Alimentatore FSP Aurum CM Gold (AU-750M)

FSP-Aurum-CM-Series-Gold-750WIn questo articolo concentreremo la nostra attenzione su un nuovo alimentatore della ditta FSP, famosa per quanto riguarda appunto la produzione e progettazioni di interessanti PSU. L’alimentatore in questione fa parte della serie AURUM ovvero è dotato della prestigiosissima certificazione 80plus GOLD, il che significa che presenta un’efficienza davvero molto elevata. Conseguentemente a ciò presenta basse temperature di esercizio, rumorosità contenuta e ridotte dimensioni complessive.

 

 

 

 

 

Il gruppo FSP è stato fondato nel 1993. FSP è un grande produttore OEM/ODM taiwanese che costruisce adattatori, alimentatori per PC di normale tipologia ed a telaio aperto, alimentatori LCD TV, e molto altro ancora. E’ un gruppo talmente vasto che riesce a produrre fino a 1,5 milioni di alimentatori al mese in quattro fabbriche separate. I loro stabilimenti risiedono nella Cina continentale, mentre il reparto R & D si trova a Taoyuan / Taipei, Taiwan. Da un adattatore AC/DC grigio per il mercato OEM, ad un alimentatore modulare 1200W, FSP offre tutti i tipi di prodotti per diverse applicazioni e prezzi.

 

 

FSPlogo

 

 

La serie che analizzeremo oggi è la “AURUM”, una nuovissima linea della famiglia di alimentatori FSP conforme allo standard 80 PLUS Gold, caratterizzato da un’efficienza maggiore del 90%.

 

 

Riportiamo la presentazione realizzata da FSP per la serie AURUM:

 

La serie AURUM è una perfetta combinazione di alta qualità e di efficienza, il che rende la scelta ideale per coloro i quali cercano prodotti allo stato dell'arte della tecnologia e del rispetto per l’'ambiente. L’AURUM possiede un design elegante ed un’unica e robusta finitura ruvida che richiama il granito, il che rende l’ alimentatore veramente regale come nessun altro.

Con la tecnologia brevettata “MIA IC”, la serie AURUM fornisce le migliori prestazioni e la massima protezione al vostro sistema. Grazie a questa tecnologia gli alimentatori sono ora di dimensioni compatte, dotati di alta efficienza e a garanzia della massima protezione. Inoltre, la nuova ventilazione a forma di freccia fornisce una notevole aerazione, che gli consente performance di raffreddamento elevate, e prestazioni superbe.

 

“AURUM Series, Premium Power, Gold Standard”

 

 

Sempre della serie AURUM esistono due varianti (modulari e non) e 6 versioni:

  • AU-400
  • AU-500
  • AU-600
  • AU-700
  • AU-650M
  • AU-750M (La variante recensita oggi, modulare)

 

Gli alimentatori modulari appartengono alla serie Aurum CM.

 

Riportiamo il link alla casa costruttrice ed al prodotto in questione:

http://www.fsp-europe.com/

 

http://www.fsp-europe.com/aurumcm750.php

 

 


 

 

Caratteristiche tecniche principali

 

 

Elenchiamo le caratteristiche tecniche di punta

 

 

  • Certificazioni 750-WATT | ATX 2.3 | EPS 2.92 | SLI
  • Compatibile con le ultime CPU Intel/AMD
  • Supporta i processori di tipo Intel Core i7
  • Certificato ATI CrossFireX
  • Certificato 80 PLUS Gold | Efficienza > 90%
  • Ventola da 120mm PWM con Fluid Dynamic Bearing (FDB)
  • Sistema di cablaggio modulare
  • Sistema di cablaggio dei cavi Low Profile
  • 4 linee +12V di Output
  • Componenti di grado industriale
  • Condensatori Giapponesi con tolleranza fino a 105 °C
  • Fori di ventilazione proprietari a freccia
  • Finitura unica ruvida in stile “granito”
  • Colorazione near e design ricercato, con innesti dorati
  • Energy Saver in Standby @ 1-Watt
  • Certificazioni di sicurezza: CE, FCC, CB, UL, TUV

 

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Specifiche Tecniche e Datasheets

