Venerdì, Lug 2020

In viaggio con gli Assassini

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Vi è mai capitato di immedesimarvi talmente tanto in un personaggio da sentirne nostalgia? A noi è capitato spesso. Sopratutto è capitato durante un ultimo viaggio a Firenze e Venezia. E se citiamo queste due città probabilmente avrete già capito di cosa stiamo parlando: Assassin's Creed II.

Una lama (celata) nelle emozioni

Ezio Auditore è un personaggio forte e carismatico, che in tutto il mondo ha lasciato un segno indelebile nella memoria di chi, pad alla mano, ha vissuto le sue avventure e dissaventure. Per noi italiani poi, il secondo capitolo della saga degli Assassini ha un valore particolare, data l'ambientazione che vive nella nostra amata Italia e nel suo periodo artisticamente più florido: il Rinascimento. Le emozioni che abbiamo vissuto durante le ore passate con lui, a far crescere la sua casa di Monteriggioni rendendola sempre più bella e ricca acquistando opere d'arte e ristrutturandola, ci hanno creato dentro un orgoglio patriottico incredibile: acquistare i quadri di Botticelli, Giotto e tutti gli artisti più famosi della nostra storia, ha riacceso in noi la passione per le nostre radici. Durante un viaggio a Firenze e Venezia è facile rammentarsi ogni momento del gioco e avere quasi la sensazione di potersi arrampicare davvero sulle mura di Palazzo Vecchio per raggiungere Giovanni Auditore nel torrino, per non parlare delle palpitazioni scatenate dalla visione di molte opere d'arte conservate ancor oggi negli Uffizi tanto che, per un fuggevole attimo, ci è sembrato di tornare nella galleria del Palazzo di Monteriggioni, quasi proprietari di qualcosa che in realtà appartiene al mondo intero. La cura della ricostruzione degli interni del Duomo di Firenze o della Basilica di San Marco o del Palazzo del Doge era all'epoca maniacale e ci ha fatto desiderare da piccoli ragazzini di visitarle. 

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Il passaggio del tempo

E ora che siamo più grandi dobbiamo tuttavia prender atto che gli ultimi giochi degli Assassini, per quanto siano più vari e variegati, non ci scatenano gli stessi sentimenti. Già dal terzo capitolo della Saga gli sviluppatori di Ubisoft non sono più stati capaci di scatenarci emozioni tali da farci "vivere" nel personaggio, quasi che il gioco stesso fosse una versione di Animus malfunzionante e sopratutto privo di quell'effetto Osmosi che molte volte durante il gameplay ha salvato la pelle ai personaggi del presente. Gli ultimi capitoli della Saga poi sono stati totalmente snaturati, diventando dei veri e propri giochi di ruolo e per quanto graficamente e strutturalmente ben fatti, sono fin troppo estesi per coinvolgere quella parte che ogni gamer ha dentro di se e si chiama anima, e purtroppo dalle prime notizie che ci arrivano neanche il nuovo capitolo, Assassin's Creed: Valhalla, porrà miglioramenti sotto questo punto di vista.

Per questo noi vecchia guardia del gaming ci teniamo stretti i primi capitoli della Saga: imperfetti, con sistemi di combattimento lenti e poco coinvolgenti, con poco sviluppo delle abilità del personaggio, magari con tanti bug grafici ma pieni, colmi, di emozioni.

 

 

 Raffaele "Ulell" Fasano

 

 

 

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