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IN-WIN AMMO: Il case per HDD con protezione RFID! - Cos'è l'RFID?

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RFID

Con il termine RFID si intende una famiglia di tecnologie che consentono il riconoscimento a distanza di oggetti, animali e persone sfruttando le onde radio.
Un primo rudimentale sistema RFID era utilizzato dagli alleati nella II Guerra Mondiale e si  chiamava IFF (Identification Friend or Foe) per distinguere di notte i bombardieri di ritorno da un bombardamento da quelli nemici in attacco. Questi sistemi, come i loro discendenti di oggi, inviavano via radio segnali di identificazione codificati: ad ogni aereo che inviava il segnale giusto veniva consentito di oltrepassare la contraerea, mentre gli altri venivano abbattuti.

Dopo la Guerra l'ingegner Harry Stockman intuì che sarebbe stato possibile alimentare completamente un ricevitore con l'energia trasportata dal segnale radio da esso ricevuto. Fu la sua pubblicazione "Communications by Means of Reflected Power" che introdusse per la prima volta i concetti base degli RFID passivi.

Nei primi anni '70 cominciò il lavoro sugli RFID come li conosciamo oggi. Infatti fu allora che nei Laboratori Lawrence Livermore venne creato il primo sistema ricevitore in grado di rispondere con un segnale codificato al segnale RF da cui traeva l'energia per funzionare. Esso poteva essere collegato ad un computer ed essere usato per controllare in maniera semplice e sicura gli accessi ad aree protette. Questo sistema fu sviluppato allo scopo di controllare gli accessi a magazzini contenenti materiali sensibili e alle stazioni che nascondevano armi nucleari.

I sistemi RFID constano di 4 componenti fondamentali:
  1. i TAGS RFID (attivi se a batteria, passivi se alimentati dall'onda ricevuta)
  2. i lettori RFID
  3. le antenne per trasmettere e ricevere i segnali RF
  4. una rete (opzionale) di computer a cui collegare il sistema

Potremmo dilungarci ancora nella spiegazione accademica ma non è questo il luogo. Quindi stringendo ai concetti basilari, più o meno il funzionamento può essere riassunto così:
  • il lettore resta in attesa emettendo periodicamente dei segnali di ricerca del tag;
  • quando il tag si avvicina accumula energia dal segnale inviato dal lettore, di conseguenza NON ha bisogno di batterie e può funzionare per un tempo indefinito;
  • quindi il tag risponde al segnale di ricerca inviando il suo codice identificativo;
  • il lettore se il codice è presente nella lista memorizzata invia al sistema di controllo il segnale di attivazione dell'utenza specifica (per esempio un apriporta). Altrimenti torna in modalità ricerca.

IN-WIN ha pensato bene di inserire un lettore RFID dentro il suo box che permette l'accesso ai dati SOLO in presenza di uno dei 2 TAGS dati in dotazione che il legittimo proprietario dovrebbe portare sempre con se. Il funzionamento a livello concettuale è molto semplice: il box viene collegato e resta in attesa con una spavalda lucina rossa sotto la scritta RFID fino a quando il TAG (portachiavi o piastrina di tipo militare) viene avvicinato. Fino a a quel momento il disco non viene rilevato dal sistema. Se il tag viene avvicinato alla placca, dopo l'emissione di un segnale sonoro la luce diventa verde e il disco viene rilevato. La procedura è indipendente dal sistema che si usa. Noi lo abbiamo testato con successo con Windows 7 e con Ubuntu 9.04, ma il produttore ne assicura il funzionamento anche sotto sistemi Mac. La domanda che ci siamo posti subito dopo esserci ripresi dal primo stupore è stata: "che succede se smontiamo l'hdd e lo inseriamo nel pc senza il box?".

Ebbene il disco  NON VIENE RICONOSCIUTO,  esattamente come quando è collegato ma non è presente il TAG, quindi i dati sono al sicuro da letture non autorizzate anche quando il disco viene estratto.

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