MSI Z97 MPOWER MAX AC, difficile non overclockarla

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012aCi concentriamo oggi sulla nuova nata della serie MPOWER di MSI, la Z97 MPOWER MAX AC, che ha tutte le carte in regola per sbaragliare la concorrenza, negli ultimi  anni sempre più agguerrita. Vedremo nel corso della recensione se MSI è riuscita nel suo intento.

 

 

 

 

 

 

msi logo

 

Con la precedente serie Z87 non si può dire che MSI abbia particolarmente brillato, almeno per quel che riguarda l’overclock estremo, ecco perché oggi in questo articolo vi sveleremo con uno sguardo attento e professionale ogni aspetto della regina di casa MSI. Seconda solo alla Z97 Xpower AC per quanto riguarda il numero di fasi digitali, slot PCI-Express e porte SATA, ma che contrariamente a questa offre più compatibilità con i case in commercio dato il formato standard ATX, offre comunque diverse features di spicco, quali il controllo delle fasi digitali (ben 12 e con la consueta qualità della componentistica di derivazione militare), i punti di rilevazione delle tensioni, la connettività Wi-Fi, gli attacchi per il raffreddamento a liquido dei VRM, un PCB ad 8 strati e soprattutto la certificazione all’overclock. Ma andiamo con ordine ed approfondiamo i vari aspetti nelle sezioni a seguire. Offre alcune feature in più rispetto alla Z97 MPower, la proposta più economica di MSI rispetto alla MPower MAX AC.

 

Preview

 

Da notare l’errore presente in questa slide: non c’è supporto al 3-way SLI, ma solo al 3-way CrossFire.

Da questa prima presentazione vediamo quali cambiamenti ci porta il Chipset Z97/H97. Diciamo subito che non sono molte lo novità introdotte da Intel con questo la serie 9 di chipset. Non a caso rientra ancora nella serie di chipset "Lynx Point".

 

Chipset Z97

 

Guardando lo schema a blocchi del PCH Z97, notiamo soltanto due nuove feature, di cui una dedicata più che altro al mondo business. Si tratta della tecnologia Boot Guard per una protezione da malware che agisce già a livello hardware e BIOS. La feature più interessante della serie 9 del chipset è sicuramente il supporto all’Intel Rapid Storage sull’interfaccia PCI Express. Tale novità si concretizza in realtà con la proliferazione sulle nuove schede madri Z97 di due nuove interfacce: il SATA Express e il PCI Express M.2. Quest’ultimo non è in realtà uno standard del tutto nuovo, essendo stato adottato già in diverse schede madri Z87 e in alcuni ultrabook e notebook di nuova generazione. L’interfaccia M.2 sfrutta due linee PCI Express 2.0 (tra le 8 messe a disposizione dal chipset) offrendo una banda teorica di 1000 MB/s ed innalzando  di fatto il throughput massimo degli SSD fino a circa 780 MB/s. Si parla di un incremento di circa il 67% rispetto allo standard Sata 6Gb/s, a fronte dell’adozione di SSD più compatti, costituiti da una semplice stick da installare sulla scheda madre.

 

 

Z97-H97La vera novità è però rappresentata dalla “nuova interfaccia” SATA Express.

 

PCIE m2

 

Più che di un nuovo standard, si tratta di un nuovo connettore che vede affiancate due particolari porte SATA più un connettore di alimentazione, più corto. La particolarità di queste porte SATA è che possono veicolare ciascuna una linea PCI Express, qualora connesse tramite un connettore completo SATA Express. Sarà comunque possibile utilizzarle anche come porte SATA 6Gb/s collegando SSD o HDD tradizionali. Per il momento la maggior parte delle implementazioni del SATA Express (come pure dell’M.2) prevedono l’utilizzo di linee PCI Express di tipo 2.0 (quelle messe a disposizione dal PCH Z97), ma in futuro si prospetta l’arrivo di controller SSD in grado di supportare il nuovo standard 3.0, in grado di garantire quindi un raddoppio della banda disponibile. Già da adesso però, alcuni produttori di schede madri potrebbero optare per l’utilizzo di linee PCI Express 3.0 della CPU, normalmente destinate alle schede video.

Da notare che le linee PCI Express del SATA Express non sono in grado di fornire alimentazione, a differenza degli slot PCI Express tradizionali. Si è quindi reso necessario l’utilizzo di un connettore ausiliario di alimentazione che andrà collegato alla PSU del sistema. La disponibilità di SSD con questa interfaccia è al momento molto limitata mentre è già possibile trovare in commercio alcuni SSD in formato M.2 (NGFF).

MSI per la Z97 MPOWER MAX AC ha quindi deciso di abbandonare lo standard SATA Express, implementando su questa scheda madre solo lo slot M.2. E’ tuttavia disponibile come optional un adattatore da M.2 a SATA Express, in modo che in futuro chi ne avesse necessità possa colmare questa mancanza.