Riportiamo le specifiche tecniche dettagliate dell’unità:

 

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Riportiamo il link al datasheet ufficiale :

http://www.fspgroupusa.com/download/specs/AU-750M_SPEC.pdf

 


 

Confezione e bundle

 

La confezione esterna è quanto di meglio abbiamo mai ricevuto in redazione, per via del fatto che FSP stampa uno speciale involucro esterno per ogni modello. Di grandi dimensioni, ottimamente rifinita e curata fin nel minimo dettaglio, è davvero ben fatta, il che significa che fin da subito ci si rende conto della cura riposta in questo modello, e del suo segmento di appartenenza enthusiast. Presenta un’ottima descrizione dell’unità, assieme ad un gran numero di specifiche di funzionamento. La scatola si suddivide in un rivestimento di cartone nero interno, opaco, ed un’altro a scorrimento esterno che funge da vetrina espositiva, con colorazione nera, sfumature dorate e finitura lucida. Nella parte inferiore sono riportate le informazioni dettagliate in ben 25 lingue, tra cui ovviamente anche l’italiano. Le colorazioni della confezione rispecchiano immediatamente anche quelle interne, dato che l’alimentatore stesso si presenta con le medesime tonalità.

 

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Posteriormente invece sono presenti le specifiche di alimentazione, con i voltaggi, la corrente ed il carico totale combinato che quest’unità è in grado di gestire, assieme a delle icone intuitive che ne spiegano i punti di forza. La confezione interna è ottimamente imballata e l’alimentatore è inserito all’interno di un vano ricavato da due distanziatori cartonati che contengono il bundle dell’unità. E’ presente il cavo di alimentazione ed i connettori modulari, assieme al manuale di installazione.

 

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Il manuale, seppure di piccole dimensioni, è curato e pratico.

 

All’interno della confezione troveremo :

  • l’alimentatore
  • kit di viti per il fissaggio
  • fascette per il cablaggio
  • adesivo con marchio FSP
  • manuale di installazione e guida al prodotto
  • cavo di alimentazione dedicato
  • connettori modulari

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Aurum 750-M, analisi pt.1

 

 

Tra le caratteristiche più interessanti del nuovo FSP Aurum 750M, ovviamente c’è la famosa certificazione 80 Plus Gold, che permette a quest’unità di alimentazione un’efficienza davvero elevata, maggiore dell' 90% al 50% del carico. In merito ai benefici di questa caratteristica sappiate che ci sarà un consumo energetico minore quindi un minore costo della corrente elettrica alla fine del mese, un’operatività più silenziosa dovuta al minore calore generato, ed infine la consapevolezza di avere un prodotto decisamente più rispettoso delle problematiche ambientali inerenti allo spreco di energia elettrica. Certo, data la tipologia dei materiali utilizzati nel mercato dell’high-tech non possiamo definire questi prodotti “green-oriented”, ma di certo il fattore dell’efficienza è un buon passo avanti in questa direzione

 

Analisi dell’esterno

 

Il design dello chassis è  uno dei punti di forza di questo modello in quanto è curatissimo; la scocca è di colore nero con elementi dorati e presenta una finitura porosa, molto particolare al tatto; quest’ultima è una tecnologia proprietaria di FSP e risulta estremamente resistente a tagli, graffi ed impronte digitali. Nella parte centrale inferiore è presente la classica struttura forata con griglia di protezione per la sottostante ventola da 140mm, foro necessario per il pescaggio dell’aria, però sono presenti elementi caratteristici ed innovativi, tra cui griglie laterali di aerazione ed un bordo dorato molto accattivante, teso a risaltare la grande efficienza di questo modello.

 

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Di ottimo livello la finitura e non sono presenti sverniciature o deformazioni. Stesso dicasi per la parte laterale interna, dove possiamo trovare le connessioni modulari proprietarie, sottili e dal facile inserimento; come unico appunto siamo però dell’idea che sia bene uniformare questa tipologia di connessioni, al fine di favorire l’inserimento di altri cavi standard qualora fosse necessario, o qualora vadano perduti quelli originari. La mancata standardizzazione in molti casi può essere più un problema che un fattore positivo per l’utenza finale, comunque è decisamente apprezzabile lo sforzo costruttivo ed innovativo. Posteriormente quindi troviamo i connettori di alimentazione supplementari ed i cavi di alimentazione saldati, che conferiscono una modularità parziale all’alimentatore. Gli attacchi dei cavi addizionali sono piatti, invece dei soliti modelli a 6 Pin, il che porta ad un ingombro contenuto.

