Lunedì, Ott 2021
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La rinascita di Ufficio Zero: quattro chiacchiere con Julian Del Vecchio

Indice articoli

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Qualche settimana fa vi avevamo annunciato la rinascita di un progetto 100% italiano dalle grande potenzialità che, dopo essere stato abbandonato per diversi anni, grazie ad un piccolo gruppo di lavoro sta finalmente tornando in pista. Si tratta di Ufficio Zero, una distribuzione il cui obiettivo è quello di fornire uno strumento valido e a basso costo per imprenditori e piccole imprese, particolarmente provati dalla recente crisi mondiale. L’ideatore del progetto è Julian Del Vecchio, un giovane imprenditore lombardo che con il supporto di altri due soli collaboratori sta riuscendo a risollevare una distribuzione GNU/Linux ormai dimenticata da tempo. Abbiamo avuto modo di trascorrere un pomeriggio in sua compagnia e non ci siamo fatti scappare l’occasione di strappargli qualche indiscrezione su Ufficio Zero. 

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Ciao Julian, è un piacere incontrarti, parlaci di Ufficio Zero

IMG 20160219 132811 99958Ciao e grazie a voi. Ci terrei a parlarti prima di tutto delle motivazioni che ci hanno spinto a ripartire con Ufficio Zero. Il motivo principale è stato più che altro di carattere sociale, dettato dalle grandi difficoltà che il mondo imprenditoriale si è trovato a dover affrontare durante questo periodo di emergenza. Da imprenditore quale sono, ho preso molto a cuore le lamentele dei vari liberi professionisti che non riuscivano a lavorare da casa, in remoto, così ho pensato di riprendere in mano questo progetto. Inizialmente abbiamo creato una prima versione, una beta diciamo,  senza badare troppo all’aspetto estetico ma cercando di fare in modo che fosse sin da subito funzionale, per dar loro modo di avere le basi per lavorare con uno strumento gratuito e compatibile con vecchi PC, visto che da casa, si sa, uno si arrangia con quello che ha. Dopodiché, grazie all’ingresso nel Team (molto piccolo per ora, siamo solo in tre) di uno sviluppatore in grado di occuparsi anche di pacchettizzazione, ci siamo evoluti con la versione 2.0 riuscendo ad offrire addirittura tre versioni differenti: la Roma a 32 bit basata sulla Devuan; la Vieste  basata su Linux Mint (abbiamo tralasciato per un attimo Ubuntu anche per la controversia legata alla gestione dei pacchetti Snapd etc.) e la Mantova basata su PCLinuxOS

 

Mi stai anticipando tutto….

Eh lo so, lo so, ma sto rilasciando diverse interviste in questo periodo... Noi siamo rimasti sbalorditi, in senso positivo, dall'effetto e anche dal clamore mediatico suscitato dal ritorno di Ufficio Zero. Purtroppo in alcuni forum gli Ubuntisti tendono ancora a snobbare la nostra distribuzione perchè la vedono come una brutta copia di Ubuntu, ma il nostro primo intento è quello di offrire un prodotto quanto più completo possibile, installabile in maniera semplice e con quante più applicazioni preinstallate possibile. Quindi la nostra non vuol essere una imitazione di Ubuntu ma una versione ottimizzata proprio per semplificare il lavoro quotidiano soprattutto dei liberi professionisti, il nostro target è quello.


Quindi, se non ho capito male, mi stai dicendo che il vostro obiettivo è quello di ottimizzare una distribuzione per renderla immediatamente pronta, per liberi professionisti, imprese o enti statali, più che cercare di crearne una nuova da zero, giusto?