 


Feature esclusive e peculiarità

Concentriamoci adesso sulle caratteristiche intrinseche della Z97 MPOWER MAX AC oggetto di questa recensione.

 

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Nessun limite con le schede madri MSI progettate per l’Overclock. 4 gli obbiettivi prefissati dai progettisti:

  • Miglioramenti grazie a feedback continui con gli overclockers di livello professionale
  • Posizione leader di MSI per quanto riguarda l’efficienza energetica e la stabilità
  • Migliori strumenti dedicati all’overclocking
  • Infondere il DNA della serie di schede grafiche MSI LIGHTNING

 

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Il PCB utilizzato per le schede madri dedicate all’overclocking è stato completamente riprogettato includendo oltre il 50% di strati in più rispetto agli standard di altre schede madri. Il controllo e l’erogazione della potenza è completamente digitale. E’ stata migliorata anche la capacità di dissipazione de l calore, sia che si utilizzi un sistema di raffreddamento ad aria che a liquido. L’adozione di componentistica di derivazione militare di 4° classe permette di avere più spazio a disposizione attorno al socket a tutto beneficio di sistemi di raffreddamento particolarmente voluminosi.

 

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Operare con base clock (bclk) più elevati permette prestazioni maggiori in overclock, pur causando possibili instabilità: grazie ad un generatore di clock dedicato, MSI promette un maggiore controllo e minori crash di sistema, ottenendo il massimo in termini di risposta dai propri componenti. E per rendere l’esperienza più appagante MSI ha pensato di installare a bordo sul PCB una serie di controlli che facilitano l’overclocker nel suo compito.

 

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Ovviamente MSI non potevano mancare i punti di rilevazione delle tensioni così da tenere sotto controllo i parametri vitali del sistema. Questa volta sarà possibile collegare fino a tre multimetri contemporaneamente ed in tutta facilità. Per superare il limite dei 6Gb/s relativi al canale SATA, MSI propone uno slot M.2 (in grado di accogliere SSD lunghi fino a 8mm), su cui possiamo installare un adattatore per l’interfaccia SATA Express (opzionale).

 

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L’adozione di componentistica a derivazione militare di classe 4 è da anni garanzia di qualità, performance e durata in ogni condizione. Grazie ad una serie di accorgimenti, quali la protezione da scariche elettrostatiche, dal surriscaldamento, dall’umidità e da interferenze, MSI è riuscita a diminuire nel tempo il numero di RMA ricevuti, a testimonianza che utilizzando migliori componenti si può ottenere un prodotto più duraturo, a tutto vantaggio della soddisfazione dell’utente.

 

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Le motherboard dedicate all’overclock sono perfettamente compatibili con lo standard PCI Express 3.0 e permettono di realizzare sistemi multi GPU. La Z97 MPOWER MAX AC supporta il 3-way CrossFire (x8/x4/x4) e il 2-way SLI (x8/x8), mentre da BIOS, tramite la funzione CeaseFire, abbiamo la possibilità di disabilitare uno slot PCI Express, al fine di escludere la relativa scheda video duranti le fasi di overclock, senza dover smontare nulla. Una maggiore attenzione è stata data proprio al Bios, giunto alla versione ClickBIOS 4, che risulta di immediata lettura e comprensione grazie al nuovo layout grafico; anche l’aggiornamento risulta ora più semplice da portare a termine.

 

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Ovviamente la potenza è nulla senza il controllo e quindi MSI ha visto bene di realizzare sempre nuovi strumenti e console centralizzate per l’overclocking del sistema. In particolare, MSI propone due versioni del suo Command Center, una per l’overclock giornaliero, dotata di accattivante interfaccia, ed una versione lite per l’overclock estremo, meno esigente in termini di risorse. Particolare attenzione è stata riposta dai progettisti MSI nella qualità del segnale audio che beneficiando di componentistica superiore offre un’esperienza appagante ed un suono purissimo. Seguendo il trend già visto da altri produttori per questa serie Z97, MSI ha integrato degli OpAmp in grado di pilotare cuffie ad alta impedenza (fino a 600 Ohm).

 

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Oltre ad alcune feature già viste per quanto riguarda l’overclock, non manca una connettività di rete completa: Gigabit Ethernet by Intel, Intel Wireless 802.11ac fino a 825 Mbps e supporto all’Intel WiDi, Bluetooth 4.0 fino a 25 Mbps.

 

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La mascherina di I/O è stata anch’essa migliorata per fornire maggiore intuitività ed un look più accattivante.

 


Specifiche tecniche

Riportiamo integralmente per completezza d’informazione gli screen relativi alle specifiche di prodotto, disponibili anche sul sito del costruttore.

