Marvel Tokon: Fighting Souls, La Recensione

Marvel Tokon si conferma un altro piccolo capolavoro dei picchiaduro ad opera dei supereroi di Arc System Works. Sia il gameplay che il lato tecnico/artistico rappresentano lo stato dell'arte su Playstation 5.

BrandMarvel Tokon: Fighting Souls
ModelloPlaystation 5 e PC
94su 100
storm

Fra artigli, raggi laser e ragnatele

 Ci sono licenze che sembrano fatte apposta per un picchiaduro e quella Marvel è certamente una di queste: decenni di eroi, villain, superpoteri e rivalità condensati in personaggi che, per loro stessa natura, non possono non darsele di santa ragione in un buon videogame. MARVEL Tōkon: Fighting Souls abbraccia questa eredità con una sfida tutt’altro che semplice: raccogliere il testimone dei grandi crossover del passato senza vivere di nostalgia e senza limitarsi ad imitarli. A tentare l'impresa è la mai troppo osannata Arc System Works, software house che nel corso degli anni ha dimostrato una sensibilità quasi maniacale per il fighting game, (basti pensare alla magnifica serie Guilty Gear o a Dragon Ball FighterZ). Il risultato è un titolo che prende la formula del tag team e la reinventa attraverso squadre da quattro combattenti. La prima sensazione, controller alla mano, è quella di trovarsi davanti a un gioco estremamente spettacolare, quasi esuberante, ma sotto la superficie c'è un sistema costruito con maggiore attenzione di quanto la sua immediatezza possa far pensare. È proprio questa doppia anima a rappresentare la sua caratteristica più interessante: Tōkon vuole conquistare chi non ha mai affrontato seriamente un picchiaduro, ma allo stesso tempo lascia intravedere, match dopo match, un livello di complessità destinato soprattutto agli esperti del genere.

man

La fusione perfetta fra il fumetto occidentale ed il Manga!

Se c'è un aspetto nel quale Tōkon mette immediatamente al tappeto la concorrenza, è la direzione artistica. Arc System Works porta qui, all'estremo, quella particolare estetica anime/cel-shading già affinata nei suoi lavori precedenti, ma la fonde con l'immaginario Marvel in maniera sorprendentemente naturale. I personaggi sono tutti fantasticamente reimmaginati e caratterizzati attraverso l’incredibile stile della casa nipponica. Sembrano illustrazioni bidimensionali che hanno improvvisamente acquisito volume e movimento: linee nette, colori saturi, ombre marcate, animazioni super espressive e caratterizzate, ed una quantità impressionante di effetti visivi costruiscono combattimenti che sembrano esplodere direttamente fuori da un fumetto. La cosa più riuscita, però, non è semplicemente la qualità tecnica dei modelli, quanto il modo in cui ogni eroe viene interpretato attraverso il movimento. Spider-Man è tutto agilità, acrobazie e imprevedibilità; Captain America trasmette fisicamente la solidità del suo stile di combattimento; tempesta sembra trasformare l'intero schermo in un'estensione dei propri poteri, mentre personaggi più eccentrici come Ms. Marvel fanno di ogni attacco un piccolo spettacolo animato. Anche le arene sono ricche di dettagli e contribuiscono alla sensazione di assistere a uno scontro realmente “Marvel”. Su PS5 il colpo d'occhio è notevole e soprattutto stabile: la fluidità diventa fondamentale in un gioco nel quale una frazione di secondo può determinare la riuscita di una parata o l'avvio di una combo. Il comparto tecnico non si limita ad essere “bello da vedere”: dà finalmente a questi personaggi una forma visiva originale, ma coerente, personale e riconoscibile. E quando quattro combattenti entrano contemporaneamente in scena, tra raggi, esplosioni, effetti di velocità e cambi di prospettiva, Tōkon raggiunge una dimensione quasi cinematografica.

