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Alphacool HF 14 Yellowstone Copper Edition

10316_0L’ Alphacool HF 14 Yellowstone è un waterblock di fascia media caratterizzato da un ottimo rapporto qualità prezzo. XtremeHardware lo ha testato per voi in questa recensione.

 

Alphacool_logo

Alphacool è un’azienda tedesca specializzata nel raffreddamento a liquido per PC e modding. Ha a catalogo numerosi articoli che lasciano libera scelta all’utente per la personalizzazione del proprio PC. Tra questi, il prodotto che andremo a recensire oggi è il waterblock Alphacool HF 14 Yellowstone Copper Edition. Il suo cavallo di battaglia è la compatibilità con praticamente tutti i socket di produzione Intel, precisamente 775, 1156 e 1366; un altro punto di forza di questo prodotto è la portata molto ampia, rivelandosi un waterblock per nulla restrittivo. In questo modo, come garantisce il produttore, riesce a dissipare l’enorme calore generato dai processori Intel Nehalem . Ultimo punto a favore è il prezzo decisamente contenuto per le caratteristiche offerte. Ma vediamo più da vicino caratteristiche e comportamento.


Presentazione del prodotto e Contenuto

L’imballaggio è sobrio e semplice, come la spugna poliuretanica che protegge il prodotto da eventuali danni di trasporto e la pasta termo-conduttiva di qualità. Molto apprezzata la protezione che sigilla il waterblock da agenti atmosferici.

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Aprendo la scatola, al suo interno troviamo il manuale in inglese e tedesco, che ci auguriamo verrà tradotto anche in altre lingue, il waterblock al centro e la bustina a lato contenente sia la pasta termica che la viteria di aggancio. Vediamo più da vicino ogni singolo componente.

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Caratteristiche tecniche

Il waterblock tolto dalla sua confezione trasparente è molto elegante dal punto di vista estetico.

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La parte centrale, ossia il corpo, è suddiviso il 2 parti tenute insieme alla staffa dalle 4 viti. Come si può vedere dalle foto precedenti sul blocco centrale in rame è stata applicata una laccatura che lo rende lucido, con effetto specchio. Altro particolare sono i simboli che indicano il foro di entrata da quello di uscita del liquido. Sul blocco è anche stampato il logo dell’azienda. Notiamo poi la staffa in nero, sempre di metallo costituita da un unico pezzo. Le due parti che costituiscono il corpo centrale sono la cover e la base. La staffa è bloccata tra di esse per mezzo delle 4 viti.

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La parte sottostante (base di contatto) è come da scelta migliore in rame. Avremmo preferito una levigatura più fine ed a specchio per migliorare il contatto e quindi la dissipazione del calore. Il waterblock di per se non è molto spesso, notate il riferimento con la moneta.

Nella foto a seguire la viteria che accompagna il prodotto: notiamo le 4 viti con relative rondelle bloccanti e rondelle in plastica utilizzate come spessore, infine i dadi che servono a fissare le viti alla motherboard, le molle di ritenzione e i bulloni circolari. Non poteva mancare la pasta termica. Le viti, in fase di installazione, fuoriusciranno dalla base e fungeranno da pilastri portanti per l’aggancio del waterblock.

 

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Andiamo a vedere nella sezione a seguire il cuore del waterblock.


Schema di montaggio

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Dall’esploso possiamo vedere che le parti costituenti il waterblock sono semplici e poche, ne deriva che il sistema di smontaggio è semplice non essendoci per giunta bulloni dalla parte opposta, perché le viti fanno presa direttamente sulla base, essendo i fori filettati. Dalle foto si può notare anche l’O-ring che fa da guarnizione di tenuta. La semplicità di smontaggio ci permette all’occorrenza una pulizia rapida che molti sapranno essere noiosa e difficile per prodotti più complessi, ma che periodicamente dev’essere fatta.

Nota dolente è la distanza dei fori che risultano essere molto vicini, per cui prestate attenzione alla scelta dei raccordi. La foto a seguire  rende più semplice la comprensione del problema.