 

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Per quanto riguarda la parte posteriore esterna, invece, sono presenti semplicemente delle forature d’aerazione caratterizzate dal motivo “arrow-flow” proprietario di FSP, poi è presente la classica presa d’alimentazione della 220V e l’interruttore di accensione, di dimensioni standard quindi non maggiorato. Lateralmente, su di una vite, c’è uno sticker che segnala la perdita della garanzia della casa produttrice qualora dovesse essere rimosso o forato, per permettere lo smontaggio della scocca o l’eventuale sostituzione della ventola in dotazione, cosa presente nella quasi totalità degli alimentatori attualmente in commercio. Lo sleeving dei cavi, seppure lasci scoperta la parte terminale,  è di ottima fattura e le maglie sono molto fitte, a differenza di altri modelli della concorrenza, dove invece può capitare che si rovinino facilmente. A fine corsa è presente del materiale termorestringente e la corsa dei cavi scoperti dallo sleeving è corta, quindi coloro i quali apprezzano anche l’estetica di questa parte, rimarranno tutto sommato soddisfatti.

 

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La grandezza complessiva è ridotta, per via della grande efficienza dell’unità, è stato quindi possibile utilizzare un dissipatore passivo di ridotte dimensioni, e rendere l’unità compatibile con cabinet decisamente piccoli.

 

Lunghezza cavi

Abbiamo già riportato la tabella con le lunghezze dei cavi ma sappiate che la lunghezza minima è 55cm, più 15cm per ogni altro connettore secondario; questo permetterà di raggiungere facilmente tutte le periferiche del nostro sistema, anche nel caso di cabinet molto grandi. Data la presenza di molti connettori da 6+2(8 PIN) e 6PIN, molex e connettori di alimentazione SATA, sarà possibile alimentare un sistema davvero molto potente, come vedremo. Scontato il supporto a soluzioni Dual GPU molto potenti, anche se per quanto riguarda un potenziale SLI di GTX480/580 ci permettiamo di consigliarvi modelli dal wattaggio e dagli amperaggi leggermente superiori. Con questo alimentatore potrete tenere, senza il minimo problema un ottimo SLI di GTX 570, assieme ad una potente CPU anch’essa overcloccata. Di seguito una tabella con tutti i relativi cavi installati nativamente e quelli che possiamo aggiungere con il sistema modulare.

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Modularità

Di buon livello la modularità, anche se alcuni marchi concorrenti permettono addirittura lo smontaggio, tramite connettori modulari, persino della presa a 24pin di alimentazione, del connettore PCI-E16X e del connettore di alimentazione della scheda madre ausiliario, da 4/4+4PIN. Ottima anche la tipologia di connettori modulari, sono piatti e robusti, oltre ad essere molto flessibili. Possono agevolare la procedura di cablaggio data il ridotto spessore.

 

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Aurum 750-M, analisi pt.2

 

Quali sono gli aspetti chiave che ci portano a valutare positivamente un alimentatore rispetto ad un’altro modello? Indubbiamente la componentistica interna, che avrà serie ripercussioni sulla sua efficienza, sulla stabilità dei voltaggi sotto carico e sulla stabilità dell’unità a lungo termine. Oltre a questo è molto importante anche il sistema di dissipazione dell’unità, che sarà anche un chiaro indizio della qualità costruttiva e della sua efficienza. E’ molto importante anche il numero di Ampere che possono fornire le rail da 12V, singole o combinate che siano. Secondo la specifica ATX 2.3 attualmente vigente non è possibile andare oltre 20A di corrente su ogni singola rail, quindi i produttori generalmente riportano i singoli amperaggi su ogni canale. In altri casi, viene specificato che invece è presente un’unica rail con un quantitativo di Ampere maggiore di 20, caratteristica particolarmente apprezzata dagli overclocker.

