
Il panorama delle periferiche da gaming si allarga di anno in anno con nuovi brand emergenti che cercano di ritagliarsi una piccola fetta di questo mercato sempre in costaste ascesa ed evoluzione. Quest’oggi abbiamo il piacere di analizzare per voi uno dei tanti e recenti mouse wireless ultraleggeri da 8.000 Hz. Parliamo del brand cinese Attack Shark e del suo recente R2. L’Attack Shark R2 come vedremo nel corso di questa recensione si presenta come l’anti WLmouse Beast X. Con un design open e realizzato in lega di magnesio l’Attack Shark R2 non manca di componenti di prim’ordine come il recentissimo sensore Pixart PAW3950 da ben 42.000 DPI pareggiato a switch ottici OMRON da 100 milioni e non da meno l’incredibile polling rate massimo di 8.000 Hz. Se volete saperne di più vi invitiamo a proseguire la lettura di questa nuova recensione.

Di seguito riportiamo la tabella con le principali specifiche tecniche del mouse Attack Shark R2.

L’Attack Shark R2 ci arriva in una comune confezione di cartone di colore bianco con una grafica semplice ma non priva di tutte le principali informazioni tecniche riguardanti il mouse. Troviamo sia nel lato frontale sia in quello posteriore anche le immagini illustrative del mouse nei principali colori ad eccezione della colorazione Purple/Blue (una delle più particolari). Precisiamo inoltre che l’immagine frontale non rappresenta quella effettiva del colore scelto (come ci si potrebbe aspettare) ma bisognerà tener conto dell’adesivo posto nel retro della confezione.

Sollevando la cover della confezione troviamo il mouse in una bustina semitrasparente di plastica per proteggerlo e contornato da una sagoma di schiuma di colore nero.

Estraendo tutto il contenuto dalla confezione troviamo:
- Mouse Attack Shark R2
- Dongle USB 8K
- Cavo USB-C a USB-A
- 1x Set di Grip Tape
- 1x Set Piedini in PTFE di ricambio
- Manuale

Il bundle risulta ricco e fornisce davvero tutto ciò di cui potremo aver eventualmente bisogno. Dalla ricarica del mouse, ad un utilizzo più confortevole sino alla sostituzione delle parti più soggette ad usura nel tempo (piedini).
L’Attack Shark R2 non passa di certo inosservato grazie al suo design forato e geometrico. Molti di voi avranno notato sicuramente la netta somiglianza ad uno dei suoi diretti concorrenti, il WLmouse Beast X. I due mouse adottano un design decisamente simile ma non sono i soli mouse da gaming a sfruttare questo design. I più esperti e navigatori del web sicuramente avranno scovato altri modelli e brand dal design simile. Naturalmente e il più delle volte è difficile raggiungere/contattare questi brand in quanto o sono modelli destinati solo al mercato asiatico o perché sono sub-brand dei più famosi o che cercano di espandersi in tutto il mondo.
L’Attack Shark R2 si presenta come un mouse ultraleggero, realizzato in lega di magnesio (che restituisce un effetto simile alla plastica ma assicura un peso minore ed una rigidità maggiore) di tipo Wireless con dimensioni di 117.6 x 61.8 x 38.9 mm. Un mouse compatto ideale a utenti con una presa Fingertip rilassata e/o soprattutto ad utenti con una presa di tipo Claw Grip. Infatti una volta che ho iniziato l’utilizzo è stato ‘’feeling a prima vista’’.

Per ciò che riguarda il peso vengono dichiarati soli 45 gr ma all’atto pratico come scoperto anche da altri utenti che l’hanno già acquistato precedentemente parliamo di 49 gr netti. Quindi sarebbe onesto o più trasparente per Attack Shark menzionare il reale peso anche se nella tabella che abbiamo riportato (la medesima del sito si parla di 45g±2g e comunque saremmo 2 gr sopra). Ma non siamo qui per fare un processo ad Attack Shark in quanto il mouse complessivamente risulta comunque molto leggero ed estremamente efficace per flick e movimenti di riposizionamento ultrarapidi.

Avvicinandoci più da vicino all’Attack Shark R2 possiamo notare innanzitutto la verniciatura opaca conferita al mouse ma soprattutto grazie ai numerosi fori la cover e relativo logo sopra la zona batteria del mouse. Lo chassis per il 90% aperto permette di osservare la stragrande maggioranza dei componenti.

Spostandoci verso i tasti principali notiamo come questi non solo siano divisi ma metà della loro superficie è open. Ciò all’atto pratico non presenta alcun problema di utilizzo e anzi i click vengono registrati anche se clicchiamo in corrispondenza dei fori. La solidità strutturale del mouse è davvero elevata e questo è un punto a favore della ‘’rumorosità’’ generata ma soprattutto della longevità delle parti.
Come accennato Attack Shark per l’R2 ha optato per switch ottici OMRON con un ciclo vitale di 100 milioni di click. Ricordiamo anche che gli switch ottici sono esenti dal fenomeno del double click. Gli switch infine offrono un feedback tattile e valido.
Non manca una rotellina di tipo cliccabile con encoder F-Switch ed offre uno scroll silenzioso e stabile in entrambe le direzioni.