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La matrice, vero cuore del waterblock, è composta da soli 168 PIN. Pochi a dispetto di prodotti concorrenti, ma che di certo fanno la gioia di chi possiede pompe non proprio performanti oppure di chi, per la complessità dell’impianto, preferisce componenti poco restrittivi dal punto di vista della portata. Questo consente al waterblock di avere una portata elevata fino a 4,9 litri al minuto (valore dipeso dalla potenza della pompa e dal numero dei componenti dell’impianto). Altro fattore rilevante, che possiamo intuire dalle foto, è che il flusso in entrata colpendo in modo diretto la matrice riesce a irradiarsi su ogni PIN evitando ogni possibile zona morta.

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Non ci dilunghiamo oltre, ma passiamo alla fase più attesa di tutte, quella di test, vero campo di battaglia per tutti i componenti; in questo caso del waterblock oggetto della recensione.


Sistema di prova e metodologia di test

Al fine di uniformare e rendere quanto più attendibili i risultati, i test sono stati condotti con una temperatura ambiente controllata di 21° C. La CPU, un i7 975EE, è stata portata ad una frequenza di overclock di 4205 MHz per un consumo lineare sotto carico di circa 250 Watt. Per raggiungere questo carico è stato sollecitato anche il controller della memoria integrato nel processore. Le RAM usate per il test, delle Corsair Dominator GT 2000, sono state portate in overclock del sistema ad una frequenza di 1740 con timing CL7-8-7-22 1T.

Come programma di test è stato usato uno dei più famosi programmi di torture test, LinX. Esso si basa sulle librerie Linpack e consente di stressare la CPU per verificarne la stabilità di funzionamento portando il carico al 100% su tutti i core. La sua efficienza è dimostrata dal fatto che è molto difficile completare con successo i cicli impostati, a conferma di ciò la temperatura che genera sulla CPU una volta avviato il test, il quale si rivela un vero torture test.

L’impianto usato per il test è così composto:

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I Componenti in sintesi usati per i test:

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I test sono stati ripetuti per 3 volte, smontando e pulendo le superfici di contatto, rimettendo la pasta e rimontando il waterblock sul processore. Come pasta termica ci siamo avvalsi della Artic Cooling MX-2.

Altro fattore importante, abbiamo atteso che la temperatura del liquido giungesse a regime, prima di registrare i valori, eseguendo più volte il test.


Risultati del test

Nel grafico seguito seguente riportiamo la comparativa del nostro waterblock con i concorrenti di altre case.

Possiamo notare come il waterblock Alphacool HF14 Yellowstone non riesce a distinguersi ma rimane nella media.

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Conclusioni

 

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Prestazioni : 4 stelle
Rapporto qualità/prezzo: 4,5 stelle - copia 2
Complessivo : 4 stelle - copia

PRO:

  • Per niente restrittivo
  • Estetica
  • Facilità di smontaggio/pulizia
  • Costo
  • Compatibilità multi-socket

 

CONTRO:

  • Contatto non ottimale con la CPU
  • Fori d’ingresso/uscita del liquido troppo vicini

 

L’HF 14 Yellowstone non ci ha entusiasmato particolarmente se non per l’estetica. Alphacool ha creato questo Waterblock dalle prestazioni non proprio eccellenti, certamente non riesce a distinguersi tra i rivali più agguerriti, dotati di design più complesso ma che richiedono pompe più potenti. E’ in quest’ultimo contesto che l’HF14 Yellowstone dà il meglio di se, ovvero risulta essere adatto ad impianti a liquido molto semplici, dotati di componenti non particolarmente prestanti, difatti nei test non è risultato per niente restrittivo. Lo consigliamo inoltre a chi non ha molta manualità, essendo molto semplice da smontare e pulire. Altro punto a favore è la compatibilità con molti socket, e quindi cpu, in commercio. Sicuramente il più grande punto di forza è il costo estremamente basso per il tipo di materiale usato, appena 40€.  Non dimentichiamo infatti che ha un corpo (cover e base) totalmente ricavati da un unico blocco di rame.

 

Un ringraziamento va ad Alphacool ed Aquatuning per l’invio del waterblock.

Valter d’Attoma

Sistema di prova e metodologia di test
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