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Questa guida vuole essere d'aiuto qualora doveste acquistare un nuovo monitor LCD. Si forniranno indicazioni che aiuteranno ad orientarsi in questo campo, ed a capire quali caratteristiche dovrà avere il futuro monitor, secondo le proprie esigenze.

Esistono infatti diversi criteri di valutazione e qui di seguito elencheremo i principali.

 

1- Dimensione; ergonomia e wall mount;

2- Risoluzione; dot pitch; aspect ratio e mapping;

3- Contrasto e luminosità;

4- Tempo di risposta ed input lag;

5- Connessioni (VGA, DVI, HDMI e DispayPort) e protocollo HDCP;

6- Schermo opaco e lucido; angolo di visuale;

7- Tipi di pannelli;

8- Profondità colore;

9- LED vs CCFL;

10- Comprendere i risultati delle recensioni;

Edited by principe andry
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DIMENSIONE

 

La dimensione di un pannello LCD viene misurata in pollici ed indica la lunghezza della diagonale. Tale fattore è fondamentale quando si sceglie un monitor, infatti la dimensione del pannello (oltre al tipo di pannello) incide abbastanza sul costo finale.

Inoltre dovrà essere congruente con la normale distanza di utilizzo. E’ una questione soggettiva, ma nessuno userà un 27” a 40cm di distanza!!

Infine si ricorda che un pollice equivale a 2.54cm; questo ci dà un’indicazione dello spazio occupato sulla scrivania e potremmo escludere alcune dimensioni.

 

 

ERGONOMIA e WALL MOUNT

 

Alcuni monitor non permettono la minima regolazione. Altri invece, oltre a variare l’altezza, l’inclinazione e la rotazione, possono offrire la possibilità di ruotare lo schermo di 90° (pivot). Questa funzione, può tornare utile, se si vuole sfruttare in verticale, la maggiore risoluzione che abbiamo sull’asse orizzontale. E’ possibile ruotare il desktop, utilizzando un software fornito con lo stesso monitor, o tramite pannello di controllo della scheda video.

 

Se si vuole appendere il monitor al muro con un apposito sostegno, bisogna cercare tra le specifiche se lo stesso offre la compatibilità VESA.

 

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Edited by principe andry
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RISOLUZIONE

 

La risoluzione indica il grado di qualità di un'immagine. Generalmente si usa questo termine riguardo immagini digitali, ma anche una qualunque fotografia ha una certa risoluzione.

 

Nelle immagini su computer, la risoluzione indica il numero dei pixel, ovvero dei puntini elementari che formano l'immagine. Lo schermo di un computer non può mostrare linee o disegni, ma soltanto punti; se questi sono sufficientemente piccoli, tali da essere più piccoli della risoluzione percepita dall'occhio umano, l'osservatore ha l'impressione di vedere linee anziché punti allineati, e disegni anziché ammassi di puntini distinti.

 

Negli LCD, si consiglia sempre di impostare la risoluzione nativa. Una risoluzione inferiore, dovrà adattarsi su un pannello con più pixel (scaler), e questo causa una inevitabile perdita di qualità. Per esempio, in ambiente desktop, noteremo che i caratteri tenderanno a sfumare e di conseguenza non saranno ben definiti.

 

Nella seguente immagine, è possibile notare la differenza tra le più comuni risoluzioni dei monitor LCD.

 

i108960_risoluzione.jpg

 

DOT PITCH

 

Il dot pitch è la distanza, espressa in mm, tra i sub pixel dello stesso colore. Più è piccolo questo valore e più l'immagine sarà definita. D'altra parte, i caratteri e le icone in ambiente desktop, potrebbero risultare troppo piccoli e quindi poco confortevoli.

 

i99746_300px-dot-pitch.png

 

Nelle impostazioni di Windows è possibile modificare il valore dei DPI (Dots Per Inch, ovvero, punti per pollice) per variare la dimensione dei caratteri.

