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  1. Tra gli strumenti utilizzati nella creazione di siti web, Wordpress è sicuramente uno dei CMS (content management system) più noti e impiegati. Le numerose estensioni disponibili permettono di creare pagine web facilmente pur non disponendo di buone capacità di programmazione. È comunque importante prestare attenzione nello scegliere i plugin.
  2. Con un totale di oltre tre milioni di nuovi malware per Android anche il 2017 ha mostrato il suo lato oscuro. Nel solo quarto trimestre del 2017 i G DATA Security Labs ne hanno rilevati 744.065, ossia 8225 nuovi file nocivi per i sistemi operativi Android al giorno. Nonostante si sia riscontrato un minimo calo del tasso di crescita totale anno su anno rispetto al 2016 (3.246.284), non si può dire che le minacce a cui siamo esposti siano meno elevate. Il recente caso di Meltdown e Spectre ha nuovamente evidenziato quanto sia necessario riconsiderare la sicurezza dei dispositivi mobili. Con "Project Treble”, una funzione disponibile con la più recente versione di Android, Google tenta di accelerare la distribuzione degli aggiornamenti agli utenti. Sarà la soluzione?
  3. Le criptovalute sono uno dei temi caldi del momento. Bitcoin, Ethereum e similari hanno infranto record su record. In due anni le transazioni in Bitcoin sono esplose su scala mondiale attestandosi a circa 370.000 al giorno (fonte: Blockchain - settimana dal 27.11. al 4.12.2017) grazie ad un numero di fruitori in rapidissima ascesa. I cybercriminali vogliono sfruttarne la popolarità e trovare nuovi metodi per raggirare gli utenti. Per mettere al sicuro anche i portafogli digitali, i cosiddetti "wallet”, G DATA ha perfezionato le proprie tecnologie di difesa proattive al fine di garantire ai propri utenti, privati come aziende, una protezione completa. Le funzioni di protezione estese sono disponibili da subito con tutte le soluzioni di sicurezza G DATA.
  4. Al via la campagna Switch & Profit di G DATA, formula innovativa con cui il vendor favorisce le aziende che desiderano migrare da una soluzione di terzi a piattaforme per la sicurezza IT concepite e sviluppate in Europa. Il grande numero e la natura degli scandali relativi alla tutela di dati e privacy degli ultimi anni e la recente decisione del governo statunitense di vietare l'uso di software di sicurezza russi all'interno di istituzioni pubbliche hanno suscitato non poche incertezze presso molte aziende, che ora si chiedono fino a che punto possano fidarsi del vendor selezionato. I dati generati utilizzando il prodotto sono tutelati contro l'accesso da parte di terzi? Con lo slogan "Riponi la tua fiducia nella sicurezza tedesca”, la proposta G DATA consta della sostituzione di qualsiasi altro software di sicurezza in uso a tariffe vantaggiose, accollandosi i costi della migrazione e assicurando la stessa tariffa speciale anche per il primo rinnovo delle licenze.
  5. Per circa un mese la nota applicazione "CCleaner", impiegata per ottimizzare le prestazioni, proteggere la privacy e pulire i registri di sistema dei PC Windows, è stata distribuita con un passeggero clandestino. I ricercatori di http://47279.seu1.cleverreach.com/c/23392478/24ed29271f31-owiv10" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&q=http://47279.seu1.cleverreach.com/c/23392478/24ed29271f31-owiv10&source=gmail&ust=1505911233199000&usg=AFQjCNHp9NB-IhtmYo3P8sKBpOKpOcXMrg">Talos hanno scoperto che la versione infetta dell'applicazione è stata resa disponibile tramite i server di download ufficiali del produttore. Due fatti rendono questo incidente particolarmente esplosivo: in primis l'applicazione è molto comune. Secondo i dati del produttore, l'applicazione è stata scaricata oltre due miliardi di volte in tutto il mondo. Il numero di utenti interessati è quindi indiscutibilmente elevato. In secondo luogo la versione infetta di CCleaner è stata firmata con un certificato valido. Tale certificato, tra l'altro, dovrebbe garantire che un'applicazione provenga da un produttore affidabile. Pertanto, chi utilizza un certificato valido rubato per firmare un malware ha modo di raggiungere un ampio numero di utenti. Windows non esegue infatti applicazioni non firmate se le impostazioni di sistema non sono state manipolate precedentemente.