Esatto, anche se non escludiamo per il futuro anche questa possibilità. Due giorni fa abbiamo rilasciato la versione 2.0.1 della Roma a 32 bit che contiene già numerose migliorie, basata non più sulla versione 2.0 di Devuan ma sulla 3.0 appena rilasciata. Ci sarà inoltre un menù nascosto aggiuntivo, attivabile con la pressione del tasto centrale del mouse, che conterrà i link diretti ai nostri servizi di Ufficio Zero, che sono gratuiti, e ad altri servizi a pagamento per i professionisti con cui contiamo di finanziare, quantomeno all’inizio, il nostro progetto. Altre novità saranno Refracta, il nuovo installer, e la decisione di inserire Freecad e LeenO, estensione di LibreOffice, proprio per dare l’opportunità anche agli studi tecnici professionali di sfruttare al massimo le potenzialità di Ufficio Zero. Ci tengo anche a ricordare che a partire dalle versioni 2.0.1 che stanno uscendo in questi giorni sarà presente il nostro repository interno. Per adesso c’è pochissima roba collegata però pian piano cercheremo di  aggiungere sempre nuovi software con l'obiettivo di creare un sistema, ovviamente sempre basato su queste tre distribuzioni, ma evoluto verso i servizi e le migliorie che vogliamo apportare.

 logo Ufficio zero d2b0a

A proposito di Snapd, l’argomento che sta infiammando un po’ tutti i forum in questo periodo, cosa puoi dirmi?

Guarda, ancor prima della controversia, di cui per altro già si parlava da tempo in vari ambienti, abbiamo realizzato che: volendo customizzare una distribuzione mantenendo la dimensione delle ISO contenuta, i pacchetti presenti in questo canale erano eccessivamente pesanti e poco adatti ad una distribuzione orientata alla leggerezza e alla stabilità, quindi, per ora, abbiamo deciso di farne a meno.    

 

Ma non avete paura di rimanere tagliati fuori, nel caso in cui Snapd dovesse diventare di fatto uno standard, come auspicato da Canonical? 

Per adesso no, la base Mint è stata scelta più che altro per i nuovi utenti,  per cercare di fargli sentire di meno il salto tra un sistema operativo proprietario, quale può essere quello di Microsoft, a un sistema GNU/Linux. Te lo dico perchè abbiamo ricevuto molte richieste in questo senso. Noi eravamo partiti con versione 2.0 della Mantova, basata su PCLinuxOS, ma alcuni nuovi utenti ci dicevano:  “ragazzi, se il sistema è così, soprattutto per la gestione dei pacchetti, dateci una mano perchè è un po’ troppo complicato”. Per questo abbiamo deciso di aggiungere una seconda distribuzione, sempre a 64 bit, che fosse più lineare, più semplice da utilizzare e che riconoscesse subito stampanti e periferiche attive. In questo, a mio parere, Linux Mint la fa da padrona anche rispetto ad Ubuntu. Per cui diciamo che le basi, per adesso restano queste, poi, ovviamente, continueremo a seguire l’evoluzione di questa controversia tra Canonical e il Team di Linux MInt e vedremo come andrà a finire ma, per il momento, la nostra Vieste basata su Mint ci sembra la soluzione migliore per mettere a disposizione degli utenti una distribuzione quanto più possibile user-friendly.


Dopo averle provate un po’ tutte e tre, la Roma, la Mantova e la Vieste, ho notato la mancanza di una vostra impronta personale. Mi spiego meglio: utilizzando Vieste si ha la sensazione tuttosommato di essere su Linux Mint, dal punto di vista estetico intendo. Contate in futuro di personalizzare anche il comparto grafico?

