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Recensione Coolermaster Stacker

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Stanco di usare case tutti uguali, con forme poco credibili e spesso copiate malamente da altri trend momentanei (si pensi al case “Nokia” ed al case “Spiderman”) ho sentito il bisogno di comprare un case che sia veramente solido e robusto anziché il solito giocattolo “made in China” di dubbia qualità.

 

Nel settore dei case uno dei marchi leader è Cooler Master che, pur essendo entrata tardivamente nel mercato ha saputo imporsi grazie all'attenzione che da sempre dedica tanto alla qualità dei sistemi di raffreddamento quanto al design accattivante e molto apprezzato da chi concepisce i computer come parte dell'arredamento.

CM offre una certa varietà di modelli, da quelli più piccoli e discreti (il Chevalier) fino allo Stacker che rappresenta, per la società, tanto il modello di punta quanto l'optimum tecnologico; nel mio caso la scelta dello Stacker (che è un case Big Tower estremamente voluminoso, in alluminio ed acciaio) è stata dettata da due considerazioni oggettive, la prima è l'enorme quantità di spazio disponibile per le espansioni e la seconda è che un case deve avere certe dimensioni per poter disperdere il calore in modo ottimale.

Questo, più altre “feature” che vedremo più avanti, hanno reso il CM Stacker il case ideale per il setup del mio nuovo sistema.

 


Le prime impressioni

 

E così, dopo due settimane di trepidante attesa eccomi qui, con uno scatolone coloratissimo del peso di quasi diciassette Kg e delle dimensioni di un condizionatore d'aria.

 

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La prima cosa che si nota è che, per mia sfortuna, anche questo case è “made in China” il che mi porta a credere che uno di questi giorni dovrò armarmi di vocabolario e fare una gita di piacere da quelle parti.

 

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Ma, bando alle ciance e torniamo in tema, il case è imballato in modo quasi normale, il quasi è dovuto al fatto che viti, rotelle ed altri oggettini che di solito sono lasciati in giro per il case sono ordinatamente conservati in una scatola di cartone nel cestello per l'alimentatore.

Il perchè è chiaro, il case viene fornito con l'ormai onnipresente finestra laterale in plexiglass da cui si può osservare la scheda madre e le altre schede in funzione (cosa non certo essenziale ma che è molto gradita da una gran parte dei possibili acquirenti) e, per evitare che tale finestra si righi durante il trasporto si è preferito mettere la scatola delle viti in un posto dove non possa muoversi, un accorgimento tuttosommato stupido ma che testimonia l'estrema cura nei dettagli che CM pone per i suoi prodotti.


L'esterno


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Il laterale “finestrato” è di per sé molto diverso dai vari case “un tanto al kg” che si vedonon in giro, non c'è nessuna ventola (che sarebbe solo un intralcio alla corretta circolazione dell'aria, di cui parleremo oltre) e la superficie in plexiglass non è rovinata da disegni o griglie strane, inoltre sulla parte bassa è ben visibile il logo e la scritta “CM Stacker”, altro segno che questo case ha delle ottime rifiniture pensate appositamente per questo modello (e non riciclate fra diecimila modelli tutti uguali) , infine la finestra in plexiglass è fissata al laterale tramite dei fissaggi a vite che fanno bella mostra di sé, questo ha una doppia valenza, è bello da vedere ed elimina i vecchi fissaggi “a pinza” tanto comuni nei case a buon mercato, che con l'andare del tempo cominciano a vibrare e far rumore.

Il frontale è spartano, è formato da undici coperchietti da 5 e 25”, dieci “pieni” ed uno “aperto” in cui inserire un eventuale floppy.

 

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Tutti i coperchi sono fatti con placche di metallo dipinto di nero ed hanno fori a nido d'ape, il che permette il passaggio dell'aria; dietro ai singoli coperchi c'è una rete morbida che si occupa invece di trattenere la polvere.

Gli angoli frontali sono fatti il alluminio e ricordano moltissimo le finiture degli amplificatori hifi; al di sopra dell'ultimo alloggiamento c'è la pulsantiera strandard con i soliti tasti di power on e reset, le due spie (power on e disk) gli attacchi per microfono e cuffia, un attacco firewire e sei attacchi USB.

 

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La parte superiore del case ha un area forata a nido d'ape da cui si vede una ventola 80x80 (in dotazione) situata al centro ed una calotta frontale (solamente decorativa) su cui si legge “CM Stacker” in rilievo nella plastica.

 

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Il laterale non finestrato presenta dei fori che fungono da presa d'aria per una particolare ventola (che produce solo CM) non in dotazione.

 

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Il posteriore, infine, è in linea con quello che ci si potrebbe aspettare da un case tower, con l'unica differenza di un certo spazio “extra” lasciato in basso, il cui scopo sarà chiaro in seguito.

 

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Una visione d'interno.

 

Una delle cose più belle di questo case è che, a differenza di molti altri tower (e di alcuni minitower) non c'è quell'orrendo raccordo di metallo che viene usato spesso per evitare che il case si deformi (una triste necessità con i case di latta), la scheda madre ed ogni altro componente è facilmente raggiungibile togliendo il laterale e l'alimentatore è messo in mdo tale da non coprire o rendere difficoltosa l'installazione di una qualsiasi scheda madre.

 

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Il case è infatti compatibile ATX, E-ATX e BTX ed è strutturato in modo tale da offrire tutto lo spazio necessario anche quando si ha a che fare con schede madri molto larghe e/o con componenti sporgenti (alcune schede madri mettono il cestello per i dischi “davanti” al pianale della scheda madre cosicchè, se è vero che si possono usare schede madri molto lunghe, è pur vero che spesso i componenti sporgenti come condensatori e dissipatori o i banchi di memoria di queste ultime vanno inevitabilmente a “sbattere” sul cestello).

