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Consumatori alla carica della telefonia mobile

Milano - Le associazioni dei consumatori non staccano gli occhi dal mercato della telefonia mobile: la convinzione diffusa è che tutte le iniziative commerciali recentemente varate dagli operatori siano finalizzate al recupero del mancato introito derivante dall'abolizione dei costi di ricarica. E tirano ripetutamente la giacchetta alle Authority affinché vigilino sui molti aspetti critici del settore.

"Il risparmio per gli utenti di telefonia cellulare ottenuto con l'eliminazione dei costi di ricarica sarà presto riassorbito dalle manovre degli operatori" avverte Altroconsumo, che incalza: "Qualche esempio concreto: la modifica, con rincari di circa il 20%, di un intero piano tariffario - è il caso di Wind - o l'introduzione di nuovi servizi a pagamento attivati all'insaputa degli utenti". È palese il riferimento a quanto ripetutamente segnalato sul passaggio forzoso degli utenti del piano tariffario Wind 10 all'offerta Wind 12, così come ai servizi dei messaggi vocali di cui si è parlato nel corso della settimana.

Il contegno mantenuto da Wind viene messo all'indice anche dal Codici che, allineato alle dichiarazioni di Altroconsumo, commenta: "Siamo di fronte ad un adeguamento tariffario che permetterà di ammortizzare il mancato introito dei costi di ricarica".

"Questo comportamento è scorretto e vessatorio, un sopruso - afferma Carmine Laurenzano, responsabile ufficio legale del Codici - giustificato dall'art. 2.4 del contratto di fornitura di servizio che permette modifiche unilaterali delle condizioni tariffarie. Una volta comunicate al cliente, questo si trova di fonte un aut aut: accettarle o recedere dal contratto. Una clausola vessatoria, insomma, che la società sta sfruttando ora che non potrà più incassare gli utili dei costi di ricarica". Codici invita quindi gli utenti del piano tariffario Wind 10 a rivolgersi all'associazione, al numero 06.5571996, per chiedere la revoca del provvedimento: "Impugneremo la clausola del contratto di fornitura del servizio in sede giudiziaria se necessario, affinché gli utenti non siano in balìa di unilateralismi vessatori e contrari ai principi di correttezza e buona fede" annuncia Ivano Giacomelli, segretario nazionale dell'associazione.

Il beneficio portato dal decreto Bersani, secondo Altroconsumo, rischia di essere solo transitorio: "È ciò che succede - spiega - quando si tenta di correggere gli abusi congiunti di posizione dominante con decreti, invece che con interventi sanzionatori da parte delle Autorità di controllo, sugli operatori che ignorano trasparenza e concorrenza. Se l'Agcom e l'Antitrust abdicano al proprio ruolo di regolatori del mercato, parte la rincorsa al recupero del fatturato, in un far west dove l'unica regola è spennare il consumatore. Si è persa infatti ogni traccia di tempi certi sulla portabilità del numero, o della sistematica e gratuita restituzione all'utente del credito residuo alla scadenza della SIM".

L'associazione sollecita quindi le Authority ad esercitare il proprio compito di vigilanza ed intervenire: "Se anche gli altri operatori - osserva - realizzassero manovre come quella di Wind, ci troveremmo di fronte a un'ipotesi di collusione lesiva delle norme antitrust". Altroconsumo illustra quindi la sua nuova iniziativa, il servizio sos tariffe telefoniche: "Una consulenza personalizzata su contratti, tariffe, bollette e convenienza dei servizi telefonici". Da oggi e sino a fine marzo, giuristi ed esperti di tariffe risponderanno al numero 02.6961517 alle richieste dei consumatori sul fronte telefonia.

Sul sito dell'associazione è inoltre possibile consultare due tabelle, che mostrano i costi telefonici per due profili di utenza sui quattro operatori mobili italiani "con differenze, tra un operatore e l'altro, che possono toccare il 15%".

Fonte: PuntoInformatico