Philips 298P4QJEB, il Brilliance MultiView UltraWide 21:9

Philips 298P4QJEB copertinaVisti inizialmente con un po’ di scetticismo tra gli utenti, i nuovi monitor da 29 pollici 21:9 stanno cercando di conquistarsi una fetta di mercato sempre maggiore, data la loro polivalenza di utilizzo e l’integrazione di un pannello di tipo AH-IPS, in generale un buon all around. Il protagonista di quest’oggi è il Philips 298P4QJEB dal quale andremo ad analizzarne tutte le caratteristiche.

 

 

 

 

Come già indicato in occasione della recensione per l’AOC q2963pm, la tipologia del prodotto è prettamente dedita al multitasking, con la visione contemporanea di due o più fogli di lavoro aperti sul desktop, oppure in ambito multimediale, rispecchiando fedelmente il rapporto dei film e godere dunque di una visione integrale senza comparsa di bande nere. Più ampia sarà inoltre la visione laterale nei game che supportano il formato.

Philips, dal canto suo, è uno dei pochi produttori, oltre LG e ASUS, che mette a disposizione più modelli da 29 pollici; il 298P4QJEB e il 298X4QJAB. Il primo, oggetto della recensione odierna, gode della presenza di un hub USB con quattro porte in standard 3.0 e un sostegno differente che ne permette in più la regolazione in altezza, la rotazione e la configurazione portrait.

 

Philips 298P4QJEB Prodotto recensito da Andrea Fanfani in data 05 novembre 2013. Voto: 4. Prezzo medio in Italia 450€

 


Specifiche tecniche

 

Specifiche tecniche

Il pannello adottato dal Philips 298P4QJEB è il solito AH-IPS LM290WW1-SSA1 di LG Display, in quanto è l’unico modello di questa tipologia attualmente in produzione. Come affermato altre volte, non è il solo pannello che va a differenziare le varie proposte dei produttori, ma sono spesso l’elettronica e le funzioni aggiuntive che fanno propendere la scelta di un monitor rispetto a un altro. È evidente, dalle specifiche tecniche riportate, che l’ergonomia è un punto forte per questo Philips. È assente una porta di tipo analogica, che a dire la verità in questo caso risulta scarsamente utile dato che il tipo di connessione non riesce a offrire la risoluzione consigliata di 2560x1080 pixel. D’altra parte una porta analogica potrebbe essere utile per altre periferiche e il formato differente non causerebbe spiacevoli conseguenze data la presenza della funzionalità di mapping di cui il monitor è dotato.

Per un controllo più accurato abbiamo deciso di rilevare le dimensioni fisiche del monitor. Riducendo l’altezza al massimo, il display arriva fino a 39 cm, ma il braccio di regolazione spunta alle spalle arrivando a circa 44 cm dalla scrivania. L’altezza massima, la larghezza e la profondità, coincidono con quanto indicato da Philips e riportato in tabella.

 

 


Unboxing e bundle

 

Il sample giuntoci in test è un esemplare destinato alle redazioni e risulta un po’ provato dall’analisi forse poco accorta di chi l’ha toccato con mano precedentemente. La confezione si apre a mo’ di libro nella metà e possiamo estrarre subito la base di appoggio, il braccio di regolazione, un cavo jack audio da 3,5 mm, il cavo di alimentazione, un cavo DisplayPort e un paio di opuscoli per l’installazione e utilizzo rapido del monitor.

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Sollevato il primo blocco di polistirolo, troviamo al di sotto il display, un cavo DVI-D DL e un CD contenente il manuale, i driver e il software SmartControl.

Il bundle ufficiale prevede il cavo DisplayPort solo opzionalmente ed è davvero strano non trovare quello USB con interfaccia type-B per abilitare le porte USB 3.0 del monitor. Lo stesso manuale non ne indica la presenza e la scelta da parte di Philips rimane discutibile.

Philips 298P4QJEB 03

Bundle Philips

Il braccio di regolazione si inserisce facilmente nella parte posteriore del display e va a coprire i fori VESA 100x100 mm per l’eventuale installazione di un supporto a muro. Per il rilascio è presente un pulsante nella parte bassa dell’alloggio. La base del monitor, con 12 gommini antiscivolo, viene anch’essa ancorata piuttosto agevolmente al braccio e per un fissaggio completo è presente una vite che può essere stretta con le dita.  