Valori del dot pitch, si possono valutare grazie alla tabella presente qui -> click

 

ASPECT RATIO e MAPPING

 

Per aspect ratio si intende il rapporto tra la lunghezza orizzontale e quella verticale del pannello. Questo rapporto, ci indica se il pannello è un 4:3, 5:4, 16:10 o 16:9. Per esempio il rapporto per la risoluzione 1920x1080 (comunemente detta fullHD) è pari a 1,7778 (1920/1080) ovvero 16:9 (16/9=1,7778). A volte, gli shop, sbagliano ad indicare il rapporto, quindi fate come appena indicato se avete qualche dubbio!!

La scelta va in base a preferenze personali ed in base all’utilizzo.

Per un uso video-ludico, è preferibile optare per un pannello da 16:9. I monitor quasi quadrati (5:4 o 4:3) vengono preferiti in genere in ambito lavorativo/desktop e non si trovano più grandi di 21”. I monitor con rapporto 16:10 riescono ad offrire un compromesso tra le due tipologie appena dette. Le bande nere orizzontali nella visione di film (che il formato è in 21:9) saranno un poco più spesse che nei 16:9, e la visuale ai lati, nei videogame, sarà lievemente inferiore, a prescindere dalla risoluzione. Di contro, hanno un aspetto più comodo in ambito desktop.

 

 

i102671_sc2-fov36k6.gif

 

 

L’argomento è strettamente correlato con il mapping 1:1, ovvero la capacità di restituire su schermo il reale rapporto inviato dalla fonte, senza alterarlo od adattarlo ad un rapporto diverso.

Facciamo un esempio; se avviamo un gioco con una risoluzione di 1280x1024 (5:4) su un monitor da 1920x1080 (16:9), l’immagine verrà stirata in orizzontale, in modo da utilizzare tutti i pixel. Questa interpolazione, oltre a deformare l’immagine causerà una perdita di qualità (come detto in “Risoluzione nativa”). Se il monitor ha questa funzione, otterremo sullo schermo, l’immagine con il giusto rapporto e con bande nere che occuperanno la parte non utilizzata. Nell’esempio citato, avremmo delle bande nere ai lati oppure intorno all’immagine. Nel primo caso, andremo a mappare solo l’aspect ratio, ma utilizzando un numero diverso di pixel. Nel secondo caso, utilizzeremo gli stessi pixel con cui è costituita l’immagine inviata; quindi avremmo anche bande nere in orizzontale per compensare la differenza di risoluzione e la qualità sarà superiore al primo caso (non c’è scaler).

Questa modifica può avvenire per via hardware o software. Nel primo caso, è una funzione del monitor e può essere utile qualora si voglia collegare una sorgente diversa dal PC che non invii un segnale congruente al tipo di risoluzione; per esempio, una console che invia in 16:9 collegata ad un monitor con un rapporto diverso. Nel secondo caso si può agire dal pannello di controllo della scheda video, oppure con un software come PowerStrip.

Edited by principe andry
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CONTRASTO e LUMINOSITA’

 

Il contrasto in un'immagine è il rapporto o differenza tra il valore più alto (punto più luminoso) e il valore più basso (punto più scuro) nell’immagine. Se aumenta tale differenza i valori più luminosi tendono al valore massimo (255) e i valori più scuri tendono al valore minimo (0). I valori intermedi non cambiano.

Nel caso di un immagine in "Bianco e Nero" aumentare il contrasto significa eliminare il "grigio intermedio".

 

Non prendiamo come parametro qualitativo questo dato dichiarato perché è fuorviante. Ad alcuni monitor (specialmente illuminati con lampade LED), vengono attribuiti valori del contrasto dinamico milionari (prendiamo con le pinze tali numeri), ed il risultato non è neanche invidiabile. Ad esempio, nella visualizzazione di un film, nelle scene buie, il pannello diventerà troppo scuro, e potremmo avere una perdita di definizione. Al contrario, se visualizziamo una scena luminosa, il monitor diverrà quasi accecante. Inoltre se nella stessa scena abbiamo una parte luminosa ed una scura, avremmo una perdita di una o dell’altra, a seconda di come varierà il contrasto.

