Venerdì, Lug 2020

Week 23 - Le notizie della settimana dal mondo Linux

coding intro

Un inizio di giugno all’insegna di Linux

Linus Torvalds vs Balbir Singh

Al centro del dibattito un importante bug che affligge alcune CPU Intel e che viene definito “Snoop-assisted L1 Data Sampling”. Senza scendere troppo nei dettagli tecnici questo bug consente, in determinate situazioni, di prelevare alcuni dati direttamente dalla cache L1 di un determinato Core. La soluzione proposta da Singh, ingegnere di AWS (Amazon Web Server) per risolvere il problema era quella di svuotare la cache L1 ad ogni salvataggio dello stato delle attività dei Core, pagando lo scotto di un peggioramento delle prestazioni. La risposta di Torvalds non si è fatta attendere definendo questa idea "un qualcosa che va al di là della stupidità” e spiegando nel dettaglio le motivazioni del suo dissenso, peraltro condivisibili. Intel cercherà di porre rimedio a questa spiacevole situazione che comunque non dovrebbe interessare i piccoli utenti. 

La regola degli 80 caratteri

Windows y Linux Reclu IT

Districarsi fra centinaia o migliaia di righe di codice, come quelle presenti ad esempio in un Kernel Linux, può non essere semplice. La situazione si complica ulteriormente se pensiamo a Software Open Source dove collaborano e contribuiscono centinaia di persone. Per questo motivo, nel tentativo di standardizzare il più possibile la scrittura e la manutenzione del codice, sono nate negli anni una serie di regole e consuetudini condivise da tutti i programmatori. Una di queste è quella degli ottanta caratteri per riga. E’ questo infatti il limite massimo, rispettato ancora oggi, per ogni singola riga di codice. Un tempo, quando i monitor avevano risoluzioni molto inferiori a quelle a cui siamo abituati oggi, questa pratica garantiva sicuramente una migliore leggibilità ma ora, che abbiamo raggiunto addirittura il 4K, comincia ad apparire anacronistica. A farlo notare è stato Linus Torvalds in persona, principale sviluppatore del Kernel Linux:

“ I line break eccessivi sono MALE. Causano problemi reali e quotidiani [...] chi decide di utilizzare un terminale a 80 colonne dovrà convivere con gli accapo automatici. E’ molto semplice”

Con queste parole Torvalds abolisce di fatto, quantomeno nella stesura del codice del Kernel Linux, una regola ormai superflua.

Linux in orbita con SpaceXmicrosoft open source company

Gli astronauti della NASA Bob Behnken e Doug Hurley hanno raggiunto qualche giorno fa la Stazione Spaziale Internazionale a bordo della capsula Crew Dragon di SpaceX, prima azienda privata ad ottenere questo risultato. 

Una parte del merito di questa impresa va sicuramente riconosciuto anche a Linux, presente sia nel razzo Falcon 9 che sulla stessa Dragon. Una versione molto semplice di Linux supportata da tre processori dual-core X86 è stata infatti sufficiente a fare entrare SpaceX nella storia dei viaggi aerospaziali.

Mentre questo semplice sistema basato su Linux e scritto in C/C++ si rivela estremamente affidabile per il demultiplexer multiplexer di comando e controllo della stazione (C&C MDM), per il normale lavoro di tutti i giorni, gli astronauti possono contare su un HP ZBook 15s con Debian Linux , Scientific Linux e Windows 10 che viene utilizzato principalmente per la posta elettronica, il web, e divertimento. La nave dispone poi di un'interfaccia touchscreen che viene visualizzata utilizzando Chromium e JavaScript. In caso di malfunzionamento sono disponibili pulsanti fisici per controllare il veicolo spaziale . 

Un grande risultato per un Kernel nato quasi per gioco nella cameretta di uno studente universitario e pronto oggi ad accompagnarci persino nella conquista dello Spazio.

 

 Lenovo ha detto sì

chromebook logo

 

La Multinazionale Cinese ha annunciato in questi giorni che presto tutte le sue Workstation saranno certificate per l'utilizzo di due importanti distribuzioni Linux. Le macchine desktop ThinkStation e i portatili ThinkPad P Series saranno quindi distribuite anche preconfigurate con Ubuntu LTS o Red Hat Enterprise Linux, eliminando così tutte le difficoltà dovute ad una installazione da parte degli utenti finali, portando grandi benefici anche ad amministratori e aziende. 

Stando ai dati forniti da Lenovo i PC venduti ogni anno su cui è installato un sistema operativo Linux sono 7,2 milioni, il 2,87% del parco informatico totale. Un dato rilevante, anche dovuto alla crescente diffusione negli ambienti accademici e scientifici, che ha convinto l’Azienda a puntare su due delle principali Distribuzioni Linux.

 

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