def

Superpoteri allo stato dell’arte

 Il vero cuore dell'esperienza è naturalmente il combattimento, e qui Arc System Works compie la scelta più importante: quattro personaggi per squadra, ma un solo combattente è realmente sotto il controllo diretto del giocatore. Gli altri aiutano con gli assist, e con la possibilità di sostituire l’eroe titolare, creando una struttura che conserva la velocità del classico tag fighter, ma riducendo quella sensazione di caos che spesso può allontanare i neofiti. È nel sistema di combattimento che MARVEL Tōkon: Fighting Souls smette definitivamente di essere un semplice “picchiaduro Marvel” e trova una propria identità. La struttura 4 contro 4 potrebbe far pensare a un'esperienza caotica, quasi ingestibile, ma Arc System Works ha costruito il sistema proprio attorno all'idea opposta: dare al giocatore la sensazione di controllare un solo combattente alla volta, lasciandogli però a disposizione un'intera squadra come estensione delle proprie possibilità offensive e difensive. Si comincia infatti con il personaggio principale e un solo compagno disponibile come assist, mentre gli altri membri della squadra vengono progressivamente sbloccati durante lo scontro attraverso determinati eventi, come i cambi di arena, i Wall Break e altre condizioni legate all'andamento del combattimento. È una soluzione brillante perché impedisce che il match esploda immediatamente nel caos: la battaglia cresce insieme al roster, passando gradualmente da uno scontro relativamente leggibile a una vera guerra supereroistica nella quale entrano in gioco tutti e quattro i componenti della squadra. A rendere ancora più particolare la formula c'è la barra vitale condivisa: i quattro personaggi non possiedono barre indipendenti, ma sottostanno tutti alla stessa. Questo elimina una delle dinamiche tradizionali dei tag fighter, ovvero la possibilità di mandare “a riposo” un personaggio ferito per recuperare energia, per spostare l'attenzione sulla gestione del combattente attivo e sulle risorse dell'intero team.

kiyi

La vera chiave tattica, come anticipato, è la barra degli assist, il sistema attraverso il quale i singoli combattenti diventano realmente una squadra. Nello specifico gli assist non sono semplici comparse chiamate sullo schermo per eseguire una mossa e sparire: occupano ruoli differenti e possono essere utilizzati per aprire la guardia, interrompere un attacco, controllare lo spazio, prolungare una combo o preparare il cambio del personaggio. La posizione assegnata ai membri della squadra determina inoltre il tipo di intervento: alcuni sono più efficaci con attacchi a distanza, altri nelle situazioni antiaeree, altri ancora nel combattimento ravvicinato. Da qui nasce una componente di team building molto più importante di quanto possa sembrare inizialmente. Una squadra composta da quattro personaggi fortissimi individualmente non è necessariamente una buona squadra: bisogna capire come far dialogare i loro strumenti. Wolverine, per esempio, è naturalmente portato verso un combattimento aggressivo e ravvicinato, fatto di pressione continua e capacità di mettere l'avversario alle corde; affiancargli un personaggio come Iron Man significa invece aggiungere un controllo dello spazio completamente differente, fatto di proiettili e attacchi a distanza. È questa complementarità a trasformare la selezione del roster in una parte vera e propria della strategia. E quando si impara a richiamare un assist nel momento esatto in cui l'avversario sta per reagire, trasformandolo immediatamente in un cambio di personaggio e quindi in una nuova combo, il sistema comincia a mostrare quella profondità tipica dei migliori giochi di Arc System Works. La barra della salute condivisa e la barra degli assist aggiungono un ulteriore livello strategico: non basta sapere quale personaggio utilizzare, bisogna anche capire quando effettuare il cambio con un compagno e soprattutto come costruire una squadra nella quale le caratteristiche dei quattro membri si completino a vicenda. Il sistema delle combo automatizzate, inoltre, rende l'ingresso nel gioco particolarmente morbido e permette anche a chi non conosce la grammatica dei picchiaduro di ottenere rapidamente risultati spettacolari; ma è proprio qui che si nasconde una delle sfumature più interessanti di Tōkon: l'accessibilità non coincide con la superficialità. Man mano che si abbandonano le combinazioni automatiche e si comincia a studiare il comportamento dei singoli personaggi, emergono timing, gestione dello spazio, assist, risorse e possibilità di estendere e diversificare le combo, che cambiano radicalmente il modo di giocare. I 20 personaggi disponibili al lancio offrono inoltre una varietà sufficiente a costruire squadre molto differenti, e soprattutto sono molto ben caratterizzati e diversificati ludicamente. Se è vero che il gioco dà il meglio di sé nel multiplayer sia locale che online, è pur vero che gli Arc System non hanno trascurato il giocatore singolo. La Modalità Episodio, (la classica modalità storia), racconta le dinamiche tra le varie squadre, mentre allenamento, tutorial, modalità arcade ed Arcadia Rumble completano un buon pacchetto che vuole essere venire incontro ai giocatori solitari. È proprio il multiplayer, però, a rappresentare il vero banco di prova: Tōkon sembra progettato per essere osservato, studiato e giocato per mesi, non semplicemente completato e riposto sullo scaffale dopo la modalità storia.