 

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Tra le specifiche rilevanti di questa scheda madre, occorre menzionare il support al 3-way CrossFire grazie ai tre slot PCI Express, anche se consigliamo per schede video top di gamma come le AMD R9 290X di optare per schede madri dotate di switch PLX o comunque in grado di garantire una bandwidth su ogni scheda di almeno 8x. Dato infatti che la scheda supporta tre schede video solo in configurazione x8/x4/x4, il 3-way SLI non può essere supportato, come da specifiche NVIDIA. La connettività come già visto è completa, abbondante è il numero di porte per i dispositivi di storage, e la mancanza del SATA Express può essere colmata con l’adattatore opzionale per lo slot M.2.  

 


Unboxing e primo contatto

 

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La confezione a forma di valigetta si presenta robusta e ricca d’informazioni sul retro.

 

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Aprendola a libro risalta con eleganza sia la lettera M,  peculiarità  della linea di eschede madri MPOWER, sia una finestra d’ispezione del prodotto all’interno.

 

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Il bundle è completo e ricco, perfino eccessivo nonché gratificante all’occhio dell’appassionato. Esso comprende, 6 cavi SATA, le antenne per WiFi e Bluetooth, un add-on per slot PCI per due porte eSata, SLI Bridge, mascherina I/O, manualistica e CD driver.

 

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Sul PCB nero della MSI Z97 MPOWER MAX AC risalta il contrasto tra il colore nero del PCB e la M gialla nonché il sistema ibrido di raffreddamento, passivo e a liquido, provvisto di attacchi  da 3/8” per un eventuale collegamento all’impianto. Il form factor lo ripetiamo è quello ATX, per cui il PCB misura 30,5cm x 24,4cm.

 

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Sulla parte sottostante del PCB risaltano la staffa di ritenzione del socket nonché le viti che fissano le varie flange dissipatrici al PCB. Da notare le connessioni elettriche degli slot PCI Express X16, x16 per il primo e x8 per gli altri due, potremo quindi installare in teoria una seconda scheda video anche nell’ultimo slot. Con tre schede installate negli slot, esse opereranno invece ad x8/x4/x4.

 

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Dalla foto,  data la presenza di q3 Super Ferrite Chokes, si evince che la MSI Z97 MPower Max AC adotta un sistema di alimentazione della CPU a 12 fasi, più che sufficiente per portare al limite estremo qualunque processore, ricordiamo compatibile con il socket LGA1150. Scopriamo anche che la staffa di aggancio del processore è di qualità superiore dato che è firmata Lotes.

 

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Smontata con delicatezza la flangia dissipatrice scopriamo i MOSFET che vengono raffreddati per contatto tramite il pad termico. I VRM son composti da 12 coppie di mosfet della ON-Semiconductor (NTMFS4C08N per l’high-side e NTMFS4C05N per il low-side), con altrettante induttanze SFC e condensatori al tantalio, che facilitano la coibentazione della zona socket. Il controller  delle fasi, posizionato vicino al connettore di alimentazione 8+4 Pin, è il nuovo Intersil ISL6388, un controller a 6 vie in standard VRD12.5, recentemente rilasciato dall’azienda per soddisfare al meglio il settore desktop high-end e quello server. Per controllare le 12 fasi, quindi, sono stati utilizzati 6 sdoppiatori ISL6611A, posizionati nel retro del PCB. Degno di nota anche il chip dedicato per il clock generator, IDT 6V43295NLG, posizionato accanto alla flangia di dissipazione inferiore. Il chip bypassa dunque il clock generator di Intel, per fornire una regolazione più precisa e, si spera, più stabile in overclock, quando si va a modificare il base clock (bclk).

 

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I tre corpi dissipanti sono uniti da un tubo vuoto, atto al trasporto di acqua distillata qualora fosse collegato all’impianto a liquido del PC. E’ ovviamente meno efficiente di una heatpipe in caso di raffreddamento passivo, ma aiuta comunque lo smaltimento del calore anche senza essere collegata all’impianto.

 

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Il numero di porte I/O consiste in ben 8 porte USB3.0, un attacco misto PS/2 per tastiera/mouse assieme ad altre 2 porte USB 2.0, un pulsante per l’operazione di ClearCMOS,  due uscite digitali per il segnale video (HDMI e DisplayPort), una porta S/PDIF ottica, un attacco Ethernet  RJ45 in classe Gigabit e per finire i classici attacchi mini jack dedicati all’input/output del segnale audio.

 

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Tra le flange dissipatrici e le porte I/O sono presenti i controller ASM1074 e ASM1042AE dell’ASMEDIA che rendono disponibili un totale di 8 porte USB3.0. Il primo è un HUB 4 porte che si appoggia al controller USB 3.0 Z97, mentre il secondo è invece un controller a 2 porte connesso ad una linea PCI Express 2.0. Entrambi supportano il protocollo UASP.