  6. L'incidente conferma le stime dei G DATA Security Labs: qualora ben congeniato, un attacco mirato ad una rete può passare inosservato per oltre tre mesi dopo l'infiltrazione. Alla luce di tale valutazione, il reparto di sicurezza della ThyssenKrupp è stato relativamente veloce nel rilevare l'attacco. Esempi passati mostrano tuttavia che, in determinate circostanze, attacchi molto complessi e progettati per colpire un obiettivo specifico o per condurre campagne di spionaggio mirate possono rimanere celati addirittura per diversi anni. Un esempio di questo tipo è Uroburos.
  7. Secondo la recente analisi di Checkpoint i dispositivi più colpiti sarebbero quelli su cui sono installate versioni più datate del sistema operativo Android. Gooligan utilizza ben due vulnerabilità note e documentate, al fine di violare l'accesso root del dispositivo. Come risultato, il dispositivo installa autonomamente altre applicazioni. In tal modo, il numero di download di queste applicazioni viene gonfiato, incrementandone di conseguenza il ranking nello store. Per coloro ai quali questo approccio suona familiare, nella scorsa metà dell'anno, anche il malware HummingBad, che utilizzava la stessa procedura, ha dato importanti spunti di discussione.
  8. Italiano, imprenditore, impiega sistemi Apple per lo svolgimento di tutte le attività aziendali, tra cui l'elaborazione di importanti progetti, anche di design, per una clientela business particolarmente esigente, soprattutto lato riservatezza delle informazioni e puntualità nella fornitura dei rendering. Lavorando spesso in mobilità, i dispositivi mobili (iPhone e iPad non jailbreakkati) sono utilizzati in modo intensivo, sfruttando molto spesso hotspot aperti per accedere ad internet, leggere le email, inviare documenti e, di quando in quando, sincronizzare i propri file con iCloud.
  9. Alcuni di voi forse si ricordano ancora le piccole e adorabili bestioline tascabili in voga alla fine degli anni novanta. Ora sono tornate sotto forma di gioco in realtà aumentata per smartphone. I cybercriminali sfruttano la popolarità di questo nuovissimo gioco scommettendo su giocatori impazienti che non vogliono attendere l'uscita ufficiale del gioco in Europa: scoperta prima versione manipolata della app.
  10. Estate, sole e sicurezza – in spiaggia o in montagna, i vacanzieri non rinunciano ad essere online, neanche in viaggio. Per questo motivo il 74% porta con sé lo smartphone. Il 31% invece preferisce il tablet. Solo uno su cinque mette in valigia un notebook. Questi i risultati di un'indagine estiva condotta su un campione di 1000 utenti internet. Ma in che modo si accede a internet in vacanza? Il 69% dei viaggiatori si avvale di hotspot wifi aperti in hotel, negli aeroporti o al ristorante. Il 21% si avvale di internet café e di terminali a disposizione di chiunque. Tutti inviti al furto dei dati personali, non solo le mere credenziali di accesso ai diversi servizi online. G DATA raccomanda di proteggere i propri compagni digitali in modo adeguato prima di partire e fornisce ulteriori consigli utili per godersi le ferie.
  11. Non c'é niente di più fastidioso che le notifiche di errore e i problemi generati da applicazioni che crashano, con il conseguente lavoro perso e simili. Microsoft pare aver voluto migliorare l'esperienza d'uso in caso di errori di sistema da cui ha origine la famosa "schermata blu”, tuttavia non si è liberata dell'ominoso "BSOD” (blue screen of death), fornisce al contrario un codice QR linkato alla pagina dell'assistenza tecnica. Questa tecnologia offre numerose possibilità in termini di servizio al cliente, ma incarna altresì anche un interessante potenziale per i cybercriminali. Analizziamo più dettagliatamente la situazione.
  12. Con lo slogan «More Than Red» Ducati ha appena presentato il World Ducati Week 2016. Un claim cui si allinea totalmente anche G DATA, che condivide con Ducati non solo il colore rosso della livrea aziendale ma numerosissimi elementi, su cui capeggia una visione condivisa: fornire prodotti di qualità e affidabili ai propri clienti, assicurando loro la massima mobilità, seppure in settori e modi differenti.
  13. Quando e come i produttori di smartphone e tablet decidono se chiudere le falle di sicurezza dei propri dispositivi? Questa ed altre domande sono state poste dalla Federal Trade Commission (FTC) e dalla Federal Communications Commission (FCC) ai vari produttori di device mobili negli Stati Uniti, richiedendo spiegazioni ed una chiara presa di posizione in merito.http://47279.seu1.cleverreach.com/c/18399444/24ed29271f31-o7gw3m" target="_blank" name="m_-8689851382291369914__ftnref1">Tale richiesta dimostra che la questione della protezione dei dispositivi mobili contro la criminalità informatica assume una crescente importanza. Anche G DATA ha più volte richiamato l'attenzione su questo argomento.
