Martedì, Apr 2021
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Sanity of Morris - Il Provato della Demo

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Sanity of Morris è un horror psicologico in prima persona sviluppato da Alterego Games e pubblicato da SickyLock Studios. Interpreteremo Jonathan “John” Morris, che si reca nella cittadina di Greenlake a seguito di un messaggio ricevuto da suo padre, un ricercatore che si occupa di studiare gli alieni. Quando John arriva, però, non solo suo padre non è in casa, ma finisce per venire immischiato in eventi che non riesce a spiegarsi.

Appena aperta la demo del gioco, dopo i titoli di testa, veniamo catapultati nel menu: una macchina che avanza in una strada poco illuminata fa da sfondo, accompagnata da una musica piuttosto ansiogena, al titolo del gioco in alto a sinistra e ai semplici tasti new game (a cui si aggiunge un semplice continue che ci permetterà di caricare l’ultimo checkpoint), settings e quit game. Girovaghiamo un po’ per le opzioni, che saranno rappresentate da fogli sovrapposti alla rinfusa divisi solo da targhette colorate; dato che qui le uniche cose che spiccano sono l’assenza della lingua italiana e della possibilità di mettere il gioco in finestra senza bordi, torniamo alla macchina che non si è mai fermata (notando anche che, al posto del guidatore, manca un corpo fisico che guidi il veicolo) e iniziamo la nostra avventura.

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La macchina senza guidatore e la musica ansiogena continuano a fare da sfondo, ma questa volta alla voce di John che ci introduce alla trama: suo padre Hank, un ricercatore dell’istituto di ricerca locale, gli ha chiesto di raggiungerlo a Greenlake dopo anni di lontananza, per condividere con lui una misteriosa scoperta. Ma Greenlake è una cittadina isolata dove gli incidenti capitano facilmente: un furgoncino bianco, infatti, lo sperona, facendolo andare fuori strada. John si salva per miracolo, uscendo indenne dall’auto in fiamme e nascondendosi dai misteriosi assalitori, che sembrano proprio volerlo morto.

Non appena prenderemo il controllo di John dovremo muoverci in mezzo ad alberi bui col solo ausilio di una torcia, alla ricerca della casa paterna. L’atmosfera horror è molto ben rispettata, almeno all’inizio del gioco; la musica ripetitiva e i suoni ambientali randomici diventano, però, ben presto fastidiosi e invasivi, facendo velocemente perdere mordente all’atmosfera generale.

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La demo continua all’interno della casa dove, sempre con la fedele torcia in mano e l’ausilio di un taccuino, John deve cercare di capire dove sia suo padre o cosa gli sia successo. Anche in questo caso, la musica e i suoni ambientali, uniti a jumpscare randomici, riescono a mantenere l’atmosfera solo inizialmente: girare per la casa, infatti, azionerà dei piccoli eventi che solo in un primo momento metteranno paura, diventando presto ripetitivi e prevedibili. Il ritmo di gioco, inoltre, viene spezzato dalle lunghe cassette registrate dal padre – e che saremo costretti ad ascoltare ogni volta che si faranno partire, non potendo mettere in pausa la voce per leggere semplicemente la trascrizione del discorso – e dai numerosi documenti sparsi per il livello, senza contare le diverse spiegazioni di John riguardo la propria vita.

Anche gli enigmi, in realtà, non sono reali enigmi: all’interno della casa verrà richiesto di trovare una combinazione, ma sarà l’unico rompicapo degno di nota del livello, la cui vera difficoltà sta solo nel ricordarsi di guardare in ogni area dell’abitazione. Il tutto venendo inseguiti da un misterioso fumo colorato (che cambierà tonalità variando tra rosso, nero e viola) il quale si trasformerà in una qualche creatura che, però, non risulterà come una minaccia: anche andandogli addosso, infatti, l’essere semplicemente sparirà in un’altra nuvola di fumo. I veri nemici di John saranno dei misteriosi militari vestiti di verde (la cui ricetrasmittente è misteriosamente udibile da John stesso) che vorranno ucciderlo per un motivo sconosciuto. La loro I.A., però, non è particolarmente evoluta: capiterà di passargli davvero vicino senza che loro si accorgano della sua presenza.

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Purtroppo, la demo dura davvero poco e non permette di testare appieno le potenzialità del gioco; sicuramente, Sanity of Morris è un titolo dalle premesse interessanti, ma che si rifugia troppo negli stereotipi del genere, non riuscendo nel suo intento se non nei primi minuti di gioco, pur con una grafica che risente di un basso budget ma tutto sommato piacevole. Pecca sicuramente di ingenuità, come nella spiegazione approssimativa delle meccaniche di gioco: non c’è un vero tutorial, ma i tasti base vengono descritti in sequenze su binari. Anche la torcia non viene del tutto spiegata: dovrebbe servire per mantenere la sanità mentale di John, che ha paura del buio, ma non solo questa meccanica non sarà da subito chiara, ma John stesso si farà prendere dalla sua fobia della notte anche nelle zone completamente illuminate. Lasciarlo totalmente alla mercé dell’oscurità, inoltre, non porterà al game over ma solo a una fastidiosa distorsione della visuale, e sarà sufficiente accendere la torcia per qualche secondo per tornare a vedere chiaramente.

In conclusione, la demo non lascia spazio a una più approfondita analisi del gioco, ma questa introduzione risulta nel complesso poco convincente. Nulla vieta che, andando avanti, Sanity of Morris possa riservare delle sorprese positive ed essere un titolo interessante; di sicuro, avrebbe bisogno di qualche accorgimento almeno nel livello iniziale, per riuscire a mantenere l’atmosfera ansiogena che, inizialmente, è capace di insinuare nel giocatore.

Sanity of Morris è disponibile su Steam, PlayStation 4 e Xbox One.

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