Il contrasto dinamico, quindi, oltre che dai cristalli come il contrasto statico, dipende anche dalla luminosità. Basta disattivare una voce nel menù OSD (On Screen Display) del monitor per non avere variazioni di luminosità a seconda delle scene visualizzate.

Di contro, un contrasto statico elevato, migliora la visuale e risalta maggiormente le differenze tra le tonalità.

 

La luminosità è la densità dell’intensità luminosa. Si misura in candele su metro quadro (cd/m^2).

Nelle specifiche, questo può variare da circa 250 a 400 cd/m^2 che corrisponde al valore massimo nel menù OSD. A questo livello però tutti i monitor sono accecanti ed in genere viene settata una luminosità tale da avere circa 120 cd/m^2.

Edited by principe andry
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TEMPO DI RISPOSTA ed INPUT LAG

 

Il tempo di risposta, espresso in millisecondi (ms), è la somma del tempo per accendere un pixel (tempo di salita) e del tempo per spegnerlo (tempo di discesa). Se tale tempo è troppo lungo, le immagini in movimento appaiono con uno strascico (il classico effetto scia o ghosting). Attualmente, il tempo di risposta più breve tra i monitor LCD in produzione, è di 1 ms (gtg o g2g; gray to gray). Aumentando il contrasto e la luminosità si migliora la velocità di risposta perché aumenta la tensione fornita ai cristalli. Infatti, nei monitor (ma anche nelle TV) impostando la modalità game (se presente nel menù OSD del display), questi valori vengono impostati quasi al massimo.

 

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Non bisogna confondere il tempo di risposta con l’input-lag. Questo è il tempo (espresso anch’esso in ms) che intercorre tra il segnale proveniente al monitor (ovvero inviato dalla scheda video) e la visualizzazione dello stesso sullo schermo. Esso dipende dall’elettronica del monitor e può variare da 0ms ad anche più di 50ms.

E’ un dato a cui devono fare molta attenzione i videogiocatori più esigenti.

Solo i test ci possono fornire questo dato. Si tenga in considerazione che un ritardo di 16ms corrisponde ad 1 frame (fotogramma); per i giocati più esigenti si consiglia di scegliere un monitor che non sorpassi di molto questo valore.

 

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Edited by principe andry
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CONNESSIONI; VGA, DVI, HDMI e DISPLAYPORT

 

Si consiglia di non utilizzare alcun adattatore per il collegamento se non strettamente necessario. Questi potrebbero far notare una perdita di qualità.

 

VGA (D-Sub) ---------------------------- DVI ----------------------------------HDMI ------------------------- DisplayPort

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La connessione VGA (o D-SUB) utilizza un segnale video analogico. Questo collegamento è soggetto a possibili disturbi, raggiunge una risoluzione massima di 2048x1536 ed ha una profondità colore da 6bit (vedere “Profondità di colore”).

 

È consigliabile quindi interfacciare il monitor al PC, con la connessione DVI che non è soggetta a disturbi.

Questa interfaccia può essere sia analogica che digitale. Vediamo nel dettaglio:

DVI-A: trasporta un segnale unicamente analogico;

DVI-D: trasporta un segnale unicamente digitale; può essere Single Link o Dual Link. Il primo ha una risoluzione massima di 1920x1200 e profondità colore da 8bit. Il secondo, arriva alla risoluzione massima di 2560x1600, profondità colore a 10bit e supporta il 3D a 120Hz;

DVI-I implementa i segnali digitali ed analogici appena detti, mantenendo le caratteristiche del Single Link o Dual Link del DVI-D.

La velocità di trasmissione (bit rate) è di 3.96Gbit/s per il single link e di 7.92Gbit/s per il dual link.

