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L'Italia tra i grandi del supercomputing

Roma - C'è anche il Belpaese nel gruppo dei 15 stati europei che hanno firmato un memorandum of understanding che porterà allo sviluppo di infrastrutture di supercomputing condivise utilizzabili da centri di ingegneria e ricerca dei singoli paesi.
La firma, che dà corpo al programma PACE, ovvero Partnership for Advanced Computing in Europe, coinvolge anche Austria, Svizzera, Francia, Germania, Finlandia, Norvegia, Svezia, Olanda, Polonia, Spagna, Portogallo, Grecia, Turchia e Regno Unito.

L'idea fondante del nuovo centro di supercalcolo previsto dall'accordo è quello di consentire l'utilizzo condiviso delle risorse di più di un supercomputer, con i costi, stimati in 400 milioni di euro, che saranno coperti da tutti i paesi coinvolti. La stessa Unione Europea ci metterà del suo.

L'accordo, spiega la European Science Foundation (ESF) protagonista di questa iniziativa, rappresenta un balzo in avanti per la ricerca europea.

"L'high performance computing e i relativi servizi di rete - ha dichiarato Thibaut Lery di ESF - sono diventati essenziali, non più una opzione, per le ambizioni delle comunità della ricerca. Investire nella ricerca e sviluppo in questo settore è un elemento chiave per l'innovazione e dovrebbe essere utilizzato come pietra fondante della crescita della conoscenza e della produttività in Europa".

Si tratta di una iniziativa tutt'altro che isolata e rientra nel programma LINCEI che associa ricercatori e Unione Europea nell'individuare le forme che la scienza del computing prenderà nei prossimi 10-20 anni. Per la fine dell'anno è prevista la pubblicazione di una strategia che indicherà la via a livello europeo.

 

Fonte: PuntoInformatico