  14. Proteggere il proprio universo digitale dovrebbe essere una priorità per internauti di qualsiasi età, ma nonostante le minacce informatiche siano dannose per tutti, tante e in aumento, resta limitata la consapevolezza e la "preoccupazione” degli utenti. G DATA unisce l'utile al dilettevole "gamificando” la necessità di dotarsi di soluzioni per la tutela della propria privacy.G DATA amplia il suo portafoglio prodotti per dispositivi mobili con Mobile Internet Security – la prima applicazione completa del padre dell'antivirus a protezione di smartphone e tablet con sistema operativo iOS. La suite di sicurezza protegge in modo affidabile contro phishing e siti dannosi, i dati degli utenti che possono navigare senza preoccupazioni con il browser integrato nell'applicazione. La soluzione di sicurezza, annunciata in anteprima in occasione del Mobile World Congress è ora disponibile nell'Apple Store.
  15. L'analisi delle rilevazioni condotte dai G DATA Security Labs nella seconda metà del 2015 dà adito ad una domanda: il trend (comunque crescente) ha ritrovato un suo equilibrio? Con 2.098.062 di nuove varianti di firma negli ultimi sei mesi dell'anno per un totale di 5.143.784 nel 2015 il valore si attesta di poco al di sotto di quello del 2014. Le anomale impennate della seconda metà del 2014 e della prima del 2015 paiono terminate, dando nuovamente luogo ad una crescita i cui ritmi rientrano nelle aspettative. Ciò nulla toglie però al livello di pericolosità delle minacce identificate: attacchi estremamente dannosi e massicci attraverso trojan bancari come Dridex o ZeuS e ondate di malware di livello militare, di cui alcuni evidentemente connessi all'affare "Hacking Team” tra i più diffusi nell'anno. Il G DATA PC Malware Report per la seconda metà del 2015 é disponibile online.
  16. I G DATA Security Labs hanno identificato Manamecrypt un nuovo ransomware noto anche come CryptoHost. Questo nuovo malware non solo cifra i file ma blocca anche il funzionamento di determinate applicazioni che presentano stringhe particolari nel nome del rispettivo processo. Inoltre viene veicolato in modo decisamente atipico per questa tipologia di minacce: si presenta in "bundle” con software altrimenti legittimi e viene installato insieme all'applicazione manipolata. Le soluzioni G DATA riconoscono e rimuovono questo malware.
  17. I tentativi di attacco veicolati tramite mail erano già noti ancora prima dell'ondata di Ransomware. Quotidianamente vengono inviati in europa centinaia di milioni di messaggi spam, tra cui non figurano esclusivamente attacchi di massa ma anche attacchi mirati. Nel presente caso, analizzato dai G DATA Security Lab, abbiamo a che fare con un espediente ai danni delle aziende, il cui procedimento risulta "innovativo”. I destinatari della mail si accorgono solo facendo estrema attenzione, che si tratta di un tentativo di truffa. Le soluzioni G DATA riconoscono l'allegato come http://script.trojan-stealer.phish.ag/" target="_blank">Script.Trojan-Stealer.Phish.AG. Tutti i dettagli di questo particolare caso sono consultabili sul blog dei G DATA Security Labs o sul link di riferimento del comunicato stampa.
  18. Sebbene siano in media 17 le password utilizzate dagli utenti Internet (fonte: Password Research), molte di queste non contengono un mix sufficiente tra maiuscole, minuscole e cifre, tali da garantire un giusto grado di sicurezza. Inoltre, il 38 percento degli utenti, secondo un sondaggio effettuato dal consorzio digitale tedesco Bitkom, è dovuto ricorrere almeno una volta negli ultimi dodici mesi al ripristino della password per poter accedere ad un determinato servizio on-line. Con G DATA Password Manager il padre dell'antivirus assicura maggior tutela e controllo sui propri dati di accesso. I dati sensibili, quali utente e password vengono cifrati in una banca dati sul PC.
  19. Dalla stampante al server – con G DATA Network Monitoring gli amministratori di sistema hanno lo stato della propria rete aziendale sempre sotto controllo, da qualsiasi località. Ora è possibile anticipare eventuali disservizi delle periferiche o dei server, interruzioni dei servizi di rete o potenziali indisponibilità dello shop online aziendale di cui ci si sarebbe accorti solo a giochi fatti. Grazie alla personalizzazione di parametri, regole e statistiche in tempo reale, i responsabili IT ricevono avvisi tempestivi – anche qualora si tratti semplicemente della necessità di sostituire la cartuccia di una stampante. G DATA presenta il modulo per il monitoraggio della rete, assoluta novità del CeBIT, nel padiglione 6, stand D16.