Spostandoci nel lato sinistro del mouse possiamo meglio osservare la sua struttura e non da meno i due tasti laterali di dimensioni medie e posti centralmente.


Il lato opposto non presenta alcun tasto.


Andando a posizionare il mouse frontalmente osserviamo il profilo basso e schiacciato nonché il foro ove risiede il connettore USB-C per la ricarica e/o utilizzo in modalità cablata.

Capovolgendo il mouse diamo uno sguardo al suo design. Come per altri modelli di mouse, i piedini in PTFE, sono dotati di pellicole protettive che andranno rimosse prima dell’utilizzo.

Fatto ciò notiamo la presenza di tre piedini in PTFE. I due principali di dimensioni diverse posti in alto e in basso e il terzo di contorno al recente sensore ottico Pixart PAW3950 da ben 42.000 DPI, 750 IPS e 50 G di accelerazione. Il sensore ottico Pixart PAW3950 è inoltre un ulteriore affinamento e evoluzione del già ottico sensore ottico PAW3395.

Poco sotto il piedino superiore trova posto un selettore per la modalità Wireless, cablata (OFF) e Bluetooth 5.1.

Dettaglio zona sensore

Poco sotto il sensore trovano posto due ulteriori tasti che rispettivamente ci servono per scegliere il profilo DPI da utilizzare e quello per effettuare il pairing Bluetooth e switchare i relativi canali.
Passiamo ora a dare un rapido sguardo al dongle USB/ricevitore che ci permetterà di sfruttare fino a 8.000 Hz il mouse Attack Shark R2.
La sua forma, simile ad altri dongle in commercio, è essenzialmente un parallelepipedo. Nel lato superiore è presente un LED di colore verde e il relativo logo del brand.


Nel lato frontale troviamo la scritta ‘’Smart Speed Wireless’’.

In quello posteriore il connettore USB-C

Mentre nel lato inferiore è presente un pad in gomma per stabilizzarlo sul piano di appoggio. Troviamo varie certificazioni, un seriale, il solito logo del brand e le caratteristiche tecniche del dongle.

Un rapido sguardo anche al cavo in dotazione rivestito intreccia di tessuto. Cavo decisamente meno flessibile rispetto ad altri cavi trovati e provati con altri mouse Wireless.

I due connettori USB-C e USB-A non sono placcati oro.

A chiudere e come già visto troviamo un set di Grip Tape da applicare al mouse nel caso in cui volessimo massimizzare il grip sul mouse sia dei lati sia dei tasti principali.

E un set di piedini in PTFE di ricambio per una sostituzione a lungo termine.

Possiamo passare ora al software per un’eventuale personalizzazione delle funzionalità del mouse.
Attack Shark mette a disposizione una duplice possibilità di personalizzare il mouse nelle sue funzionalità. Avremo modo di scaricare un classico software di gestione o tramite il download di driver sfruttare le sempre più frequenti possibilità di un driver web ovvero un software a portata di click in ogni istante.
Noi per completezza abbiamo scaricato sia il software, quindi un classico .exe da eseguire e avere in esecuzione ogni volta che avviavamo il PC, sia fatto uso del driver web.
Scaricato, installato ed avviato il software Attack Shark notiamo sin da subito una certa somiglianza grafica e non con quelli usati da alcune tastiere EPOMAKER. Naturalmente sappiamo già che in questi casi i brand fanno affidamento un di un software OEM che poi personalizzano secondo le loro necessità. E’ anche vero che l’utilizzo di un software OEM a volte fa pensare a brand e sub-brand gestiti da un’unica azienda madre con tutto ciò che ne consegue come accennavamo prima. Ma questo non è il momento delle indagini e/o teorie del ‘’complotto’’.
Detto ciò il software Attack Shark ci mette a disposizione pochi ed immediati menu/schede generali con cui potremo rimappare i tasti del mouse ad altre funzioni, gestire in toto i profili software, personalizzare i profili DPI con relativi colori per individuare al meglio la risoluzione DPI in uso in quel momento, creare per poi assegnare una macro e così via.
Il software ne menu ‘’Parameter’’ ci porta a quelle che sono alcune delle principali impostazioni che ci possono interessare del mouse. Qui troveremo la possibilità di gestire i parametri della rotellina, dei click del mouse (possibili anche direttamente da Windows), regolare il Polling rate da 1.000 fino a 8.000 Hz, regolare il LOD del mouse e gestire alcune opzioni per la correzione dell’accelerazione del mouse.
Nota bene: durante le nostre prove abbiamo notato che il mouse aveva uno strano problema a qualsiasi valori di polling rate noi impostassimo. Dopo alcuni minuti di troubleshooting abbiamo riscontrato un probabile problema del software o un conflitto software/firmware che sostanzialmente interrompe il tracking del mouse dopo tot minuti di utilizzo.
La causa? Impostare il valore Low o Middle sotto la voce ‘’Silent height’’ quindi il valore di LOD porta ad un non corretto funzionamento del sensore. Per ovviare ad ogni problema e farlo funzionare senza alcun problema dovrete impostare la voce su ‘’Tall’’.
Sostanzialmente i due valori regolano un’altezza troppo bassa o buggano la medesima portando il sensore a non leggere più correttamente la superficie/mousepad.
Ad eccezione di ciò le altre impostazioni del software funzionano tutte al pari del mouse stesso.







