Lunedì, Nov 2021
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Intel Core i7-3770K, Ivy Bridge debutta con il nuovo processo a 22nm

Indice articoli


 

HD 4000 in prova

 

Come abbiamo già riportato ad inizio articolo, ha subito un aggiornamento anche il chip grafico integrato nel die. Rimanendo nel confronto i7-3770K (HD 4000) ed i7-2600K (HD 3000), la frequenza operativa dell'unità grafica scende dagli 850 MHz a 650 MHz, godendo però di 4 unità elaborative in più. Intel ha cercato di migliorare sensibilmente la iGPU integrata, potendo così permettere anche ai videogiocatori occasionali, un po' di svago nei game. Le proposte APU di AMD hanno da subito fornito prestazioni molto elevate nel comparto grafico, riuscendo a competere con soluzioni entry level di schede video dedicate. In questa recensione abbiamo incentrato l'argomento sull'unità di calcolo centrale ed analizzeremo con maggiore dettaglio il chip video in successivi articoli.

Nei test da noi effettuati abbiamo confrontato la nuova HD 4000 di Intel utilizzando due benchmark sintetici di Futuremark, ossia 3D Mark Vantage e 3D Mark 11.

 

3d mark vantage

 

3D mark2011

 

Come si può vedere dai due test sopra, la nuova iGPU di Intel ottiene ottime performance sopratutto in modalità DirectX 10 piuttosto che in DirectX 11. Nella prima modalità, nel test 3D Mark Vantage, la nuova iGPU fa registrare risultati non del tutto dissimili dalle soluzioni AMD APU A8, mentre come è possibile constare dal secondo test, questa parità si tende a perdere in maniera più marcata con il benchmark 3DMark 11. C'è da considerare che questa è di fatto la prima iGPU che supporta le DirectX 11 prodotta da Intel.

 

Un aspetto importante è la possibiltà di utilizzare grazie alla presenza di queste unità di calcolo dedicate alla grafica integrata all'interno del die,  anche quando si adotta una sheda video discreta, usufruendo di feature sostanziali. Lucid, in collaborazione con Intel, ha sviluppato nel corso di questi anni un software che ha permesso di sfruttare tali potenzialità e che ha visto concretizzare il progetto Virtu giunto adesso alla terza versione. Virtu ha visto il proprio debutto con le CPU Intel Sandy Bridge, inizialmente era stato pensato per ridurre i consumi complessivi oppure per incrementare la capacità di elaborazione della parte x86. Essenzialmente il software si interpone tra la scheda video e il sistema operativo ed operava in due modalità nella sua prima versione: 

 

  • D-Mode: questa modalità utilizza la dGPU come principale GPU, ma ha la capacità con i software compatibili con la tecnologia QuickSync di accedere alla parte iGPU andando ad usufruire di questa potenza di calcolo aggiuntiva.
  • I-Mode:  utilizzando la iGPU come GPU primaria, ma avendo la possibilità di usufruire della potenza di calcolo della dGPU quando è necessario.

 

L'ultima versione di questo software, Virtu Universal MVP, permette molte funzioni più avanzate rispetto alle precedenti:

 

VirtuLineup

 

Virtu Universal MVP ha introdotto due nuove funzionalità, HyperFormance e Virtual Vsync. La prima ha lo scopo di  incrementare le prestazioni in gaming dei giochi; la seconda ha lo scopo di migliorare la qualità delle immagini durante l'esperienza di gioco, cercando di minimizzare il fenomeno Tearing. Questo si presenta con una sovrapposizione dei frame visualizzati sul monitor e si verifica nel caso in cui il frame rate generato dalla VGA discreta è superiore alla frequenza di refresh impostata dal display. Per ovviare a questo inconveniente si è solitamente attivare la funzione Vsync che però limita il framerate massimo visualizzato sul monitor.

 

 

 

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