 

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Il nuovo controller I/O NUVOTON NCT6792D provvede al monitoraggio dei parametri di tensione e temperatura della scheda.

 

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Lo switch ASM1184e consente di estendere le porte PCIe ed è conforme alle standard SPEC 2.0.

 

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Intelligente la disposizione degli slot PCI Express 3.0 x16: partendo dall’alto il 2° ed il 5° slot sono sufficientemente distanziati da consentire la realizzazione di un sistema SLI / CrossFireX tramite 2 schede video dotate di dissipatore voluminoso che occupa 3 slot.

 

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Lo slot M.2 permette di usufruire di un canale con velocità di trasferimento fino a 10 Gb/s rispetto ai 6 Gb/s classici del protocollo SATA3. Ricordiamo anche che se utilizzato condivide la larghezza di banda delle porte SATA3 5 e 6, per cui queste ultime non possono essere utilizzate.

 

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Veniamo alla sezione audio della MSI Z97 MPower Max AC molto ben progettata in quanto il controller Realtek ALC1150 risulta schermato e tutto il gruppo dei componenti della sezione audio inclusi i due Texas Instruments OPA1652 che forniscono segnali in uscita filtrati ed amplificati, risultano sufficientemente ben distanziati dal resto dei componenti, così da evitare eventuali interferenze che potrebbero minare la qualità del segnale audio.

 

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Lungo la linea di base partendo da sinistra sono presenti il connettore JAUD1 dedicato ai jack audio del Front Panel; proseguendo verso destra troviamo 2 porte a 4pin per ventole con il controllo di rotazione gestito dal software della Z97 MPower AC. Proseguendo abbiamo 2 connettori per un totale di 4 porte USB2.0. Il microinterruttore superiore serve a selezionare il Bios con cui effettuare il boot, mentre quello inferiore serve in fase di overclock ad effettuare il boot con un RATIO basso al fine di evitare crash del sistema specie quando si è al limite della capacità operativa/frequenza del sistema. Attenzione quindi a non attivarlo durante l’utilizzo quotidiano, pena il decadimento delle prestazioni. Sopra al display 2digit, utile per la diagnostica in fase di boot, troviamo il micro-pulsante GO 2 Bios.

 

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Il dissipatore offre una funzione principalmente estetica che dona un aspetto elegante ed al tempo stesso aggressivo con il contrasto tra il giallo e l’effetto di nero opaco che ricopre tutto il PCB.

 

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La qualità si nota anche nei dettagli. Le 8 porte SATA 6Gb/s risultano piacevolmente distanziate tra loro in modo da agevolare l’utente nelle operazioni di cablaggio. Immaginate di trovarvi a sganciare un cavo degli 8 collegati. Le prime 6 porte sono gestite dal PCH Intel (di cui le porte 5 e 6 sono condivise con lo slot M.2) mentre le porte 7 e 8 sono gestite dal controller aggiuntivo ASM1061.

Altra particolarità è il connettore alla destra delle porte SATA dedicato a replicare 2 porte USB 3.0 che dalla foto risulta girato a 90° rispetto al successivo connettore USB 3.0. Questo permette di non intralciare l’installazione di schede video voluminose. Tali connettori USB 3.0 sono gestiti direttamente dal PCH Intel Z97 e sono coadiuvati da dei rigeneratori di segnale (ASM1464) posizionati sul retro del PCB per ovviare a possibili decadimenti del segnale proveniente delle porte frontali del cabinet.

 

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Un dettaglio del secondo connettore USB 3.0 ed il classico connettore ATX 24PIN per l’alimentazione primaria alla motherboard.

 

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Il ricco comparto di pulsanti dedicati all’overclock comprende i due a sinistra per Diminuire/Aumentare la frequenza/clock/voltaggio del componente/sistema, il pulsante per l’operazione di Reset ed Accensione del sistema, l’interruttore OC GENIE dedicato all’attivazione della funzionalità di Overclock automatico ed alla sua destra i relativo interruttore On/Off per l’esclusione di tale funzionalità. Non manca il pulsante Discharger (DISCH1) per un’operazione di ClearCMOS completa (comprensiva delle informazioni immagazzinate nel chipset Z97) ed i molteplici punti per la rilevazione delle tensioni dei vari circuiti relativi alla CPU, RAM e del sistema.