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Uno sguardo da vicino e analisi ergonomiche

 

Il design del Philips 298P4QJEB è fedele alla tendenza frameless, con una cornice esterna di appena 3 mm: la cornice totale, inclusa quella interna, è invece di 13 mm. La cornice inferiore, spessa 32mm, riporta da un lato la scritta Cinema 21:9 e l’uscita audio per le cuffie, di più comodo accesso rispetto a un posizionamento posteriore, e dall’altro le indicazioni riguardanti i comandi del menù OSD con piccoli pulsanti fisici posti nella parte inferiore. In prossimità è presente un LED bianco dalla luce piuttosto fievola che non infastidisce durante l’uso in condizioni di scarsa luminosità. La trama è in grigio scuro e liscio, con aspetto in stile alluminio levigato, mentre la barra grigia, con la scritta Philips centrale, fa da ottimo contrasto. Il rivestimento del pannello è di tipo opaco, uguale a quello presente in altri pannelli IPS, ma non di tipo “semi-glossy”.

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La parte posteriore ha una trama a nido d’ape e il design è pittosto sottile considerando l’integrazione dell’alimentatore nella scocca. Il braccio di regolazione in pratica divide il monitor in due parti: in quella di sinistra è presente la zona di alimentazione, con il connettore per il cavo AC e l’interruttore, mentre dall’altra parte figurano tutte le connessioni. Sul lato sono presenti le quattro porte USB 3.0 e la porta USB type-B per il collegamento al PC per l’abilitazione delle stesse. Le connessioni sottostanti offrono una porta DisplayPort (in), una DVI-D DL, due HDMI, una DisplayPort (out) e una porta audio jack line-in da 3,5mm.

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Il Philips 298P4QJEB presenta un braccio di regolazione che ne permette un’ottima ergonomia. Non sono poi molti i monitor con schermo da 29” che offrono la regolazione in altezza, la rotazione, l’inclinazione e la posizione portrait. Il software SmartControl è dotato di una funzione di switch rapido per orientare la schermata del display quando questo viene ruotato di 90°. 

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Prima accensione

 

Il monitor Philips 298P4QJEB è stato collegato a un PC desktop con scheda video NVIDIA GeForce tramite un cavo DVI-D DL. La struttura risulta solida e tende a non far vibrare il display se la scrivania riceve qualche sussulto, come anche solamente tramite scrittura o durante sessioni di game “energiche”.

Abbiamo per prima cosa riportato le impostazioni della periferica a quelle originali tramite la funzione di reset presente nel menù OSD. La luminosità è impostata al massimo valore, 100, e risulta decisamente troppo elevata per un uso quotidiano, mentre la calibrazione appare convincente.

Impostazioni default

La sonda colorimetrica Datacolor Spyder4 usata per i test, rileva nelle condizioni out-of-box una luminosità di 280 cd/mq, luminosità del nero di 0,48 cd/mq, contrasto di 580:1, temperatura del bianco di 7500K e copertura degli standard sRGB e Adobe RGB, rispettivamente, del 100% e 81%. Il range di luminosità varia dal valore minimo di 52 cd/mq a quello massimo di 280 cd/mq, riuscendo quindi a soddisfare tutte le esigenze a seconda dell’illuminazione della stanza.

 Gamut def Gamma def

Temp grigio def

La fedeltà cromatica nelle condizioni out-of-box risulta buona, con un Delta-E medio di 1,93.

Potremmo riassumere una scala di giudizio secondo quanto segue:

  • Delta-E < 1 il risultato è eccellente;
  • Delta-E < 2 il risultato è buono;
  • Delta-E < 3 il risultato è sufficiente;
  • Delta-E > 3 la riproduzione è inaccurata 

Fedeltà def


Funzioni del menù OSD

 

I tasti fisici per interagire con il Philips 298P4QJEB sono cinque, mentre il primo a destra è il pulsante di alimentazione, separato dalla presenza di un piccolo LED di stato bianco, lampeggiante se in condizioni di stand by. Continuando da destra verso sinistra, troviamo dapprima il pulsante per entrare nel menù OSD (con funzione anche di conferma), il tasto personalizzabile per l’azionamento di una determinata funzione (o tasto “su”), poi Multiwiew per l’abilitazione delle modalità PiP e PbP (o tasto “giù”) e infine il pulsante di scelta rapida SmartImage per cambiare modalità di visione (o tasto “indietro”). I tasti non hanno un feedback perfetto; a volte il comando voluto non viene eseguito e bisogna premere il pulsante più di una volta, o con maggiore decisione.