Beh certo, assolutamente, tanto è vero che, come dico a ogni persona del mestiere come te che ci chiede interviste, noi teniamo aperti i canali per poter inserire all’interno del nostro Team, ovviamente su base volontaria (perché è un progetto che è partito su base volontaria), grafici,  piuttosto che altri sviluppatori che possano portare il loro contributo a questo nostro progetto. Cercheremo comunque, ad ogni nuovo rilascio di versione, di personalizzare anche la grafica e renderla più nostra. Non tanto per prendere le distanze dalle tre distribuzioni che utilizziamo come base quanto per meglio delineare una nostra identità, il nostro lavoro è appena iniziato...purtroppo dobbiamo anche fare i conti con quella che era un po’ una “brutta nomea” di Ufficio Zero, principalmente per il discorso del suo abbandono, per cui è stato ancora più difficile ripartire. Le motivazioni che ci hanno spinto a riprendere in mano il progetto sono state  soprattutto social. Vorremmo riuscire a dare una mano a tutti coloro che nel campo della libera professione, studi tecnici, ingenieri, avvocati etc. sono costretti a lavorare molto spesso, soprattutto in questo momento delicato, in remoto. Abbiamo anche avanzato richieste di patrocinio, alle varie regioni e perfino al governo. Qualora ad esempio un ente della pubblica amministrazione dovesse chiederci una versione completamente open saremo comunque pronti a togliere software proprietario e a sostituirlo con altro completamente open source. Per quello non c’è problema. Diciamo che le nostre intenzioni, sin dall’inizio, erano quelle, di portare Ufficio Zero quanto più possibile verso l’ambito open source. Stiamo cercando ad ogni salto di versione di sostituire alcuni software proprietari con altri open source in modo che l’utente non si senta troppo spaesato dal cambiamento...noi siamo a disposizione dell’Italia, tanto è vero che le nostre versioni hanno  nomi in codice di città Italiane, questo per una ragione: cerchiamo di dare il nostro contributo gratuito a quella che è l’economia forse maggiormente colpita da questa emergenza, quella cioè del turismo. Si tratta secondo noi di  un settore fondamentale per cui cerchiamo, nel nostro piccolo, di contribuire per quello che possiamo. Siamo sempre alla ricerca di sponsor e di partner che ci sostengano con finanziamenti e ci accompagnino in questo progetto, pian piano metteremo in moto la macchina. Pensa che solo ieri c’era la versione 1.0 e non avevamo nessun mirror per la condivisione dei file ISO; oggi ci sono tre mirror tra cui anche Garr per fare in modo che i torrent abbiano una condivisione anche di web seeder molto più ampia e rendere più facile il download delle ISO.  Quindi stiamo cercando pian piano di fare un po’ tutto e rimetterci al passo, già l’idea di creare un repository vero e proprio di Ufficio Zero e di apportare con gli stacchi di versione altri piccoli ma sostanziali cambiamenti è un segno che a mio parere più in là ci distinguerà dalle altre distribuzioni.

 

Al momento però non avete una vera e propria roadmap per il rilascio delle versioni giusto?

Attualmente siamo soltanto in tre e siamo tutti già occupati a tempo pieno nel campo dell’IT per cui ci dedichiamo ad Ufficio Zero nel tempo libero, come passione. Predisponiamo qualcosa e  cerchiamo di organizzarci però assolutamente una timeline, a parte quello che si può vedere sul sito nella sezione informations, no, diciamo che valutiamo di volta in volta ma contiamo di migliorare molto presto anche questo aspetto.


A proposito del sito...come mai tutta questa filosofia italiana e poi il sito è in inglese?

Hai ragione (sorride) è vero, il sito è in inglese... in realtà ci sto lavorando. Visto che siamo in tre ed abbiamo ciascuno dei compiti interni, delle suddivisioni di ruoli interne diciamo, al sito ci sto lavorando io. Credo di aver sbagliato all’inizio ad averlo implementato in HTML5 e bootstrap. Col tempo mi sono reso conto che c’era l’esigenza di averlo in italiano per cui sto valutando quale CMS può essere più domestico a livello di traduzioni etc. Sicuramente quello è un altro lavoro che abbiamo messo in coda e verrà svolto, mi auguro, nel più breve tempo possibile, purtroppo però siamo già sommersi da pile di lavori da fare... 

 

Continuerete a sviluppare tutte e tre le versioni, compresa quella a 32 bit? 

Per adesso sì, anche perchè abbiamo visto che, contrariamente a quanto dichiarato da Canonical che non ritiene più necessario mantenere versioni a 32 bit di Ubuntu, ci sono ancora in giro tanti dispositivi basati su questa architettura, quindi per ora cerchiamo in qualche modo di supportarli, ovviamente quando il tempo ci dirà che effettivamente non ha più senso, a quel punto, ci concentreremo soltanto sulle versioni a 64 però non volevamo all’inizio escludere utenti che magari potevano avere l’esigenza di lavorare da casa, su vecchi Netbook ad esempio, e mettere a loro disposizione una bella suite di applicazioni già preinstallate, senza dover mettere mano a sorgenti piuttosto che comandi da shell e quant’altro ecco...  