 


BIOS

Analizziamo l’interfaccia dedicata al Bios. Come sappiamo, dopo l’introduzione dello standard UEFI (Unified Extensible Firmware Interface) rilasciato da Intel nel 2007, tutti i fornitori si sono adoperati per riuscire a personalizzare a proprio piacimento l’ostico (fino a poco tempo fa) ambiente del BIOS. Il lavoro svolto da MSI sull’interfaccia grafica del BIOS sulla serie MPOWER, espressamente dedicata all’overclock, si nota: l’interfaccia è infatti molto ricca e razionalizzata. La schermata di accesso presenta 3 aree principali. La parte in alto mostra i parametri vitali del sistema come frequenza, voltaggio e temperatura del processore e dalla linea d’icone è possibile capire quali periferiche di storage sono collegate al sistema. La parte centrale mostra contestualmente alla sezione i parametri attivi su cui è possibile agire. I 6 riquadri laterali permettono di accedere alle specifiche sezioni ove quella più ricca ed interessante sicuramente è la sezione OC dedicata all’overclock e quindi ai parametri cui è possibile agire attraverso i quali innalzare la frequenza operativa dei componenti. L’ottimo lavoro svolto dai progettisti e dagli ingegneri software si percepisce anche dall’area di help e guida che troverete nelle schermate a seguire, in quanto ogni parametro sul quale ci si sofferma tramite il mouse/tastiera è commentato per aiutarne la comprensione e riuscire in questa pratica che sta accogliendo un numero sempre maggiore di  adepti.

 

Il Bios si presenta con una grafica molto aggressiva i cui colori dominanti sono il giallo ed il nero che contraddistinguono la serie MPOWER di MSI. 

 

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A seguire nella Tab ''Setting" troviamo tutte le voci che ci permetteranno di modificare abilitando o disabilitando la Grafica Integrata nella CPU, la modalità SATA, il controller USB e cosi via. Inoltre potremo impostare il boot primario assegnandolo al nostro SSD o ad un altro Hard Disk o in fase di installazione del sistema operativo assegnarlo all'unità CD-ROM.

 

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La Tab seguente ''OC'' è il vero cuore di questo BIOS dove potremo agire su moltissimo parametri atti a consentirci un Overclock della nostra CPU o delle RAM. Notare la voce che ci permetterà di abilitare o disabilitare il pannello avanzato per eseguire un Overclock minuzioso fin nei minimi parametri o per affinarlo. Per gli utenti meno esperti si sconsiglia di abilitare il pannello Avanzato e di agire con le voci presenti in quello Semplificato. Nella Z97 MPOWER MAX AC è presente anche una voce per abilitare un Overclock sotto LN2 con ben due preset Normale ed Extreme (per sessioni al limite). Potremo abilitare o disabilitare il Turbo della CPU, il Base Clock ed altre importanti e necessarie voci per eseguire un Overclock fatto a dovere. La frequenza delle RAM la potremo portare fino ad un massimo di 3200MHz ed eventualmente abilitare dei preset già caricati in presenza di RAM con Chip fortunati. Non mancano le voci per variare la Latenza delle RAM e i relativi sub-settings. Inoltre per l'Overclock della CPU avremo modo di ''giocare'' sull'Offset ed altre voci relative nonchè di creare dei profili da caricare all'occorrenza.

 

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Non manca nel BIOS un grafico per la gestione delle ventole della CPU e del sistema. Potremo dunque crearci la nostra curva preferita in base alle esigenze. Non manca nemmo la funzione "Board Explorer" che ci permetterà di visualizzare immediatamente le periferiche ed l'HW connesso alla nostra scheda madre, informandoci anche di eventuali problemi con tali.

 

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Metodologia di prova e Piattaforma di test

I test eseguiti sulla MSI Z97 Mpower Max AC sono volti a verificare la stabilità della scheda a frequenze d’uso comune,  a verificarne la qualità e la competitività sul mercato ed a valutarne la stabilità della stessa sotto stress anche ricorrendo all’overclock spinto. E poiché parliamo di una scheda madre di fascia alta espressamente progettata per tale ambito, testeremo la scheda con sistemi di raffreddamento non usuali. Poiché la scheda è provvista di attacchi che ne permettono il raffreddamento tramite sistemi a liquido, esamineremo le temperature del dissipatore della zona socket con il sistema sotto overclock utilizzando un termometro digitale della Voltcraft mod. K101 onde verificarne l’efficacia. Ad onor di cronaca, tipico comportamento ormai della maggior parte delle schede di fascia alta, abbiamo notato uno straordinario regime operativo di overclock del processore preimpostato alla frequenza di lavoro di 4200MHz (4400 in modalità turbo o single thread). Ci aspettavamo questo comportamento con la funzionalità OC GENIE attiva e non con la stessa disattivata. La prima cosa da fare è aggiornare il bios con l’ultima versione ufficiale disponibile sul sito del produttore, cosa che abbiamo fatto installando la 1.3. Nulla è cambiato. Per cui vi proponiamo i valori dei test in quanto riproducibili in proprio dato che gli applicativi utilizzati sono ormai uno standard per questa tipologia di test mentre la componentistica utilizzata è disponibile sulla rete commerciale presso di eShop. Pur essendo relativi e non assoluti, i valori restituiti dai vari applicativi sono assolutamente comparabili in quanto abbiamo utilizzato gli stessi componenti per tutte le piattaforme della comparativa. Per cui siamo sicuri che, tranne per la frequenza fissata delle RAM a 1600MHz con timing 8-8-8-20 CL1 e voltaggio 1,65v, il resto dei parametri come anche i sotto-timing relativi all’operatività della RAM non sono stati toccati. Ovviamente prima di avviare i test abbiamo effettuato un ClearCMOS in modo da resettare in modalità standard frequenze e voltaggi all’interno del Bios. Dopo una più accurata analisi del BIOS siamo infine riusciti a portare la CPU ad operare secondo le specifiche Intel. Nei test vi mostreremo pertanto i risultati ottenuti con entrambi i preset.