Generalmente è possibile misurare questo discorso contando il numero di shunts direttamente sul PCB dell’alimentatore stesso, in quella parte dove vengono saldati i connettori da +12V. In molti casi ad esempio succede che il produttore voglia produrlo come multi-rail, ma poi solo successivamente convertirlo in un singolo canale, tramite una semplice saldatura inferiore ed interconnessione. Bisogna anche vedere in che modo è regolata, se presente, la protezione Over Current Protection (OCP), insomma sono molti i fattori di valutazione di un determinato modello. Procesiamo quindi all’analisi dell’FSP Aurum Gold 750M per cercare di comprenderne tutti i segreti.

 

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ATTENZIONE: Ricordiamo che la procedura di rimozione della scocca comporta la rottura del sigillo di garanzia, invalidando quest’ultima. L’apertura quindi è altamente sconsigliata a meno che non sia scaduta la garanzia e che sia necessario cambiare la ventola, o eseguire direttamente riparazioni o misurazioni (da effettuare solo da personale esperto e qualificato).

 

Ora analizzeremo le varie componenti dell’alimentatore in questione quindi procediamo per ordine.

L'alimentatore utilizza un chip proprietario marcato FSP; questa soluzione permette di modulare la potenza da 350 fino ad 800 watt di carico quindi ci si potrebbe aspettare che questa serie di alimentatori possa essere estesa fino a coprire tutte queste fasce di consumo energetico. In questo modello vengono realmente utilizzati condensatori giapponesi, precisamente la serie KZE della ditta United Chemi-Con. L’alimentatore presenta quattro canali da +12V ognuno ma all’atto pratico è come se ci fosse una singola linea della +12V, appunto single rail. Generalmente ogni componente dell’alimentatore viene fissata sul PCB in tre diverse fasi, mediante del materiale simile a colla a caldo, che potete vedere nelle fotografie. Come primo passo vengono incollati nel PCB inferiori le componenti principali, dopodiché il PCB stesso verrà capovolto affinché si possano saldare le componenti precedentemente incollate tramite una macchina saldatrice, specifica per questo scopo. Senza questa accortezza il processo sarebbe molto più complesso e le componenti evitano di cadere per effetto gravità.

Primario : comparti di filtrazione delle EMI ed RFI

 

 

Seguendo idealmente il percorso effettuato dalla corrente all’interno dell’Aurum 750M, come prima cosa troviamo il sistema di filtraggio delle emissioni emettromagnetiche e radio, precisamente l’EMI/RFI Transient Filter. Il PCB è molto piccolo, come lo sono i dissipatori installati nell’unità. Posizionato necessariamente dietro all’ingresso della corrente AC include due condensatori ad Y (che hanno il compito di eliminare le interferenze tra ciascuna linea e la massa), assieme allo scarico a terra chiaramente visibile al lato, ed un core ferritico che è collegato ai cavi di potenza. Questa configurazione continua sul PCB con ben due condensatori ad X (che hanno il compito di eliminare le interferenze tra le due linee di alimentazione AC) oltre a ben tre induttori toroidali, dove però non è presente un varistore (MOV, Metal Oxide Varistor) ovvero sostanzialmente una resistenza voltaggio-dipendente, che protegge l’alimentatore ed il sistema da picchi di voltaggio provenienti dalla rete elettrica esterna; FSP specifica però che la tecnologia MIA IC, presente sull’unità, offre comunque un sistema di controllo della OVP quindi non c’è nessun problema. Ricordiamo che se un alimentatore non è dotato di un MOV nell’EMI/RFI Transient Filter si dovrebbe sempre utilizzare il proprio sistema con un gruppo di continuità (o UPS), che agirà da filtro a protezione dei picchi di voltaggio, che potrebbero danneggiare seriamente non solo l’alimentatore stesso ma anche l’intero sistema! Di solito questa componente viene rimossa per ragioni di costo di produzione, e progettazione, il che significa che saremo davanti ad un modello il cui fine ultimo, se vogliamo, non è certamente l’appartenenza ad una fascia elevata di prodotti. In questo caso, data la presenza del MIA IC, non possiamo fare altro che essere pienamente soddisfatti, anche perché per quanto riguarda il resto c’è una grande abbondanza di componenti secondarie.