 

Aggiornerete Vieste all'ultima versione di Mint immagino...  

Certo, ci stiamo già lavorando. Porterà il nome di un’altra città Italiana, possibilmente marittima, appartenente ad un’altra regione, sempre nell’ottica di contribuire alla diffusione delle bellezze del nostro Paese. Per cui sì, pian piano ci lavoreremo e già da quella porteremo ulteriori migliorie rispetto alla versione 2.0 e 2.0.1 

 

Manterrete tutte le versioni o sarà necessario effettuare l’upgrade di volta in volta a quelle successive?

No, allora, dalla versione 2.0.1 ci sarà già il repository agganciato, quindi chi la installa potrà reperire facilmente ogni aggiornamento successivo. Le vecchie versioni invece andranno a morire oppure creeremo delle ISO ma l'obiettivo è quello di crearne sempre meno, anche perché in tre si fa fatica...ci siamo dovuti adattare ed è la mia azienda, la SIITE srls che ha reso disponibili con il suo piccolo datacenter delle macchine virtuali: kvm e openvz per lo sviluppo, condivisione di file tra sviluppatori, repository e web server.


Una cosa che mi ha colpito, curiosando sul vostro sito, è il fatto che  abbiate adottato una strategia un po’ datata, come si usava fare anni fa nei Linux Day: vi fate spedire l’hardware e installate direttamente voi Ufficio Zero. E’ una cosa che funziona?

 

E’ una cosa che sta funzionando, naturalmente in base alla richiesta dell’utente, però ti posso fare un esempio: conosciamo degli studi legali che ci hanno mandato il loro hardware, questo soprattutto nel periodo di lockdown vero e proprio, e uno studio di commercialisti del milanese,  tra Milano e Lodi diciamo, noi siamo a Lodi, e sta funzionando. Poi è ovvio, c’è sempre un po’ di reticenza perché le persone pensano   “ti mando l’hardware e poi me lo freghi o me lo rendi danneggiato”  Assolutamente no, siamo una società di capitali, seppur piccola, per cui ben venga aiutare la gente che non riesce a installare il sistema in autonomia o il libero professionista che si trova in difficoltà...insomma, questi sbattimenti li facciamo volentieri noi.

 

Fornite anche assistenza da remoto, in caso di necessità?

Assolutamente sì, proporremo dei pacchetti di assistenza a pagamento che saranno implementati a breve. Ovviamente, si fa solo da partita iva su partita iva, quindi l’assistenza è data a liberi professionisti, studi tecnici, piuttosto che aziende oppure pubbliche amministrazioni qualora il sistema dovesse essere di gradimento. Ci stiamo già attrezzando con dei piani che poi troverete facilmente sul sito, un’ulteriore attività che pian piano implementeremo.

 

Quali installer contate di utilizzare?

A partire dalla versione 2.0.1 della Roma e della Vieste abbiamo deciso di utilizzare Refracta, salvo imprevisti relativi ad eventuali bug. Ci rendiamo conto che per chi non mastica l’ambiente Linux vedere tutta quella marea di scelte e opzioni può essere un po’ scoraggiante, però contiamo in questi giorni di caricare, per ogni versione, un video sul nostro canale lbry.tv, in cui spiegheremo, in italiano ovviamente, come procedere all’installazione del sistema operativo utilizzando Refracta. Questo per quanto riguarda la Roma e la Vieste, mentra la Mantova continuerà ad avere l’installer Drake.

 

Non li ho apprezzati tantissimo, ti dico la verità...