Di seguito i componenti utilizzati per i test:

 

Componenti

 

Come si evince dalla tabella, abbiamo messo in comparazione i risultati ottenuti dalla MSI Z97 Mpower Max AC con altre schede di cui troverete le recensioni sul nostro portale. La CPU utilizzata è la stessa come anche le altri componenti specificate in tabella. Ovviamente per rispondere alla diversa tipologia di test e performance richieste dai test abbiamo utilizzato 2 tipi di kit di RAM le cui specifiche indicate in tabella, differiscono sia per velocità che per prestazioni. Per le  Kingston 2400MHz 2x4GB, la frequenza impostata per i test  a default (1600MHz) è pienamente compatibile con la frequenza di default del controller integrato in Haswell. Il kit utilizzato per i test di overclock è costituito da 2 moduli DIMM sempre della Kingston ma con frequenza di impostata dal produttore di 2666MHz e capacità 2x4GB.

 


Test Sintetici

 

3DMARK (Fire Strike)

Ultima versione disponibile del benchmark grafico più famoso ed apprezzato prodotto in rete. Realizzato dalla Futuremark, 3DMARK include tutto il necessario per valutare qualsiasi piattaforma hardware: dallo smartphone al tablet, notebook, laptop, desktop o PC da gioco ad alte prestazioni grazie a 3 tipologie di test. Il livello scelto per il test Fire Strike è quello più complesso e ricco di dettagli. Il motore grafico si basa sulle ultime librerie Microsoft: DirectX 11. Ogni dettaglio viene fatto risaltare con estrema precisione limitata solo dalla tecnologia del processore grafico. Il rendering mostrato utilizza le tessellation, l’illuminazione particellare, la simulazione di fumo, effetti di ombre di ultima generazione e svariati post processing.

 

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3DMARK 11

Benchmark prodotto da FutureMark, richiede la presenza nel sistema di una scheda video con supporto alle API DirectX 11.  La software house sviluppatrice afferma che i test sulla tessellation, l'illuminazione volumetrica e altri effetti usati nei giochi moderni rendono il benchmark moderno e indicativo sulle prestazioni “reali” delle schede video. 3DMark 11 Advanced Edition permette di impostare tre modalità di benchmark in DX11, Performance, High ed Extreme. Il primo test, basato sullo scenario Deep Sea, non applica la tessellation ma fa uso di un sistema d'illuminazione e ombre marcato. Il secondo test, nuovamente fondato su Deep Sea, applica un livello di tessellation medio e riduce, anche in questo caso a livello intermedio, l'illuminazione. Il terzo test grafico, basato sullo scenario High Temple, ha un livello di tessellation medio e illuminazione ridotta. Il benchmark è stato impostato per sfruttare per il calcolo della PhysX esclusivamente il processore e non la scheda video NVIDIA.

 

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MaxxMEM v2

MaxxMEM v2 misura la larghezza di banda (in GB/s)  del sottosistema di Memoria. Il risultato fornito di lettura e scrittura è molto attendibile e grazie ad uno sforzo dei programmatori il programma riesce a non essere influenzato dall’intervento del sottosistema della cache che ne altera il risultato accrescendone i valori.

 

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Test Compressione Dati e Multimedia

Passiamo adesso ai test che misurano le performance negli ambiti della Compressione e flusso Multimediale e vediamo le differenze che ci sono a parità di hardware tra la MSI Z97 Mpower Max AC e le concorrenti. Chiariamo subito che sono stati modificati solo i timings principali relativi alle memorie (CL-tCL-tRCD-tRP-tRAS) mentre i restanti sono stati settati tutti in auto.

 

7Zip 9.20

Questo noto software di gestione degli archivi contiene al suo interno un tool in grado di analizzare le prestazioni del sotto-sistema CPU – RAM. Il software riporta un valore espresso in MIPS (Million Istruction for Second). Il test comprende compressione, decompressione e valore generale.

