Realtà virtuale a poco prezzo grazie a Google Cardboard: la nostra prova

Google Cardboard introLa realtà virtuale è un concetto abbastanza chiaro ormai, se ne è iniziato a parlare addirittura negli anni 60 e ormai giunti al 2014 tutti sappiamo cosa vuol dire, pensiamo ai film come “Tron: Legacy” basati interamente su questo concetto. Ma la vera domanda è: "si può effettivamente realizzare una realtà che illuda il nostro cervello a tal punto da farla sembrare realtà?" Una risposta affermativa sembrava molto lontana, ma dal 2009 è ormai molto più vicina di quanto si potesse immaginare prima. Infatti, proprio quell’anno, sono stati presentati gli Oculus Rift, i visori che promettono di regalare la realtà virtuale almeno a uno dei nostro 5 sensi (senza dubbio il più influente): la vista. Prima di continuare con l'articolo vi ricordo che potete trovare in "formato video" tutto quello che ho scritto

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nexusae0 oculus-rift-dev-kit-2

 

Probabilmente, dopo gli ultimi tentativi avvenuti decenni fa, la “moda” o meglio l’interesse per questo tipo di visori stava svanendo ma Palmer Luckey (fondatore dell’azienda Oculus) ci ha ricordato che la tecnologia è andata molto avanti negli ultimi decenni, e siamo arrivati ad un punto dove questi tipi di visori hanno tutti i prerequisiti per entrare nelle case di ognuno di noi. Come si può ben pensare, molte aziende hanno supportato questo progetto perché ha tutto quello che gli serve per diventare qualcosa di eccezionale. Nondimeno, ci sono aziende invece che non si sono accontentate di finanziare questo progetto ed hanno invece messo mano al loro (immenso) portafoglio comprando direttamente l’azienda: così, circa 6 mesi fa, Mark Zuckerberg (proprietario di Facebook) sgancia 2 miliardi di dollari e chiude l’affare.

Diverse aziende si sono limitate a crearne uno simile, come Sony, presentando Project Morpheus.

 

Sony Morpheus

 

Il loro intendo era di portare la realtà virtuale anche su PlayStation 4 ma da fonti abbastanza attendibili si sa che le ricerche sono indietro rispetto ai visori di Oculus, i quali possono contare di una macchina molto più potente di una console (lunga vita al PC!).

Come avete visto il mondo della realtà virtuale sta crescendo ogni giorno sempre più e tutte le grandi e piccole aziende interessate a questo progetto hanno fatto qualcosa per dare una spinta a questa tecnologia che ormai sembra alle porte. Tuttavia, vi ricordo che oltre ad essere appassionato di tecnologia io sono un maker quindi cosa c’entra tutto questo con il mio mondo? Bene, qui entra in gioco Google! Secondo voi Google è stata con le mani in mano a guardare? Ovviamente no, ma ha fatto qualcosa di molto interessante, qualcosa che secondo me e molto più che finanziare semplicemente o crearsi per conto proprio un visore da rivendere un domani.

Google ha così fatto una lista degli ingredienti necessari per realizzare la realtà virtuale:

  • una struttura per mantenere le componenti del nostro visore,
  • delle lenti,
  • un display con un’ottima risoluzione,
  • un computer abbastanza potente per renderizzare i dati
  • un sensore per analizzare i movimenti della testa.

E dove possiamo trovare buona parte di questi ingredienti? Negli smartphone che ormai quasi tutti gli utenti già hanno, o almeno in buona parte di questi!!! La maggior parte dei telefoni in commercio, infatti, hanno un processore potente, un display che ormai raggiunge tranquillamente la risoluzione 1080p almeno sui 5 pollici (e quindi una densità di pixel soddisfacente) e ovviamente un sensore per rilevare le angolazioni del telefono. Ok abbiamo già buona parte degli ingredienti: come ci procuriamo il resto? Beh, Google ha detto: per la struttura facciamo in modi che costi praticamente niente. Facciamola così:

 

Google Cardboard-1

 

Facciamo la struttura in cartone con due lenti in plastica, costo totale intorno ai 3$ ma non solo rendiamo anche tutto open source così da permettere a chiunque con un paio di forbici e un cartone di costruirsele da sé (ovviamente per le lenti dovrete rivolgervi forse ad un ottico). Così nascono i Google Cardboard una piccola invenzione che però permette a tutti di “assaggiare” un po’ di realtà virtuale a bassissimo costo (o quasi se teniamo conto dello smartphone che buona parte di noi già ha).

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