Lo so, il nostro concetto è quello di proporre un sistema che sia quanto più veloce, prestante e stabile possibile quindi abbiamo utilizzato quello che in qualche modo, in ambito PCLinuxOS, fosse già stato proposto e supportato dalla comunità. Inoltre non dimentichiamo che anche sulle distribuzioni su base Debian, abbiamo fatto molta fatica perchè vedi,  molti per creare le ISO usano Xorriso che però consente di arrivare solo a 4GB e noi avevamo problemi con la Vieste che li supera, altri utilizzano Systemback ma anche lì, con la mint 19.3 abbiamo dovuto fare un bel lavoro per farlo funzionare, quindi ci siamo basati su Refracta, soprattutto perchè ha il suo repository grossomodo in ogni distribuzione Debian per cui è già riconosciuto all’interno di ogni comunità che sia Ubuntu etc. e cercheremo di farlo masticare, soprattutto con questi video che pubblicheremo a giorni, tempo permettendo, sempre su lbry.tv


Sarò sincero, ad una prima occhiata ho notato nella versione Vieste una certa differenza di prestazioni rispetto a Linux Mint pura, quindi immagino che in qualche misura dell’ottimizzazione sia ancora necessaria, specialmente su macchina virtuale  

Fai bene a farmelo notare, speriamo che anche gli utilizzatori si registrino al nostro forum per farci presente i vari problemi riscontrati, come adesso stai facendo tu, e per darci una mano perchè c’è un po’ di reticenza in questo senso. Molte persone vanno sul forum e si registrano ma poi non scambiano messaggi per segnalarci eventuali problematiche come instabilità, rallentamenti del sistema etc. Per cui è ovvio che noi quello che possiamo ottimizzare lo facciamo basandoci sul tam tam che ci arriva più che altro via email. Abbiamo predisposto il forum in questo senso ma vediamo che è poco utilizzato, sebbene, quantomeno su sourceforge, che è il nostro primo canale ufficiale per le release, vediamo che ogni settimana a un centinaio di utenti scaricano le ISO per cui ci chiediamo: questi utenti dopo una prova vorranno scrivere delle considerazioni o dei problemi etc. ma non utilizzano ancora i canali ufficiali. In questo senso ci farebbe molto piacere e ci aiuterebbe anche ad ottimizzare le prossime versioni se gli utenti indicassero quelle che sono anomalie, problemi etc. direttamente sul nostro forum.

 

Ho notato che avete scelto di preinstallare Zoom come software per le videoconferenze. Su questo software la comunità Linux però è un po’ divisa…

Lo so, lo so, infatti è per quello che prima ho aperto una parentesi e ti ho detto che cercheremo di evolverci sempre verso l'open source...però vedere comunque che in questo periodo tutti i canali televisivi sponsorizzavano Zoom e che gli insegnanti lo utilizzavano per il loro lavoro abbiamo preferito inserirlo. Se hai fatto caso però ne abbiamo preinstallati ben tre di software per le videoconferenze: Skype, Zoom e Trueconf, che è quello che io utilizzo di più. Ovvio che non andrò mai a fare il tifo per Zoom, soprattutto dopo i problemi legati alla crittografia delle comunicazioni, della distinzione tra versione gratuita e a pagamento...insomma, se fosse uscita prima questa roba sicuramente non l’avrei proposto ecco, per cui continuiamo a proporlo ma pian piano, sempre in merito al discorso che ti facevo prima, cercheremo di andare sempre più verso l’open source per sostituire, non in maniera drastica ma poco alla volta, tutti questi software che possono generare confusione, controversie e quant’altro.  

 

Invece per quanto riguarda i driver proprietari?

Abbiamo preferito mantenere una versione a 64 bit su base Mint proprio per quello, perchè vogliamo cercare di non tralasciare nessuno anche dal punto di vista  dell’hardware proprietario e per i driver di terze parti. Poi è ovvio, siamo partiti qualche giorno fa con il nostro repository, nulla vieta che magari qualche pacchettino ottimizzato potremmo un domani farlo anche noi e rilasciarlo, perché no? Se ci accorgessimo ad esempio che Mint o Devuan hanno dei bug che possiamo in qualche modo risolvere con delle pezze prima noi, seppur aspettando poi con calma il team ufficiale etc., possiamo sempre farlo, grazie al nostro repository.  

   

Avete avuto contatti con il team di Linux MInt, Devuan e PC Linux OS?