 

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Cinebench R15

Software prodotti dalla Maxon che permettono, tramite l’elaborazione di contenuti tridimensionali, di testare le performance del sottosistema CPU / RAM. Entrambe le release consentono l’esecuzione del test utilizzando un solo core (fisico) della CPU rispetto a quello globale che sfrutta tutti i core sia fisici che logici presenti all’interno del processore.

 

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X264 Benchmark HD 3.0

Software che mediante la codifica video x264 sfrutta in maniera considerevole il sottosistema CPU <-> RAM e per questo è l’ideale per valutare le prestazioni delle schede sotto tale ambito.

 

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Overclock

Ovviamente dato il settore cui è indirizzata la MSI Z97 Mpower Max AC, non potevamo esimerci dall’eseguire i test in overclock, pratica seguita sempre da più adepti. Abbiamo quindi utilizzato 2 tipi di raffreddamento, uno convenzionale a liquido i cui componenti sono accessibili ed utilizzati da molti appassionati di Gaming e da smanettoni, e uno più spinto. Con l’ausilio di un sistema a Cascade, che ci permette di operare a temperature di parecchi gradi sotto lo zero, abbiamo potuto spingere la frequenza della CPU ben oltre la soglia di sicurezza dichiarata da Intel. Il tipo di test scelto per l’efficienza nello stressare il processore è CineBench nell’ultima release disponibile R15. Il test eseguito ovviamente è quello CPU multithreading che spalma su tutti i core logici il calcolo del rendering dei solidi rappresentati nella scena. Come frequenza massima di target per il cosiddetto Daily-Use in considerazione della tipologia di sistema di raffreddamento utilizzato, se consideriamo il giusto equilibrio tra temperatura raggiunta dal processore e voltaggio richiesto, è di 4600MHz. Il punteggio ottenuto è puramente simbolico volto a verificare sia la stabilità della piattaforma, sia le prestazioni in overclock della scheda madre in test rispetto alla diretta concorrenza.

 

CieR15 4600

 

Sicuramente avremmo potuto fare di meglio ma non è questo l’obbiettivo. Viceversa utilizzando un sistema di raffreddamento di tipo Cascade, siamo riusciti a raggiungere frequenze ben più alte. Molto stabile ed in linea con l’ambito dell’overclock cui è stata progettata, siamo riusciti a raggiungere i 5800 MHz senza nessuno sforzo e non sfruttando appieno le molte potenzialità di settaggio permesse dal Bios della MSI Z97 Mpower Max AC.

 

 

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Consumi, Efficienza e Stabilità

Grazie alla presenza di punti per la rilevazione delle tensioni in tempo reale, ci siamo avvalsi del noto tool CPU-Z (aggiornato all’ultima release 1.69.2) per la rilevazione e la stabilizzazione della frequenza del processore in tempo reale. Le misurazioni sono state effettuate con il sistema sotto carico tramite CinebenchR15 utilizzando come riferimento la frequenza target di 4600MHz che è poi la stessa frequenza di test impostata da BIOS per il test sulle altre schede madri. La frequenza della memoria è stata volutamente impostata a 1600MHz con timing 8-8-8-20 1T. Ovviamente per superare il test ogni scheda ha richiesto da BIOS, per poter chiudere il test senza errori, un determinato voltaggio. Al fine di rendere attendibile il test e porre le schede sullo stesso piano per verificarne la sezione di alimentazione e quindi la singola capacità di stabilizzare il Vcore erogato riducendo al minimo il Vdroop, siamo intervenuti sul LoadLineCalibration settandolo al massimo possibile, così da mettere sullo stesso piano l’intervento della sezione di alimentazione delle varie motherboard. Il profilo LLC impostato al 100% (massimo possibile) da BIOS, sulla MSI Mpower Max AC ci ha permesso, grazie ai punti di misurazione delle tensioni, di  rilevare tramite multimetro digitale un comportamento stabile con un Vdroop nullo.

Ricordiamo che lo scopo del test mira principalmente ad analizzare l’aspetto delle tensioni erogate ed il relativo Vdroop in un’ottica di efficienza del sistema di alimentazione e non a ricercare il valore più alto per fini di gara o record. Precisiamo anche che l’importanza del circuito di alimentazione è direttamente proporzionale alla capacità computazionale e di carico, poiché a determinate frequenze limite ed in generale sotto overclock, il processore assorbe un notevole quantitativo di corrente e se la sezione di alimentazione della motherboard non riesce a far fronte alla richiesta di corrente, il valore computazionale restituito su qualsiasi test effettuato rimane basso. Di solito su molte altre schede madri con una sezione di alimentazione non all’altezza, per cercare di chiudere il test ad una data frequenza, si cerca di compensare aumentando il voltaggio (Vcore) applicato al processore, ma questo porta a scontrarsi con il problema della temperatura. Di seguito la tabella riepilogativa dei risultati ottenuti:

 

Consumi

 