 

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Primario : switch primario e bridge rectifier

 

Nel primario, ovvero dove la corrente in AC è convertita in DC con un voltaggio maggiore, troviamo due induttori. Prima del condensatore c’è un piccolo induttore. Altre volte, oltre a questo c’è anche un termistore usato con PFC attivo che limita ulteriormente l’aumento di corrente improvviso, specialmente nella switching-phase dell’alimentatore, dove il condensatore è scaricato completamente. In questo caso non sembra però che sia presente il termistore. In questa sezione [Ei1] risiede l’Active Power Factor Correction, altresì detta APFC, ovvero un convertitore AC/DC che controlla la corrente fornita all’alimentatore mediante un controller PWM; questo convertitore viene a trovarsi successivamente al bridge e fondamentalmente separa il voltaggio DC in piccoli pacchetti ad impulsi costanti. Sono stati utilizzati due MOSFETs di switching, assieme ad un diodo, ed è presente un condensatore Rubycon (390μF, 450V, 105°C, MXG series), quindi anche in questo caso giapponese e di ottima qualità. Come controller PFC/PWM è stato utilizzato il modello FSP6600. Purtroppo non sono presenti datasheet specifici quindi non possiamo commentarne le caratteristiche. Dalla sigla possiamo facilmente ipotizzare che è realizzato da FSP stessa.

 

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Secondario : output rectifier e meccanismi di protezione

 

Nel secondario è usato un design sincrono così che è possibile generare i +12V mediante MOSFETs (IRLB3036) e le rail minori sono generate da un convertitore DC-DC ; questo design permette la sostituzione dei diodi con transistor, portando ad un incremento dell’efficienza. Questi transistor sono controllati da un chip proprietario FSP, chiamato FSP6601 e sempre nel secondario è presente anche il circuito integrato WT7579, fatto apposta per FSP ; questo chip controlla OVP, OTP, UVP,  e ben quattro OCP, una per singola rail della +12V quindi è confermata la presenza delle quattro linee separate. Sempre nel secondario sono presenti condensatori giapponesi della famosa ditta Chemi-Con, certificati fino a 105°C.

 

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La topologia utilizzata è la Active Clamp Reset Forward, che offre un’efficienza elevata ma entro un certo valore di consumo, dopodiché non riesce a mantenere gli stessi standard qualitativi di altre tipologie.

 

Sono molti quindi i meccanismi di protezione utilizzati :

  • Over Voltage Protection
  • Over Current Protection, una per ogni rail da +12V
  • Over Temperature Protection
  • Under Voltage Protection

 

 

Meccanismi di dissipazione, ventola e rumorosità

 

L'alimentatore è raffreddato da una ventola della Protechnic Electric MGA12012HF-A25, con tecnologia Fluid Ball Bearing, ed una velocità nominale di 2400 RPM. Le altre caratteristiche tecniche sono 12V, 0.45A, 84.8 CFM, 37 dBA a pieno regime ed infine un peso pari a 155g. La rumorosità dell'alimentatore dipenderà dal carico dell’aliemntatore stesso e vedremo quanto potrà incidere quest’elevata velocità di rotazione.

 

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Aurum 750-M, analisi pt.3

 

Cosa dire invece in merito al discorso efficienza? Oltre alle prestazioni nella stabilità dei voltaggi, questo fattore è di fondamentale importanza per il contenimento dei consumi energetici e per l’abbassamento dei costi della bolletta elettrica. Quando la richiesta energetica aumenta, l'efficienza dei dispositivi diventa molto significativa in quanto ad esempio, a fronta di una potenza in uscita di 700 watt, un alimentatore con l'80% di efficienza ne richiede dalla rete eletrica circa 875W. Con un’efficienza pari al 60%, la richiesta energetica raggiunge 1250W !

 

Oltre a far risparmiare elettricità bisogna sapere che l'energia non utilizzata è convertita in calore quindi minore sarà l’efficienza e maggiore saranno le temeprature all’interno dello chassis, a parità di dissipazione. Costruire un alimentatore molto efficiente comporta anche la creazione di sistemi di dissipazione meno articolati e complessi, quindi un ottimo alimentatore sarà anche meno rumoroso di uno avente un’efficienza minore, sempre a parità di ventola utilizzata. Anche la vita dell’alimentatore sarà influenzata da questo discorso, per via delle temperature delle singole componenti, ad ogni modo è un discorso di relativa importanza data la lunga vita, in MTBF, delle più comuni componenti utilizzate nei moderni sistemi.