In ultimo vi lasciamo anche un’immagine dell’interfaccia web che metterà a disposizione le medesime impostazioni del software installabile sul vostro PC.
Abbiamo eseguito per alcuni giorni i classici test per vedere come si comportava il mouse Attack Shark R2. Vediamo nel dettaglio le nostre impressioni.
Ergonomia
L’Attack Shark R2 con le sue dimensioni punta principalmente agli utenti con una mano medio piccola e relativi tipi di impugnatura (fingertip rilassata, claw grip). L’R2 grazie al suo peso e alla sua struttura offre un mouse impeccabile e confortevole.
La qualità dei componenti come gli switch ottici OMRON, del sensore ottico Pixart PAW3950 e degli altri switch a bordo del mouse offrono un’esperienza ottimale in qualsiasi utilizzo.
Unico neo è il design open che non lascerà scampo a polvere o sporcizia che potrebbe annidarsi all’interno. E’ importante dunque pulirlo di tanto in tanto per garantire il perfetto funzionamento e durabilità dello stesso.
Game

Per le prove in game abbiamo aggiornato i titoli e ci siamo soffermati su un unico titolo che è il nuovissimo Call Of Duty Modern Warfare III. Ringraziamo infinitamente e nuovamente Activision per la disponibilità dimostrata nel supportarci e fornirci il gioco completo.
In gioco l’Attack Shark R2 fa subito notare la sua estrema reattività e precisione data dal sensore ottico top gamma Pixart PAW3950. Anche salendo con il polling rate il feeling è nettamente migliore. Già a 2.000 Hz inizierete a notarlo. Inutile dirlo per 4.000 Hz e 8.000 Hz.
E’ importante anche ribadire e sottolineare che per raggiungere effettivamente queste ‘’velocità’’ si richiede un PC prestante e di ultima generazione (lato CPU in primis) oltre a giocare con DPI che partano da un minimo di 1.600 DPI a salire.
Se riuscirete a soddisfare questi requisiti noterete un feeling nettamente diverso che vi aprirà a determinati livello di gioco e stile di gioco una velocità e precisione considerevoli.
Autonomia
Arriviamo ora all’autonomia dell’Attack Shark R2. Purtroppo come qualcuno poteva o potrebbe immaginare l’autonomia di questa tipologia di mouse è il vero tallone d’Achille.
Infatti con una batteria da soli 300 mAh l’Attack Shark R2 fa segnare dati ‘’normali’’ per la tipologia ma che potrebbero non entusiasmare tutti. All’atto pratico l’Attack Shark R2 fa segnare circa una settimana con polling rate a 1.000 Hz che iniziano a scendere a circa quattro/cinque giorni a 2.000 Hz passando a circa due/tre giorni a 4.000 Hz e finire a solo un giorno e mezzo con polling rate a 8.000 Hz.
Come diciamo sempre questo è il prezzo da pagare per avere un mouse ultraleggero e con prestazioni al top.

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Attack Shark non è nuova sul mercato e solo noi da poco abbiamo deciso di iniziare ad analizzare qualche prodotto per voi (naturalmente quelli più appetibili/interessanti lato disponibilità/prestazioni).
L’Attack Shark R2 è il primo della nostra lista e come prima impressione non ci ha fatto rimpiangere la scelta. L’R2 è dotato di tutte le caratteristiche hardware e non per potersela giocare appieno con i modelli dei brand più conosciuti.
Switch ottici OMRON, sensore ottico Pixart PAW3950 da 42.000 DPI, peso ultraleggere, scocca in lega di magnenio. Questi sono solo alcuni tratti che vanta l’Attack Shark R2 per conquistarvi o provare a dargli una chance.
La perfezione non sempre esiste ed ecco che purtroppo a fronte di un hardware e di una elevata qualità dei materiali ciò che paga pegno è l’autonomia. Con una batteria da soli 300 mAh avremo vita breve se siamo avidi giocatori che vogliono le massime prestazioni in ogni frangente. Se però siete disposti a metterlo in carica ogni sera allora non avrete nulla di cui temere.
Ad un prezzo di 95 € su Amazon l’Attack Shar R2 splende di una luce diversa a fronte di quanto pocanzi detto. Se quindi l’autonomia è il vostro ultimo metro di giudizio e il resto delle specifiche/caratteristiche sono ciò a cui puntavate allora potrete farci sicuramente un pensierino e risparmiare sicuramente qualcosa rispetto ai modelli più famosi.
Pro
- Prestazioni
- Peso
- Lega di magnesio
- Set Grip Tape e piedini PTFE di ricambio
Contro
- Autonomia da 4.000 a 8.000 Hz
- Bug software
Si Ringrazia Attack Shark per il sample fornitoci
Tommaso Mele