Il risultato ottenuto pone sul podio la MSI Mpower Max AC, che a parità di frequenza totalizza il punteggio più alto nella rispettiva competizione. La tensione rilevata da multimetro conferma la stabilità della scheda madre sotto carico, anche se il voltaggio applicato è stato leggermente superiore rispetto a quello impostato da BIOS. L’efficienza della scheda madre è molto buona, confermando l’attenzione di MSI per i consumi e gli sprechi. Le temperature rilevate per i VRM dimostrano che l’impianto a liquido ha un effettivo beneficio su queste componenti, portando ad un abbassamento di circa 10°C. Generalmente comunque si riescono ad ottenere temperature simili anche adottando una buona heatpipe, come dimostrano le temperature rilevate dalla controparte ASUS. Il raffreddamento a liquido delle fasi si conferma pertanto modestamente utile, e senza dubbio non indispensabile, né per l’utilizzo quotidiano, dove un’heatpipe è sufficiente, né per quello estremo, dove le temperature crollano per effetto del raffreddamento subzero della CPU.

Ci teniamo infine a precisare che sconsigliamo per un daily clock a qualunque frequenza lo si voglia raggiungere e mantenere, d’impostare un LLC (Load Line Calibration) al massimo livello in quanto utilizzare tale settaggio in primis non è necessario, dato che questi settaggi si utilizzano per chi opera sotto azoto, ed in secondo luogo comporta una notevole produzione di calore nonché un maggiore stress al processore.

 


Conclusioni

 

oro  overclock

 

Prestazioni

5 stelle

La MSI MPOWER Z97 AC viene fornita con un consistente overclock di fabbrica, sbaragliando quindi la concorrenza. Molto ricco il pacchetto di feature offerte

Overclock

5 stelle

La MSI MPOWER MAX si è comportata molto bene nei nostri test, sia in overclock daily use che in overclock estremo. Anche qui le feature offerte per l’OC sono molte.

Estestica

5 stelle

. NI colori rimangono quelli della serie Lightning (giallo e nero), Nel complesso lo stile è sempre ben curato e accattivante.

Materiali

5 stelle

Da sempre MSI adotta materiali di prima qualità per le sue fasi VRM, e la MSI MPOWER MAX si dimostra ancora una volta molto robusta.

Prezzo

4,5 stelle

Circa 210€ per la Z97 MPOWER MAX AC non è alla portata di tutti ma sicuramente commisurata alle caratteristiche e alle numerose feature offerte da questa scheda.

Complessivo

5 stelle

 

 

La Z97 MPOWER MAX esce a pieni voti dai nostri test. E’ vero che le prestazioni sono state “gonfiate” dall’overclock automatico OC Genie 4, attivo di default nell’esemplare da noi ricevuto e successivamente da noi disabilitato (non senza qualche difficoltà, da cui il titolo di questa recensione!), tuttavia nel complesso le prestazioni si sono mostrate molto buone anche quando le abbiamo comparate alle altre schede madri a parità di frequenza di clock, vale a dire a 4,6 GHz. La MPOWER MAX AC si è comportata bene anche nell’overclock estremo, sia per quanto riguarda la frequenza raggiunta con la CPU, sia per l’overclock delle RAM. Molte le feature esclusive dedicate agli overclockers, quali i pulsanti onboard, il generatore di clock dedicato, i punti di lettura delle tensioni e un buon comparto software che aiuta sia i meno esperti che gli smanettoni. Il BIOS è tra i migliori in circolazione, ad un’incollatura dai BIOS più rinomati della concorrenza.

Nel complesso è molto ricco il pacchetto di feature offerte per la connettività (grazie al modulo WiFi 802.11ac  e al Bluetooth 4.0), mentre per quanto riguarda lo storage abbiamo numerose porte USB 3.0 (8 posteriori e 4 interne), due porte SATA addizionali e un modulo aggiuntivo eSATA, nonché lo slot M.2. Manca il SATA Express, disponibile solo acquistando un accessorio, non molto utile per il momento. Il prezzo di circa 210€ ci sembra quindi giustificato per questa scheda, anche se la vera concorrente della Z97 MPOWER MAX AC è proprio la gemella Z97 MPOWER, che offre la maggior parte delle feature per overclock del modello superiore (possiede le stesse fasi di alimentazione!) ad un prezzo di soli 160€, a discapito di alcune porte USB e SATA aggiuntive, della connettività di rete Wireless e della tanto discussa predisposizione per sistemi di dissipazione a liquido.

 

PRO

  • Prezzo
  • Qualità progettuale e componentistica
  • BIOS (tra i più completi)
  • Connettività Wi-Fi / Bluetooth
  • Bundle completo

 

CONTRO

  • Tendente ad erogare una tensione maggiore di quella impostata da BIOS

 

Si ringrazia MSI per il prodotto inviatoci in test

Valter d’Attoma

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