Linee da +12 V ed efficienza

 

Il produttore afferma che l'alimentatore ha quattro linee +12V ed abbiamo riscontrato che è effettivamente così, con ciascuna rail avente una corrente massima di 18 ampere. Infatti, sono presenti ben quattro shunt nel PCB posteriore ed è presente una ripartizione del carico bilanciata, con le ultime due rail della 12V per le schede grafiche. Si consiglia di connettere i cavi della scheda video tramite due connettori di alimentazione PCIe separati.

 

FSP afferma che  siamo dinanzi ad un valore di efficienza molto elevata, oltre il 90% con un carico elevato, in full load. Un valore decisamente ottimo, che è di circa il 10% distante, in senso positivo, da quello che è il comune ed attuale standard di progettazione.  Di fondamentale importanza è il valore relativo all’efficienza a bassi wattaggi (entro i 100W), di poco inferiore all’83%, ovvero un risultato davvero ottimo dato che in molti altri casi è ben inferiore; questo significa che sarà adatto a sistemi con bassi carichi di lavoro. Nulla da segnalare per quanto riguarda potenziale instabilità, difetti di progettazione o pecche strutturali, anche se nei commenti del test riporteremo un appunto.

 

Ora una domanda: quali sono le caratteristiche tecniche più importanti che vi porteranno ad optare per un modello di un alimentatore invece di un altro? Indubbiamente il rapporto prezzo/prestazioni, poi semza ombra di dubbio l’efficienza, la rumorosità sotto carico, gli amperaggi sulla linea da 12V, l’affidabilità complessiva, il raffreddamento (che però è correlato al rumore), ed ultimo ma non per importanza la stabilità dei voltaggi sotto carico. L’insieme di questi valori porta un alimentatore ad essere un’ottima scelta, nel tempo; una componente che tende ad essere sottostimata durante la fase di assemblaggio di un PC. Al contrario l’alimentatore è una parte fondamentale, che vi permetterà appunto di alimentare sistemi potenti, possibilmente con stabilità e silenziosità. Nell’evoluzione degli alimentatori, nel corso degli anni la linea da +12V è cresciuta costantemente, per far fronte alle grandi richieste di corrente, prima proprie solo della CPU ed ora prevalentemente delle schede grafiche dedicate. In questo caso siamo dinanzi ad un ottimo prodotto che nel complesso di certo non potrà deludervi.

 

 

Rumorosità e temperatura

 

Le temperature non superano i 50 gradi quindi siamo entro il range di specifica dell’unità. Cosa dire però in merito alla rumorosità ? Dopo aver accesso l’alimentatore la ventola gira poco sotto ai 1000RPM e sale di poco superato un carico inferiore ai 100W. Gli RPM crescono linearmente in base al carico ed abbiamo riscontrato una rumorosità elevata con carichi elevati. In sostanza non possiamo certamente considerarlo un alimentatore silenzioso, al contrario fa parte della categoria opposta; ci chiediamo per quale ragione non sia stata utilizzata una regolazione della velocità della ventola non lineare, forse l’esigenza di contenere le temperature – si veda nel rispetto delle specifiche tecniche certificato persino entro i 50 gradi centigradi – ha prevalso sulla silenziosità. A voi il dilemma: avere una soluzione qualitativamente molto elevata, indipendentemente dalla temperatura ambientale oppure averne una potenzialmente problematica ma con una rumorosità minore? Al massimo del carico l’alimentatore si fa sentire molto, per il resto riteniamo che il livello di rumorosità complessiva si attesti su livelli medio-alti. FSP utilizza una ventola da 120mm con Fluid Dynamic Bearing. Questa tipologia permette una lunga vita alla ventola ed è apprezzabile rispetto alle classiche tipologie a sleeve bearing.