 

La connessione HDMI è uno standard digitale (come la DVI-D) per segnali audio e video. La versione 1.3 ha come risoluzione massima 2560x1440 e la profondità di colore può arrivare fino a 16bit. La versione 1.4 aggiunge nuove funzioni, ma citiamo solo quelle strettamente correlate all’uso con il PC: risoluzione massima 4096x2160 e supporto al 3D.

In genere questa connessione è destinata all’uso di altre periferiche (console, lettori DVD/BD ecc) e se non è richiesto l’uso delle eventuali casse integrate del monitor è consigliabile usare la connessione DVI.

L’HDMI è compatibile con la DVI (digitale) ed è quindi necessario un semplice adattatore per passare da un’interfaccia all’altra. Non è possibile convertire il segnale digitale dell’HDMI in analogico tramite adattatore, ma bisogna utilizzare un convertitore.

Il bit rate è di 10.2Gbit/s.

 

La DisplayPort (DP) è un’interfaccia che si sta affermando sempre più, ed oltre al segnale video in digitale, trasporta anche l’audio. Per la versione 1.2, la risoluzione massima è di 3840x2400 a 60Hz o 2560x1600 a 120Hz e la profondità di colore arriva a 16bit.

Il bit rate della versione 1.0 è di 8.64Gbit/s (10.8Gbit/s con sovraccarico di codifica) e la 1.2 è da 17.28Gbit/s (21.6Gbit/s con sovraccarico di codifica).

 

PROTOCOLLO HDCP

 

Acronimo di High-bandwidth Digital Content Protection, è un sistema di protezione contro la copia del segnale audio e video. Il sistema è implementato sulle connessioni digitali (DVI, HDMI e DP) che inviano dati in alta definizione protetti da Copyright . Se uno dei dispositivi (il lettore DVD/BD, il monitor ecc) non dispone di tale protocollo non sarà possibile visionare un flusso video codificato con questo sistema.

Edited by principe andry
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SCHERMO OPACO e LUCIDO

 

Gli schermi possono essere lucidi (detti glossy o glare) oppure opachi. Molti schermi per notebook, oggi, sono lucidi. Uno schermo glare restituisce sicuramente un’immagine più brillante, anche troppo a volte. Il loro lato dolente è causato dagli inevitabili riflessi. Se nella postazione dedicata al monitor, si avrà un riflesso derivante da una forte fonte luminosa, come una finestra od una lampada, un monitor glare non è di certo consigliabile.

In caso contrario, la scelta rimane soggettiva.

Ci sono più "livelli" di opacità e anche i monitor lucidi non sono tutti uguali, i quali possono avere o meno un vetro di rivestimento frontale. In genere i monitor IPS sono quelli che hanno un rivestimento più "marcato", ma non mancano eccezioni. Il livello scende (ma ormai sono pressoché comparabili) per i monitor TN, mentre i VA e i PLS hanno un rivestimento, in genere, più leggero.

 

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ANGOLO DI VISUALE

 

L'angolo di visuale rappresenta l'angolo massimo tra la linea di vista e la perpendicolare allo schermo, oltre il quale la luminosità o la cromaticità dell'immagine risultano alterati.

Questo può variare da monitor a monitor, e comunque dipende totalmente dal tipo di pannello montato come vedremo più avanti.

 

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Edited by principe andry
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TIPI DI PANNELLI

 

Principalmente vengono utilizzati 3 diversi tipi di pannelli. La scelta del pannello giusto varia in funzione del monitor e dell'uso a cui è destinato:

 

TN: acronimo di Twisted Nematic. Offre un ottimo rapporto qualità-prezzo (sono i più economici), i migliori tempi di risposta (si arriva a 1ms), ma soffre molto dell'angolazione con cui si guarda il monitor: con lo sguardo perpendicolare al centro dello schermo i colori appaiono realistici, man mano che ci si sposta verso altre angolazioni lo schermo perde di contrasto ed i colori divengono distorti. Non è necessario arrivare ai 170° di angolazione per notare distorsioni come viene indicato nelle specifiche del monitor, ma basta molto meno; già poche decine di cm possono bastare per notare delle differenze (soprattutto in verticale).