Philips 298P4QJEB 26

Nel manuale è presente l’esploso delle funzionalità, con relativi step selezionabili, dell’intero menù OSD:

Menù OSD esploso

La selezione dell’input è esplicativa e troviamo il tasto apposito per la scelta rapida della sorgente da visualizzare. In Picture sono presenti le seguenti funzioni;

  • il mapping (wide screen, 4:3, 16:9 e 1:1) per riprodurre il formato di visione consono alla sorgente,
  • la regolazione dell’overdrive tramite SmartResponse,
  • SmartContrast che analizza dinamicamente la riproduzione sullo schermo per regolare di conseguenza il contrasto,
  • SmartFrame che rende maggiormente luminosa una determinata area del display

OSD 01 OSD 02OSD 03 OSD 04

Multiview è la funzione che abilita le configurazioni PiP e PbP; il comando è inserito anche tra le features rapidi del menù OSD. Per la visione contemporanea delle due sorgenti è richiesta la presenza della connessione DisplayPort, alla quale potrà essere affiancata la DVI o la HDMI, sia come primaria che come secondaria. Nella modalità PiP sarà possibile modificare la grandezza del riquadro in “piccolo”, “medio” e “grande” e può essere spostata in uno dei quattro angoli, sempre sovrimpressa alla fonte primaria. È il comando Swap che può invertire l’ordine delle due sorgenti.

Nel percorso “Impostazioni - User” sarà possibile scegliere il comando rapido del tasto personalizzabile; è possibile scegliere tra lo switch tra le sorgenti video, lo switch tra le sorgenti audio (DisplayPort, HDMI 1, HDMI 2, jack audio) e la regolazione del volume per gli speaker integrati.

OSD 05 OSD 06OSD 07 OSD 08

 


Creazione del profilo colore

 

Prima di procedere alla calibrazione del Philips 298P4QJEB abbiamo analizzato se i setting del gamma 2,2 e della temperatura del colore 6500K rispecchiassero fedelmente il valore, o se altri parametri risultassero migliori ai fini della calibrazione ottimale. 

Gamma OSD

Temp OSD

L’andamento del valore di gamma è piuttosto fedele, mentre quello della temperatura colore si discosta in maniera netta dal setting impostato; valore di 5000K a parte.

Scegliendo nel menù OSD il valore di gamma 2,2 e temperatura di 6500K, andiamo a creare il file ICC tramite la sonda Spyder4, imponendo come risultati ottimali una luminosità di 120 cd/mq, gamma 2,20 e punto del bianco a 6500K.

I risultati in tabella sono stati raggiunti portando il valore della luminosità a 28. È possibile installare il profilo colore scaricando il file dal seguente link.

Impostazioni calibraz

Il gamut rimane sostanzialmente invariato, coprendo completamente lo standard sRGB e l’81% di quello Adobe RGB. Ottimale rimane il gamma, mentre la temperatura del bianco rimane ancora un po' elevata. Buono il risultato della fedeltà cromatica che passa da una media del Delta-E di 1,93 a 1,22.

Gamut Gamma 

Temp

Fedeltà

 

 


Confronto tra i monitor testati

 

Raccogliamo nelle successive tabelle i risultati dei monitor fin qui recensiti, sia nelle condizioni out-of-box e sia dopo l’avvenuta calibrazione.

Nero defaultNero calibrato

Contrasto default

Contrasto calibratoFedeltà defaultFedeltà calibrata

 

 


Philips 298P4QJEB in test

 

Colour banding

Come primo test abbiamo verificato la presenza del classico fenomeno del colour banding, ovvero delle bande di colore sulle sfumature, con diverse tonalità.

 Colour banding 01 Colour banding 02 Colour banding 03

Il comportamento del Philips 298P4QJEB, con profondità 8-bit senza dithering, è buono, rimanendo nella norma per la tipologia del prodotto.

 

Uniformità

Suddividendo lo schermo in nove rettangoli, abbiamo misurato con il colorimetro l’uniformità della luminosità e dei colori. La differenza massima registrata è risultata pari al 5%, con una media del 2,3%, per quanto riguarda la luminosità, mentre per il colore, il Delta-E maggiore è stato di 4,7, con una media del 2,4.