 

Montaggio

 

Riportiamo la procedura consigliata di installazione:

 

Rimuovere dalla scocca l’alimentatore già installato. Procedere come segue:

  1. Spegnere il PC. Scollegare il cavo di alimentazione dell’alimentatore dalla presa e l’alimentatore.
  2. Scollegare tutti i cavi collegati alla scocca del PC (p.e. tastiera, mouse ecc.).
  3. Aprire la scocca del PC (per ulteriori informazioni fare riferimento al manuale della scocca del PC).
  4. Scollegare tutti i cavi di collegamento tra l’alimentatore e gli altri componenti del PC (p.e. scheda madre,  dischi rigidi, unità, ventole ecc.).
  5. Rimuovere le viti di montaggio che collegano l’alimentatore e la scocca del PC e rimuovere con attenzione l’alimentatore dalla scocca

 

Installazione della PSU nella scocca del PC:

1.  Inserire il PSU nella scocca del PC e posizionarlo contro la staffa dell’alimentatore sul lato posteriore della scocca.

2.  Avvitare l’alimentatore all’alimentatore dall’esterno utilizzando le viti fornite. Fare attenzione a non coprire la ventola/aperture di ventilazione del PSU

Riportiamo anche il manuale:

 

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Inoltre, se fosse necessario contattare direttamente FSP:

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Nota: tutti i connettori sono progettati in modo da evitare errori e connessioni errate. Se non si riesce a collegare il connettore femmina al connettore maschio dell’unità o periferica, verificare se entrambi i connettori sono collegati nella direzione corretta.

 

Non forzare il collegamento del connettore femmina nel connettore maschio nella direzione errata, né modificare gli elementi dei componenti, poiché in questo modo si danneggia l’alimentatore e l’hardware. La garanzia non copre i danni dovuti all’uso non corretto.

 

 


 

Sistema e metodologia di test

Abbiamo deciso di testare l’alimentatore installandolo in un nostro sistema di test per verificare il comportamento in un caso reale, quindi soffermandoci su diverse situazioni ipotetiche che troverete nel vostro sistema: stiamo mettendo in piedi una procedura di test rigorosa, tramite un simulatore di carico dedicato ed un oscilloscopio per l’analisi di diversi elementi interessanti ai fini dei test, purtroppo non ancora ultimata, quindi dobbiamo ricorrere necessariamente ad una simulazione di carico tramite un personal computer, analizzando varie situazioni che ci permetteranno di verificare il consumo, l’efficienza, il PFC e la stabilità dei voltaggi. Verranno anche effettuati una serie di test per quanto concerne i bassi livelli di carico, al fine di verificarne l’efficienza; questo è particolarmente importante quando il PC è in IDLE con i sistemi di risparmio energetico attivati. Come software di test è stato utilizzato prime95, per mandare sotto carico la CPU e Furmark invece per quanto riguarda la GPU. Le misurazioni in Volt sono state effettuate tramite l’analisi diretta grazie ad un multimetro professionale.  Sono stati rilevati i valori della tensione sulle varie linee verificandone la stabilità e poi ne è stata analizzata l’efficienza complessiva.

 

Di seguito le specifiche della nostra piattaforma.

 

sistema_di_prova

 

Abbiamo scelto di utilizzare come CPU un Core i7 920 revisione D0 e due GTX 480 in configurazione SLI, in modo da stressare in modo opportuno l’FSP Aurum 750M. Come strumentazione abbiamo utilizzato un multimetro per l’analisi dei voltaggi sulle tre rail e di un misuratore di potenza per determinare il carico assorbito alla presa ed il fattore di potenza. Sono stati utilizzati diversi settaggi, alle seguenti frequenze di lavoro:

 

parametri_cpu

 

 

 


 

 

Risultati del test e rumorosità

 

In questo capitolo prenderemo in esame alcuni dei fattori fondamentali per un’alimentatore, l’efficienza e la stabilità sul canale dei 12V, quindi tutto ciò che riguarda la stabilità delle tensioni per la scheda madre, la CPU ed infine la scheda grafica. Al fine di darvi un giudizio complessivo migliore, anche riguardo l’efficienza dell’unità, vi riportiamo il test effettuato dall’azienda Plug Load Solutions, test che ne ha permesso la certificazione 80 plus presso l’organizzazione 80plus.org, ente che certifica tutti gli alimentatori immessi nel mercato.

