - dicono gli studenti del Collettivo Universitario Autonomo -. Dopotutto proprio il Rettore, quel giorno, non autorizzò la polizia a militarizzare l’atrio e a bloccare gli ingressi nell’inutile tentativo di tenere lontani gli studenti disgustati da quello spettacolo. Ci aspettiamo che, almeno adesso, si pronunci chiaramente su quella che riteniamo essere una condanna volta soltanto a screditare il nostro movimento all’interno dell’Università e prenda posizione su un processo che è unicamente “politico”. Ci assumiamo le responsabilità per quello che facciamo, ma restiamo sempre dell’idea che l’Università non debba aprire le porte ai fascisti».

    Prima di nuove manifestazioni, prima di scendere nuovamente in piazza, gli autonomi attenderanno l’esito del ricorso in appello. «Questa sentenza è ingiusta, ricorreremo in appello e cercheremo di dimostrare anche le numerose lacune che hanno viziato la decisione del giudice - continuano -. Durante le cariche, quel giorno, ci furono diversi feriti e vennero coinvolti anche studenti che non c’entravano nulla. Siamo pronti a produrre i referti medici a riguardo e, per quanto ci riguarda, molte delle testimonianze e delle prove prodotte sembrano essere tutte volte ad un unico scopo: quello di processare l’antifascismo».

    Solidali con i condannati, oltre a migliaia di studenti, anche molti docenti che, fin dai primi giorni dopo i fatti, hanno firmato appelli per la scarcerazione e, oggi, restano sconcertati di fronte ad una simile condanna. Tra questi anche il preside della facoltà di Lettere, Lorenzo Massobrio, e Angelo D’Orsi, docente di Storia del pensiero politico contemporaneo che, ieri, ha firmato una lettera di solidarietà ai condannati. «Fermo restando che respingo ogni gesto violento, per affermare le proprie idee, e che ritengo sia ancora possibile lottare seriamente, e duramente, per un altro mondo, dentro e fuori l’Università, esprimo il mio doloroso sconcerto per la sentenza - ha scritto il docente -. Essa, per quello che so dai fatti a cui si riferisce, mi appare a dir poco gravemente sproporzionata e mi lascia pensare che voglia avere un carattere “esemplare”, anche in ossequio al clima politico e al senso comune che i media, pesantemente condizionati, hanno creato tanto sul movimento di protesta nella scuola e nell’Università, quanto su altri fenomeni».

    (Articolo tratto da "CronacaQui")

    _________________________________________________________________

    Uno studente del FUAN si trovò coinvolto in quella situazione e girò un video con il cellulare.

    Qui potete visualizzare quel video e leggere la sua presa di posizione:

    Il Fronte - Il FUAN a Palazzo Nuovo ;)

    scontri01g.jpg

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      Rambo87
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      #2

      Gli episodi si erano verificati a Palazzo Nuovo (sede dell'Università degli Studi di Torino) nel 14 maggio 2007 durante la campagna elettorale per le elezioni universitarie.

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      TORINO 19/02/2009 - Sono stati condannati in primo grado a pene che vanno da undici mesi a 1 anno di reclusione per i reati di resistenza, minacce e lesioni a pubblico ufficiale. Loro si chiamano Fabio Benintende, Davide Grasso e Marco Orecchio e sono i tre studenti dell’area antagonista arrestati il 14 giugno 2007 per gli scontri all’Università di Torino. Erano assistiti dall’avvocato Roberto Lamacchia.

      Era il 14 maggio 2007 quando nell’atrio di Palazzo Nuovo scoppiarono gli scontri tra gli studenti autonomi e la polizia in occasione di un volantinaggio elettorale del FUAN-Azione Universitaria, gruppo studentesco di destra. I tre studenti erano stati arrestati un mese più tardi e poi fatti rilasciare dal Tribunale del Riesame sulla base di prove video. Ieri mattina, però, sono arrivate le condanne a undici mesi (per Marco Orecchio) e a 1 anno (per gli altri due). Fabio Benintende, poi, non potrà beneficiare della condizionale per precedenti specifici (era stato coinvolto negli scontri di via Po del 2005).

      Per ora, almeno, dal Rettore Ezio Pelizzetti non una parola di commento alla sentenza. «Un silenzio che ci auguriamo si trasformi in una presa di posizione - dicono gli studenti del Collettivo Universitario Autonomo -. Dopotutto proprio il Rettore, quel giorno, non autorizzò la polizia a militarizzare l’atrio e a bloccare gli ingressi nell’inutile tentativo di tenere lontani gli studenti disgustati da quello spettacolo. Ci aspettiamo che, almeno adesso, si pronunci chiaramente su quella che riteniamo essere una condanna volta soltanto a screditare il nostro movimento all’interno dell’Università e prenda posizione su un processo che è unicamente “politico”. Ci assumiamo le responsabilità per quello che facciamo, ma restiamo sempre dell’idea che l’Università non debba aprire le porte ai fascisti».

      Prima di nuove manifestazioni, prima di scendere nuovamente in piazza, gli autonomi attenderanno l’esito del ricorso in appello. «Questa sentenza è ingiusta, ricorreremo in appello e cercheremo di dimostrare anche le numerose lacune che hanno viziato la decisione del giudice - continuano -. Durante le cariche, quel giorno, ci furono diversi feriti e vennero coinvolti anche studenti che non c’entravano nulla. Siamo pronti a produrre i referti medici a riguardo e, per quanto ci riguarda, molte delle testimonianze e delle prove prodotte sembrano essere tutte volte ad un unico scopo: quello di processare l’antifascismo».

      Solidali con i condannati, oltre a migliaia di studenti, anche molti docenti che, fin dai primi giorni dopo i fatti, hanno firmato appelli per la scarcerazione e, oggi, restano sconcertati di fronte ad una simile condanna. Tra questi anche il preside della facoltà di Lettere, Lorenzo Massobrio, e Angelo D’Orsi, docente di Storia del pensiero politico contemporaneo che, ieri, ha firmato una lettera di solidarietà ai condannati. «Fermo restando che respingo ogni gesto violento, per affermare le proprie idee, e che ritengo sia ancora possibile lottare seriamente, e duramente, per un altro mondo, dentro e fuori l’Università, esprimo il mio doloroso sconcerto per la sentenza - ha scritto il docente -. Essa, per quello che so dai fatti a cui si riferisce, mi appare a dir poco gravemente sproporzionata e mi lascia pensare che voglia avere un carattere “esemplare”, anche in ossequio al clima politico e al senso comune che i media, pesantemente condizionati, hanno creato tanto sul movimento di protesta nella scuola e nell’Università, quanto su altri fenomeni».

      (Articolo tratto da "CronacaQui")

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      Uno studente del FUAN si trovò coinvolto in quella situazione e girò un video con il cellulare.

      Qui potete visualizzare quel video e leggere la sua presa di posizione:

      Il Fronte - Il FUAN a Palazzo Nuovo ;)

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