 Uniformità luminosità Uniformità colore

Abbiamo inoltre catturato due immagini con una schermata nera al buio con diverso tempo di esposizione della fotocamera. L’immagine di sinistra riporta la situazione più simile riscontrabile a occhio nudo, mentre quella di destra ha una sensibilità maggiore alla luminosità.

 Backlight 01 Backlight 02

La retroilluminazione appare soddisfacente. In questo test l’esemplare in esame non ha evidenziato gravi problemi di bleeding. I fasci negli angoli a sinistra non risultano particolarmente fastidiosi, se non in condizioni estreme, ma sono maggiormente rilevanti quei punti rossi in alto (stuck pixel). Il difetto, che è decisamente imputabile al singolo esemplare, sembra essere causato da un’eccessiva pressione inferta con le dita. Non appare dunque un difetto simile a quanto visto nell’ASUS MX279H

 

Angoli di visione

Uno dei maggiori punti di forza dei pannelli di tipologia IPS sono gli angoli di visione molto ampi, più di quelli presenti su pannelli VA e, a maggior ragione, dei TN. Dato il rapporto, il lato più distante tende più facilmente a scurire rispetto al resto della riproduzione, ma gli angoli di visione rimangono buoni grazie al pannello AH-IPS.

Angoli di visioneCome già appurato nella recensione del monitor AOC q2963Pm, questo pannello AH-IPS non è immune dal problema definito IPS glow; le tonalità più scure tendono a schiarire all'aumentare dell'angolo di visione.

 

Reattività

Tramite il software PixPerAn abbiamo catturato dieci foto per il monitor in esame con i setting per l'overdrive presenti, riportandone il migliore e il peggiore risultato della sequenza.

Nell’estrapolazione media dei risultati, il setting più spinto, “il più veloce”, è stato l’unico a non manifestare mai più di un’immagine ghost. Lo stesso, non ha un’azione repentina con elevati overshoot che genera il classico reverse ghost. Il salto tra una modalità e l’altra non è particolarmente evidente e in ambito diverso dal gaming, non si notano differenze. È parso leggermente più reattivo l’AOC q2963pm, ma la differenza non è comunque marcata.

Reattività

 

 


Analisi sul campo 

 

Come già discusso in occasione della recensione del monitor AOC, questo tipo di display si orienta al multitasking grazie all’ampia superficie di lavoro disponibile; con 2560 pixel presenti sull’asse orizzontale, si ha tutta la comodità di lavorare con due, tre o quattro fogli di lavoro aperti contemporaneamente. La generosa dimensione può anche essere adoperata in altezza, data la funzione portrait che offre il Philips 298P4QJEB. Non appaiono immediati i campi di utilizzo di un monitor 21:9 ruotato di 90°, anche perché l’altezza è davvero generosa, ma ognuno potrà trovare l’utilità secondo le proprie esigenze, per esempio con applicazioni per poker, o come secondo monitor per visionare una pagina sviluppata in altezza senza dover scrollare con il mouse in continuazione. Per rendere l’idea di utilizzo riportiamo lo screen della home page del sito e del forum.

Pivot 01 Pivot 02

Per aiutare l’utente nella suddivisione del desktop, Philips ha dotato il software SmartControl, presente nel CD, della funzionalità SmartDesktop, che riesce a creare in modo rapido due, tre o quattro zone di lavoro, nelle quali inserire i documenti o software da utilizzare. La funzione è di rapido accesso anche nella barra degli strumenti e nella barra del titolo, dove con un solo click si potrà ridimensionare e collocare una qualsiasi finestra dentro il riquadro creato dal tool.Lo stesso software SmartControl indirizza anche nella calibrazione e regolazione del contrasto, luminosità e altro, dove, in luogo dell’assenza di una sonda colorimetrica, aiuta a trovare i giusti setting, impresa questa non sempre semplice.

SmartControl Premium 01

 

SmartControl Premium 02 SmartControl Premium 03SmartControl Premium 04 SmartControl Premium 05

Il display da 29” 21:9 è il compagno ideale per l’intrattenimento. In ambito movie si utilizza tutta la superficie a disposizione e la buona uniformità della retroilluminazione, anche se non perfetta, non causa anomalie di sorta.