No, per adesso non ancora, poi naturalmente un domani, perchè è ovvio, tutto è sempre in evoluzione, prenderemo volentieri contatto anche con loro facendo capire che in Italia c’è una Software House che in qualche modo propone un sistema customizzato basato sulle loro distribuzioni. Stiamo cercando di ripartire, capisci anche tu che in tre abbiamo già una road map per ognuno di noi che è parecchio lunga, estenuante e massacrante e offrire un prodotto sempre nuovo così velocemente non è facile...per questo anche se abbiamo qualche idea su cosa proporre in futuro preferiamo tenerla per noi per non sbilanciarci nel promettere cose che poi potrebbero slittare dal punto di vista delle  tempistiche. Però nulla vieta che un domani, qualora un qualsiasi sviluppatore o grafico volesse supportarci su base volontaria questo discorso potrà essere affrontato in maniera diversa.   


Quindi il vostro è un progetto risorto per restare, non commetterete gli errori dei vostri predecessori? 

Assolutamente no, contiamo di spingere su e continuare a spingere su. La mia azienda ha investito in diversi strumenti per rendere online Ufficio Zero: un container openvz per i repository, un altro per la macchina web e tutti i servizi web, un altro ancora per lo scambio di file tra sviluppatori, sistemisti etc. per cui assolutamente questo sforzo non intendiamo vanificarlo. Per come la vedo io Ufficio Zero è destinata a non morire, non faremo la stessa cosa che ha fatto Crealabs. Non so se all’epoca l’avessero presa come una passione o un gioco, della serie abbiamo fatto vedere nel curriculum che sappiamo realizzare un sistema e poi basta, finita lì. Noi abbiamo intenzione di spingere sull’open source e sul sistema anche perché come azienda vendiamo, anche se in maniera limitata, un po’ di hardware tramite lo store online del sito per cui nulla ci vieta di vendere hardware che abbia preinstallato Ufficio Zero che per l’utente ha un costo di licenza pari a zero.  

 

Mi pare di capire che del lavoro fatto da Crealabs non abbiate tenuto praticamente nulla...

In effetti no. Se pensi che loro sono partiti da una base Arch che poi hanno modificato in Ubuntu, beh già questo ti fa capire che comunque non c’era un’idea chiara in partenza, come se fosse un progetto di realizzazione personale, l’aver fatto un remix che potesse servire soprattutto a loro, per il loro lavoro di allora...poi io lì alzo le mani perché in effetti non abbiamo contatti con gli ex membri di Crealabs per cui non so, sto ipotizzando, però anche il fatto di non voler creare solo una live   ( infatti la nostra è anche un distribuzione installabile) rappresenta già un netto taglio con quello che era il progetto originario. Realizzare tre versioni con un parco software che veramente, solo a ricordarlo mi viene una emicrania assurda, è anche lì un notevole stacco con quello che era Ufficio Zero in precedenza. Poi non dimentichiamoci, tempo addietro magari era anche bello da parte di uno smanettone con Ubuntu 6.06 andarsi a installare da synaptic, apt-get etc. i vari pacchettini piuttosto che installarsi dipendenze e quant'altro, però adesso le questioni sono drasticamente cambiate. Se pensi che il mio primo sistema è stato una Debian 3, di strada ne è stata fatta parecchia. L’utente finale vuole un sistema che sia di facile comprensione, di facile utilizzo e che sia, non dico magari prestantissimo ma quantomeno stabile e che non abbia crash. Siamo abituati tutti quanti con Canonical che lancia le versioni LTS e poi per tre o quattro mesi siamo costretti a barcamenarci tra i vari bug e le finestre in cui bisogna cliccare su ok particolarmente fastidiose... proprio da questo deriva la nostra scelta di passare a Linux Mint, per dare all’utente la sensazione di trovarsi in un ambiente che magari non conosce ma che può esplorare facilmente e soprattutto comprendere. Poi è ovvio, accettiamo qualsiasi critica, purchè sia utile e non riferita ad un paragone del tipo Ufficio zero vs Ubuntu perchè noi non vogliamo paragonarci ad Ubuntu o Debian. Noi vogliamo semplicemente realizzare un sistema customizzato per i nostri utenti, quella è la nostra prima missione, creare una distribuzione semplice e produttiva per l’utente finale, inteso come libero professionista, attività imprenditoriale o pubblica amministrazione. Il nostro target è quello, poi magari ci potranno chiamare più le partite IVA che non altro però cerchiamo di renderci disponibili in tal senso. 