 

Gli usi più indicati per questo pannello sono: hardcore gamer, visone di film, alcuni anche per grafica amatoriale e per chi non cerca particolari caratteristiche.

 

IPS: acronimo di In Plane Switching. Difficilmente soffre dell'angolo di visualizzazione; i colori restano vivi e accesi per ampie angolazioni. In genere costa di più dei pannelli TN ed offre un tempo di risposta superiore.

Esistono varie versioni e le più comuni sono: S-IPS (Super), E-IPS (Enhanced), H-IPS (Horizontal) e P-IPS (Performance).

L’E-IPS (non e-IPS) migliora l’S-IPS per quanto riguarda la rapidità e l’angolo di visuale. L’e-IPS è una versione economica dell’H-IPS ed ha angoli di visione minori.

L’H-IPS riduce la dispersione di luce, ha un aspetto meno brillante, ma migliora il contrasto.

Il P-IPS ha la stessa struttura dei pixel dell’H-IPS, ma ne aumenta la trasmittanza.

In questa categoria, benché siano di una propria a parte, aggiungiamo i PLS di Samsung (S-PLS e AD-PLS) e gli AHVA di AU Optronics. Queste soluzioni hanno comportamenti pressoché analoghi agli IPS di LG Display e si offrono come alternativa.

 

Gli usi più indicati sono: soft/hardcore gamer, visione di film e grafica professionale o semi-professionale. Alcuni monitor non hanno nulla da invidiare in termini di rapidità a molti TN, in più offrono i vantaggi della qualità ed angoli di visione indubbiamente superiori.

Le versioni economiche sono vendute a prezzi non molto lontani dai TN, il che li rende molto competitivi.

 

VA: acronimo di Vertical Alignment, è stata la prima versione, ma ora troviamo pannelli decisamente migliori.

MVA: Multidomain Vertical Alignment. Gli angoli di visione sono migliori dei TN, ma non rispetto agli IPS. Non sono pannelli molto rapidi, ma offrono un ottimo livello del nero.

P-MVA e S-MVA: le lettere P ed S stanno rispettivamente per Premium e Super. Questi migliorano la velocità di risposta rispetto al pannello MVA, restando tuttavia inferiori ai pannelli TN. Mantengono le stesse caratteristiche del MVA (buoni colori, anche se inferiori agli IPS, ma hanno un nero molto profondo).

AMVA: Advanced-MVA. Migliora l’angolo di visione (rimanendo inferiore agli IPS) ed offre un elevato valore del contrasto statico. Tuttavia, la velocità di reazione non è ai livelli dei migliori TN o IPS. La profondità del nero, rimane un punto forte.

PVA: Patterned Vertical Alignment. Sviluppato da Samsung come miglioramento del pannello MVA. Grazie all’overdrive migliora il tempo di reazione, rimanendo inferiore ai TN. Ha un ottimo contrasto e profondità del nero. Migliora anche l’angolo di visione rispetto ai pannelli MVA.

S-PVA: Super-PVA. Introduce la funzione “Magic Speed” per migliorare il tempo di risposta del PVA. Migliora anche l’angolo di visione.

cPVA: in pratica una versione economica del pannello S-PVA.

 

Si consigliano questi pannelli in ambito professionale, semi-professionale e per la visualizzazione di film. Il tempo di reazione non è ottimo, ma può essere sufficiente per un giocatore occasionale o con game non frenetici. Anche per questa tecnologia troviamo più fasce di prezzo.

Edited by principe andry
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PROFONDITA’ COLORE

 

La profondità di colore è legato al numero di colori che può riprodurre uno schermo. Più saranno i colori riprodotti, migliore e più ampia sarà la resa cromatica.

I pannelli TN principalmente utilizzano 6 bit per colore RGB (o 18bit; 6x3), il che permette di riprodurre 262.144 colori. Grazie al dithering o alla funzione FRC (Frame Rate Control), si riescono a raggiungere i 16,2 milioni di colori. Queste tecnologie “simulano” altri colori per migliorare le sfumate che altrimenti non verrebbero apprezzate.