  20. E’ ormai un vero e proprio esercito quello che in Italia naviga in Internet, scarica la propria posta elettronica ed effettua acquisti o transazioni bancarie con il proprio smartphone o tablet. Nel solo mese di dicembre 2015 sono quasi 33 milioni gli internauti mobili nella fascia di età tra gli undici e i settantaquattro anni (fonte: Audiweb). Per proteggere la privacy digitale degli utenti, G DATA integra la tecnologia VPN nella sua nuova suite Mobile Internet Security per Android e iOS. A casa o in viaggio, la VPN (rete privata virtuale) protegge gli utenti che si avvalgono di reti pubbliche contro il furto di password, recapiti postali, estratti conti e altri dati riservati. La tecnologia VPN può essere acquistata a completamento della soluzione di sicurezza impiegata e sarà disponibile dapprima per piattaforme Android.
  21. Oltre 290 milioni gli smartphone e i tablet venduti da Apple in tutto il mondo nel 2015. Il produttore di soluzioni per la sicurezza informatica G DATA amplia il suo portafoglio prodotti per dispositivi mobili. Con la nuova suite Mobile Internet Security, G DATA presenta in anteprima una soluzione di sicurezza completa per smartphone e tablet dotati di sistema operativo iOS. La soluzione protegge in modo affidabile gli utenti contro phishing e siti fraudolenti, tutelando i dati contro i cybercriminali e assicurando agli utenti una navigazione mobile sicura. Dal 22 al 25 febbraio 2016 G DATA espone al Mobile World Congress di Barcellona, Padiglione 6, stand 6B40.
  22. Noti circa sei anni fa come la prima vera minaccia per gli utenti di Android, SMS che dirottavano gli utenti su servizi "premium” rappresentavano ai tempi il pericolo numero 1. Da allora il panorama del malware per dispositivi mobili ha subito notevoli trasformazioni, proprio per questo è curioso che un nuovo tipo di trappola spillasoldi con iscrizione nascosta a servizi "premium" possa mantenersi per numerose settimane nel Google Play Store e cagionare indisturbata danni economici agli utenti. I G DATA Security Labs ne presentano un esempio in tutti i dettagli.
  23. La crescente digitalizzazione dell'industria e dei macchinari utilizzati nella produzione è la prova del continuo sviluppo dei processi industriali tradizionali. I vantaggi di dispositivi connessi alla rete sono innegabili: interazione tra le sedi di multinazionali, sistemi produttivi intelligenti dotati di autodiagnosi e manutenzione autonoma, tempi di risposta più brevi in presenza di modifiche delle condizioni di produzione, perfetta integrazione di clienti e fornitori nella catena del valore... In pratica, per l'Industria 4.0 è stato creato un Internet delle Cose di natura squisitamente commerciale. Ma la sicurezza vi ha trovato posto?
  24. Chi di voi, a posteriori delle festività natalizie, non ha mai formulato i tradizionali buoni propositi per l'anno che verrà? Non siete i soli! Smettere di fumare o praticare più sport sono ancora i propositi più gettonati. Gli utenti di Internet però dovrebbero sfruttare questo periodo dell'anno anche per verificare la propria sicurezza digitale. Computer, smartphone e tablet sono dotati di una soluzione di sicurezza completa ed aggiornata? E' buona pratica eliminare tutti gli account online inutilizzati, installare tutti gli aggiornamenti disponibili per programmi e sistema operativo e sostituire regolarmente la password degli account attivi – i cybercriminali avranno del filo da torcere! Qui di seguito G DATA riassume i buoni propositi più rilevanti in tema di protezione digitale, per un 2016 sicuro.
  25. Attenzione all'ondata di e-mail contenenti apparenti fatture scadute o cartelle equitalia! Con l'avvicinarsi della fine dell'anno i cybercriminali prendono di mira indistintamente privati e aziende utilizzando messaggi e-mail apparentemente legittimi per attirarli nella loro trappola. La loro strategia consiste nell'inviare primariamente e-mail con allegati in formato .doc o .pdf, che paiono scansioni da stampanti multifunzione. I G DATA SecurityLabs hanno rilevato che – a parte grossolani tentativi di phishing – la maggior parte degli allegati contiene un pericoloso trojan bancario appartenente alla famiglia Dridex, che si installa sul PC della vittima all'apertura del documento fasullo. Le soluzioni per la sicurezza di G DATA rilevano le applicazioni manipolate, la tecnologia BankGuard respinge efficacemente il malware.
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