 

Cosa ne pensi di MX Linux, la distro del momento? 

Lo abbiamo notato, vedremo più in là, già gestirne tre è complicato. Lo stiamo osservando e lo stiamo provando dopo di che valuteremo. Comunque sarebbe da pazzi seguire molti sistemi operativi di base. Qualora un ente pubblico, ad esempio, dovesse però bussarci alla porta e dirci “Mi serve un sistema operativo che faccia questo, questo, questo e questo, che abbia queste limitazioni e questa apertura in tal senso…” beh ovviamente a fronte di una richiesta  in ambito professionale di customizzazione di una distribuzione per la quale fornire assistenza, senza necessariamente creare una ISO, sarebbe un discorso diverso. Ma l’idea di realizzare e gestire tre, quattro o cinque ISO, ognuna basata su una distribuzione differente, sarebbe davvero massacrante. Siamo partiti in tre, magari domani saremo... sempre in tre ma senza il 32 bit quindi vediamo...comunque MX Linux so che è un bel sistema, lo sto puntando già da parecchio, ma ripeto, da quando abbiamo introdotto la Vieste la gente non ha più reclamato anzi ha molto apprezzato Mint per cui vedremo...un domani.   


Ad ottobre si terrà il Linux Day che quest’anno si svolgerà online in forma di conferenza nazionale unificata virtuale. Vista la possibilità di candidarsi per tenere un talk in tale occasione, pensate di approfittarne?

Non ne abbiamo ancora parlato ma stiamo cercando di organizzare un qualcosa del genere, riuscendo magari ad essere tutti e tre fisicamente insieme. Sarebbe bello incontrarsi, anche in più di tre se nel frattempo si dovesse aggiungere qualche nuova risorsa e fare una cosa del genere, per cui staremo a vedere.   

 

Quale versione di Ufficio Zero mi consigli di provare per la mia recensione?

Mah, io ti consiglio di provarle tutte e tre, quantomeno su macchina virtuale perchè poi ogni versione ha un qualcosa che la differenzia dalle altre, non tanto a livello di sistema ma a livello di funzionalità e di prestazioni. Basti pensare che abbiamo fatto una prova su un vecchio hardware scalcinato a 32 bit e l’ultima versione della Roma che abbiamo rilasciato qualche giorno fa si tira su in pochissimi secondi, è un qualcosa di impressionante che dovresti assolutamente provare. Tieni a mente che c’è questo menù nascosto, attivabile con la pressione del tasto centrale del mouse, che riporta ai vari servizi a pagamento o meno che offriamo per Ufficio Zero in ambito professionale e inoltre, questo voglio svelarlo a te in anteprima, visto che qualche utente ci chiedeva un software di firma digitale abbiamo preinstallato Aruba Sign. Per ora è  nascosto e per visualizzarlo occorre abilitare la voce nelle impostazioni del menu. Questo perché abbiamo chiesto diversi giorni fa ad Aruba una partnership per il progetto, ma visto che ormai è un’azienda molto grande hanno spostato la discussione da un commerciale all’altro e nel frattempo siamo rimasti in pending ma abbiamo comunque deciso di  uscire con il software già preinstallato.

 

Grazie mille per la disponibilità Julian, e in bocca al lupo per il vostro progetto.           

Grazie a voi, viva il lupo!

Ringraziando ancora Julian Del Vecchio per il tempo che ci ha concesso ci teniamo a darvi appuntamento a domani per l'ormai consueto appuntamento con la nostra rubrica One Week, One Distro, questa settimana ovviamente in compagnia di Ufficio Zero.

                                                                                                                                             

Corsair

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