Tradizionalmente i pannelli VA ed IPS sono da 8 bit (o 24bit; 8x3); questo vuol dire che riescono a riprodurre ben 16,7 milioni di colori senza l’ausilio di varie tecnologie. Versioni economiche di questi pannelli, generalmente, sono da 6 bit.

 

Esistono pannelli TN da 8bit (o 10bit LUT), ma il prezzo più elevato, fa preferire altri tipi di pannelli (VA/IPS).

I pannelli da 10 bit (o 30bit; 10x3) invece riescono a riprodurre 1,07 miliardi di colori!! Da dire che un pannello da 8 bit è più che sufficiente per tutti gli utilizzi, e quelli a 10 bit rimangono indicati solo per chi deve fare lavori grafici professionali. Inoltre, per poter sfruttare i pannelli da 10 bit, occorre che anche il resto del sistema (il software, la scheda video, il driver ed il collegamento tramite connessione Display Port, DVI Dual-Link o HDMI 1.3/1.4) lavori a 10 bit. Alcuni pannelli da 10bit sono in realtà da 8bit con la funzione AFRC.

Con l’ausilio di alcune tecnologie (LUT, Look Up Table) si possono ottenere anche pannelli da 12 o 14 bit.

 

Il colour banding è il classico problema della rappresentazione inaccurata dei colori. L'immagine seguente ne dimostra l'effetto.

 

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Edited by principe andry
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LED vs CCFL

 

Iniziamo con il dire che i monitor (o TV) LED, non sono nient’altro che degli LCD con retroilluminazione a LED (Light Emitting Diode) invece che con lampade a catodo freddo (CCFL, Cold Cathode Fluorescent Lamps).

 

 

CCFL ------------------ LED Edge ---------------- FULL LED

i102675_ccfl-led-edge-full.png

 

 

I LED possono essere di 2 tipi: w-LED edge e LED RGB.

Attualmente la stragrande maggioranza dei monitor retroilluminati a LED sono del primo tipo. Questi w-LED (w sta per white) sono posizionati solo ai bordi del pannello (edge), e la luminosità viene distribuita verso il centro tramite delle canalette (se questo sistema non è ben congeniato l’uniformità ne risentirà). Proprio tale configurazione può causare il classico fenomeno definito clouding. Da precisare che tale fenomeno è prerogativa dei pannelli LCD, ma in questo caso l'utilizzo dei LED potrebbe accentuare questo effetto.

Questo tipo di lampada non permette una gamma estesa; infatti, queste, coprono il 68% dello spazio colore NTSC.

Non contengono mercurio (inquinante, se disperso nell’ambiente), permettono la realizzazione dei monitor dal design molto sottile, hanno consumi e costi di produzione bassi. Per queste ragioni sono molto utilizzati sui portatili.

 

I LED RGB sono costituiti dalle terne dei colori rosso, verde e blu. Il gamma in questo caso è molto elevato e può superare il 114% dello spazio colore NTSC. I costi sono molto elevati e questa tecnologia è presente (per il momento) solo nei monitor destinati alla grafica professionale di alto livello.

 

Le lampade CCFL invece sono disposte lungo l'intera lunghezza del pannello ed il loro numero può variare. Le prime lampade CCFL consumavano di più delle lampade LED, ma ora le più recenti sono molto più parsimoniose (in genere in linea con le lampade LED). Le prime coprivano il 72% della gamma, mentre quest’ultime possono arrivare al 102%.

 

 

i102676_edge-led-ccfl.jpg

Edited by principe andry
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  • 2 years later...

Comprendere i risultati delle recensioni

 

Nelle recensioni che stiamo svolgendo riguardo ai monitor, riportiamo diversi grafici e tabelle che vanno ad analizzare le prestazioni e capacità di riproduzione offerte dal prodotto.

I primi grafici che vengono proposti sono: copertura gamut, curva gamma, temperatura del bianco e fedeltà cromatica.