gg

Da Grandi licenze derivano grandi responsabilità

Tirando le somme, MARVEL Tōkon: Fighting Souls è un picchiaduro solido ed ottimamente riuscito e confezionato, e sorprende soprattutto perché riesce a essere molto più del facile fan service. Il suo pregio più grande è l'identità: non tenta di diventare Marvel vs. Capcom  con una nuova interpretazione grafica, ma prende quella tradizione e la porta verso una concezione più moderna, accessibile e fortemente influenzata dalla scuola del picchiaduro nipponico by Arc System Works. La grafica è spettacolare, le animazioni sono tra le migliori e più fluide mai viste in un fighting game dello studio. Anche il roster è sufficientemente vario e il sistema 4 contro 4 possiede una personalità precisa. La curva di apprendimento è studiata con intelligenza: si può iniziare premendo pochi pulsanti e divertendosi immediatamente, ma dietro quella semplicità esiste un gioco tecnico e profondo, che chiede progressivamente di essere scoperto. Non è però un'esperienza perfetta. L'enorme quantità di effetti e personaggi contemporaneamente presenti sullo schermo può talvolta rendere l'azione difficile da leggere, soprattutto nelle situazioni più concitate; e chi cerca un'esperienza single player più corposa, lunga e tradizionale potrebbe trovare il contenuto meno generoso rispetto a quello di uno Street Fighter VI, ad esempio. Rimane inoltre la domanda, inevitabile per un picchiaduro moderno, su quanto sarà supportato nel tempo attraverso nuovi personaggi e contenuti. Ma sono difetti che non intaccano il risultato complessivo. Tōkon ha qualcosa che molti giochi su licenza inseguono senza mai raggiungere: sembra innanzitutto un ottimo videogioco e soltanto dopo un ottimo videogioco Marvel. Forse è proprio questa la sua vittoria più importante. Per qualche ora ci si dimentica la fama dei personaggi, si smette di pensare a fumetti e film e di inizia semplicemente a combattere. Poi arriva il momento in cui Spider-Man vola attraverso lo schermo, Storm scatena una tempesta, quattro eroi concatenano una combo e tutto esplode con stilosi effetti speciali. Ed è difficile, in quel momento, non fomentarsi come quando si era bambini.

thyju

✓ Pro

  • Lato artistico e reinterpretazione dei personaggi Marvel eccezionale
  • Gameplay solido, divertente e spettacolare, ma anche profondo e tecnico
  • Buon roster e contenuti

✗ Contro

  • A volte può risultare caotico con tutti i personaggi e gli effetti su schermo
  • Si poteva fare qualcosina in più per le modalità single player

Verdetto Finale

Marvel Tokon si conferma un altro piccolo capolavoro dei picchiaduro ad opera dei supereroi di Arc System Works. Sia il gameplay che il lato tecnico/artistico rappresentano lo stato dell'arte su Playstation 5.

94/100
Gold AwardEditor's Choice