 

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I valori di efficienza riportati nella seguente tabella sono stati ottenuti per interpolazione dai risultati del test 80 Plus e sono pertanto a titolo indicativo. Tutti gli altri valori sono stati rigorosamente misurati in fase di test.

 

Riportiamo qui il risultato dello stress test:

 

 

regolazione_voltaggio

 

Abbiamo testato l’FSP Aurum 750M ben oltre le sue potenzialità raggiungendo in piena stabilità un carico pari a circa il 110% della potenza dichiarata. Al variare del carico tutti i valori di tensione rispettano lo standard ATX, che impone tensioni stabili nel range di +/- 5% (0.6V per la linea a 12V). La regolazione dei voltaggi in configurazione SLI non è di certo tra le migliori tra quelle che ci potevamo aspettare. Possiamo comunque ritenerci pienamente soddisfatti dell’unità, perlomeno perché ricordiamo che è stata utilizzata una configurazione a doppia scheda video NVIDIA GTX 480 OC, overloccata e con voltaggio superiore rispetto al design reference. Il fatto che riesca a reggere una configurazione del genere è certamente un segno dell’ottima qualità complessiva, dato che la maggior parte delle schede video attualmente in commercio consumano molto meno. In configurazione singola scheda la tensione sui 12V non ha mostrato invece variazioni di sorta. D’altra parte, il valore nominale della tensione non è l’unico parametro per valutare la bontà di un alimentatore. Il ripple e gli spike nei transitori sono altri parametri importanti da prendere in considerazione; anche se non abbiamo potuto misurare direttamente questi valori, da precedenti test emersi in rete il comportamento dell’FSP Aurum Gold 750M è decisamente positivo.

Davvero ottimo il valore del PFC il che significa che l’efficienza è appunto molto elevata, soprattutto a carichi contenuti.

 


 

Conclusioni

 

argento

 

Prestazioni 4 stelle

Ottima efficienza e qualità complessiva, regolazione dei voltaggi un po’ lacunosa

Prezzo 4 stelle Elevato, ma parametrato alla concorrenza
Design 4,5 stelle Esteticamente davvero curato
Layout Interno 4 stelle C’è margine di miglioramento, comunque non ci sono problemi, condensatori di tipo giapponese a 105°C
Bundle 4,5 stelle Ottimo e completo
Ventola 3,5 stelle - Copia 2

Buona qualità, ma la regolazione della velocità di rotazione poteva essere migliore

Montaggio 4 stelle nulla da segnalare se non gli ottimi cavi in dotazione
Complessivo 4 stelle  

 

Nel complesso possiamo ritenerci soddisfatti dell’FSP AURUM 750W in quanto è riuscito a superare il nostro stress test. E’ dotato di ottime caratteristiche tecniche e sebbene presenti qualche incertezza nel design interno, si è rivelato essere nel complesso un’ottima unità di alimentazione, capace di tenere a bada configurazioni decisamente non ordinarie. Il design è ottimo, come il prezzo di vendita, se paragonato alla tipologia in questione ovvero un alimentatore dall’elevatissima efficienza sotto carico. Anche il valore del PFC è molto elevato e quindi ve ne consigliamo l’acquisto se siete particolarmente attenti ai consumi. In merito alla rumorosità c’è da dire che potrebbe creare qualche noia a carichi elevati, ma è dotato di una ventola che ha una vita molto elevata (120.000hrs), con tutti i benefici del caso. Non è consigliato ai puristi del silenzio.

Il prezzo di circa 135€ ci sembra adeguato alle caratteristiche offerte, in linea con prodotti della stessa tipologia offerti dalla concorrenza.

 

PRO

  • Certificazione 80plus GOLD
  • un ottimo alimentatore per un sistema ad elevato consumo energetico
  • modulare
  • ottimi cavi in dotazione
  • 5 anni di garanzia

 

CONTRO

  • Regolazione dei voltaggi poco curata: decrementi consistenti di tensione ad alti carichi.

 

Si ringrazia FSP per il prodotto fornitoci in test.

Trinca Matteo