Movie

Nei game, il guadagno dell’aspect ratio ultra wide si sviluppa in orizzontale, consentendo, qualora il gioco riesca a mappare il formato 21:9 senza deformazioni, una maggiore visione ai lati. Il tempo di risposta, impostato nel parametro più spinto in RispSmart, risulta più che sufficiente per la stragrande maggioranza dei videogiocatori. Non si notano importanti ritardi nelle sessioni di gioco, ma il prodotto non vuole competere con i monitor dediti prettamente al gaming.

GameGame 02

Come ultimo test abbiamo provato gli speaker audio integrati, posizionati nella parte bassa del display. La potenza per i due altoparlanti è di 2W e sono sufficienti per un uso occasionale. Nel nostro esemplare rimane una sorta ronzio quando si collega il cavo e il volume nel menù OSD supera almeno il 30-40%. Non si rilevano problemi quando l’audio integrato non è attivo.

 


Conclusioni

  

oro

 

Prestazioni

4 stelle

Buone le prestazioni del Philips nei videogames, considerando inoltre che non è nato per questo settore. L’impostazione più rapida dell'overdrive risulta soddisfacente. 

Qualità

4 stelle

Risulta piuttosto buona la calibrazione a default, ma anche dopo la calibrazione la temperatura del bianco rimane “fredda”. Buona è l’uniformità della luminosità, meno, invece, quella del colore. La struttura è solida e con qualità dell’assemblaggio generalmente convincente.

Ergonomia

4,5 stelle - copia

Con quattro ingressi video (più un’uscita), speaker integrati, regolazioni ergonomiche complete, compatibilità VESA e hub USB con quattro porte in standard 3.0, la dotazione è quasi perfetta. Inspiegabile l’assenza di un cavo per le porte USB.

Prezzo

4 stelle

Il prezzo suggerito è di 529 euro, ma lo street price è oramai sceso a circa 450 euro. Il costo è in linea con i concorrenti.

Complessivo

4 stelle

 

 

 

La sommatoria a carattere generale non differisce poi molto dal q2963Pm già analizzato. Il pannello abbiamo visto essere un buon prodotto, che riesce a soddisfare la stragrande maggioranza degli usi. La tipologia, con il particolare formato 21:9 e l’ampia superficie composta da 2560x1080 pixel, permette l’uso variegato, che spazia dall’ambiente desktop a quello multimediale. Nei film si apprezza il medesimo aspect ratio e i fasci più luminosi che in genere si avvertono nelle barre nere, vengono appunto “coperti” dallo stesso video. L’overdrive per i game ha un discreto impatto, senza essere troppo aggressivo nei setting più spinti. La calibrazione di default è piuttosto buona e migliora grazie alla calibrazione; peccato per la temperatura del bianco che rimane un po’ alta.

Philips 298P4QJEB conclusioni

L’ergonomia è decisamente convincente grazie a tutte le configurazioni possibili e di semplice regolazione. Non sono molti i monitor da 29” 21:9 che offrono complete regolazioni e ancora meno chi offre anche la configurazione pivot; oltre al Philips 298P4QJEB, solo l’ASUS PB298Q e il NEC EA294WMi permettono la rotazione del pannello di 90°. Completano la dotazione i quattro ingressi video, con funzionalità PiP e PbP, gli speaker da 2W, le connessioni audio (in/out) e le quattro porte USB 3.0, anche se di non rapido accesso vista la collocazione posteriore; abbiamo già detto che manca un cavo USB?

Il Philips 298P4QJEB può essere acquistato a un prezzo 450 / 480 euro, circa 50 euro in più al modello 298X4QJAB che non presenta regolazioni ergonomiche complete e hub USB.

Concludiamo con un’ultima nota finale. Non sembra giusto penalizzare il monitor per un problema derivante da fattori esterni, riferendoci agli stuck pixel riscontrati, per cui non ne abbiamo tenuto conto nel risultato. Abbiamo potuto toccare con mano anche il Philips 298X4QJAB e non è stato riscontrato nulla del genere.

 

Pro:

  • Ergonomia
  • Calibrazione out-of-box
  • Buon all around

Contro:

  • Assente il cavo per le porte USB
  • Posizione delle porte USB non comode
  • PiP e PbP possibili solo con la connessione DisplayPort 

 

Si ringrazia Philips per il sample fornito

Andrea Fanfani

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