Gamut

La rappresentazione della copertura dello spazio colore è affidata proprio al diagramma delle cromaticità, ovvero al gamut! L'estensione di questo diagramma, CIE 1931, raffigura quello che l'occhio è in grado di visualizzare. Sono stati ideati successivamente degli standard di riferimento all'interno di questa "campana", ma noi considereremo i principali: sRGB e Adobe RGB. Senza dilungarsi troppo, una copertura dello standard sRGB è più che sufficiente per la maggior parte degli utenti, mentre solo chi lavora con spazi colori estesi, come i grafici e fotografi, ricercano monitor che offrono una copertura estesa, ovvero wide gamut (Adobe RGB).

 

Curva gamma

L'esponente gamma è definito come la correzione della trasformazione del segnale, non lineare, dalla sorgente alla risposta del monitor. Per una maggiore comprensione fate riferimento a quanto riportato nella guida del programma Datacolor qui di seguito riproposta. Il nostro punto di riferimento è di 2,20, mentre nel mondo MAC il valore è di 1,80.

 

In pratica, la risposta tonale influisce principalmente sulla luminosità dei semitoni e dei quarti di tono delle immagini visualizzate.

Valori gamma elevati (ad esempio 2,2) comportano la visualizzazione delle immagini con una quantità superiore di contrasto e saturazione del colore, generalmente accompagnata da una perdita di dettaglio per quanto riguarda le ombreggiature. Valori gamma inferiori (ad esempio 1,8) comportano la visualizzazione delle immagini con una quantità inferiore di contrasto e saturazione del colore e una quantità di dettagli maggiore per quanto riguarda le ombreggiature. Le applicazioni con gestione del colore regolano automaticamente il valore gamma del monitor, mostrando risultati simili in un intervallo di scelte per i valori gamma. L'opzione Gamma 2,2 consente di ottenere una tonalità che viene percepita in modo uniforme.

 

Temperatura del bianco

Il punto di bianco è un valore che identifica il colore del bianco riprodotto sullo schermo. Il valore che più si avvicina alla luce meridiana è quello di 6500K, che è il punto di riferimento nelle nostre recensioni. Se la temperatura è più bassa, il bianco tende a virare verso il giallino (tonalità più calda), mentre se il valore è maggiore, il bianco tende verso il blu (tonalità più fredda).

 

Fedeltà del colore

È ovviamente importante che la riproduzione sia accurata, tanto più a seconda dell'applicazione svolta. Quando la differenza tra il valore inviato dalla scheda video e quello riprodotto dal monitor, Delta-E, è inferiore a 3, il risultato è accettabile, se è inferiore a 2 il valore è buono e se è minore di 1 la riproduzione è molto accurata. Un'elevata accuratezza potrebbe non essere importante per tutti; ad esempio, in ambito gaming qualcuno potrebbe preferire tonalità più sature, anche se meno fedeli. È il caso di alcuni preset disponibili nel menù OSD del monitor, come visto per il FORIS FG2421 o modelli simili.

 

Nelle tabelle in cui riportiamo il confronto tra i monitor testati, andiamo ad analizzare la risposta ottenuta dal prodotto sia con le impostazioni di fabbrica e sia dopo l'avvenuta calibrazione.

Come riportato nei capitoli precedenti, si vuole avere una luminosità del nero che sia la più bassa possibile, per ottenere di riflesso anche un contrasto statico molto elevato, a parità di luminosità; si ricorda che il contrasto non è altro che la luminosità del bianco diviso la luminosità del nero.

Mettere in vendita un monitor con una fedeltà cromatica molto buona, o anche precalibrato, è indubbiamente un punto a favore per il prodotto, che non costringe l'utente a dover provvedere all'acquisto di una sonda colorimetrica o a modifiche dei parametri per ottenere una riproduzione soddisfacente. Noi mettiamo a disposizione i profili colore generati dalla sonda Datacolor Spyder4 per i monitor testati e che trovate al seguente link con le istruzioni per l'installazione.

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