All'interno del case sono ben visibili due ventole, quella da 80x80 di cui abbiamo parlato precedentemente ed una da 120x120 che butta fuori (exaust) l'aria calda che si forma in corrispondenza della parte alta della scheda madre (cioè dove c'è processore e dissipatore), una terza ventola da 120x120 è posizionata nel cestello 3x4, un adattatore (fornito in dotazione) che occupa tre bay da 5 e ¼ e permette di ospitarvi fino a quattro dischi da 3 e ½ ; tutte le ventole sono alimentate tramite attacco molex (4 pin standard per hard disk) con passante.

 

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La ventola del cestello è posizionata per aspirare aria dall'esterno verso l'interno (intake) e viene spiegato che è consigliabile aggiungere altre ventole da 120x120 per i bay da 5 e ¼ non usati, questo genererebbe un flusso d'aria (dall'esterno, quindi fresca) che corre dal fronte verso il retro (da dove viene espulsa) dopo aver assorbito il calore generato all'interno.

L'aria calda che non viene espusla dalla ventola posteriore tende a salire dove la ventola da 80x80 la smaltisce come un comignolo; di particolare pregio una grossa presa d'aria nascosta sul fondo del case che serve ad evitare l'effetto vuoto dentro al case, limitando il “tiraggio” delle ventole “exaust”.

 

Alimentatore

 

Altra cosa degna di nota è che l'alimentatore non è fissato solamente, come nei normali casi, da quattro viti, ma viene sorretto da un apposito cestello di generose dimensioni (abbastanza profondo da accogliere agevolmente alimentatori “lunghi” come gli Enermax), questa scelta si rivela essenziale a lungo andare perchè evita che il peso dell'alimentatore deformi (anche solo impercettibilmente) il posteriore, rendendo difficoltosa l'apertura e la chiusura del case stesso.

La cosa veramente degna di nota è la possibilità di montare un secondo alimentatore in un vano sul fondo del case; in questo caso è necessario un cavo adattatore ad Y (in dotazione) che “comandi” l'accenzione e lo spegnimento ad entrambi gli alimentatori: questo cavo prende l'energia necessaria per l'alimentazione della scheda madre da solo uno dei due case mentre l'altro si limita ad alimentare eventuali periferiche aggiuntive.

Per non rovinare l'estetica e la funzionalità ambedue i “bay” per gli alimentatori sono fatti con delle mascherine intercambiabili, quella “bucata” per gli alimentatori o quella “piena” su cui si possono avvitare due ventole 80x80 addizionali (non fornite) per migliorare ulteriormente la ventilazione interna.

Si noti che il cavo ad Y in dotazione è pensato per essere utilizzato con connettori standard 20 pin; con alimentatori ATX3 (che hanno un connettore a 24 pin) funziona altrettanto bene (nei 4 pin non collegati c'è un secondo canale d'alimentazione per gli slot PCIe) in quanto l'attacco è guidato; con schede madri PCIe (che hanno l'attacco d'alimentazione a 24 pin) è possibile comunque usarlo (valgono le stesse considerazioni di cui sopra, la scheda madre prenderà i voltaggi mancanti dai canali normali) ma l'optimum sarebbe utilizzare un alimentatore con un attacco 20+4 detachable (come quelli di Enermax dove l'attacco a 24 pin è staccabile in uno standard da 20 ed uno “a parte” da 4) in modo da collegare direttamente i 4 sulla piastra e far passare il 20 poli dallo sdoppiatore ad Y.

 

 

Metterci mano.

 

Passando alla pratica il case si dimostra molto ben fatto, non c'è una parte tagliente che sia una e tutte le lamiere sono state stondate o ripiegate mentre sono rimasto deluso dalle chiusure dei laterali che sono a scorrimento con due viti di fissaggio; questa soluzione è molto comune e soffre, anche in questo case, dei problemi tipici come le linguette che spesso non entrano nei solchi complicando la chiusura (per non parlare del fatto che più d'un 'tecnico' quando incontra resistenza nell'incassare il laterale si limita a forzarlo, cosicchè la linguetta rimane fuori (e/o si deforma) il laterale si bomba (o, in case molto economici, si piega) ed addio all'effetto scenico di case ben fatto.

Le ventole hanno tutte delle griglie di protezione sia internamente che esternamente.

 

 

Screws hell.

 

Nonostante non ne avessi bisogno, non avendo una piastra BTX ho pensato bene di provare la tanto reclamizzata possibilità di convertire il case da ATX a BTX.

BTX è il nuovo formato che, secondo alcuni, dovrebbe sostituire ATX; in BTX processore e RAM sono messi in basso mentre gli slot sono nella parte alta della scheda madre, questo permetterebbe di dissipare meglio il calore (che tende a salire): la scarsa presenza di schede in formato BTX sul mercato è data dalla necessità di case BTX e dai vantaggi, davvero modesti, di questo passaggio.

Cionondimeno armato del mio fido cacciavite ho provato a convertire il pianale ed il posteriore da ATX a BTX e, seriamente, ho avuto bisogno di mezzo pomeriggio per riuscirci...

La prima cosa che mi viene da dire è “29 viti” che sono quelle che bisogna togliere per ridurre il pianale nei suoi moduli di base, dopodichè bisogna arrangiare tali moduli per il formato BTX e quindi richiudere il tutto...

Queste ventinove viti sono poste anche in punti scomodissimi e ci vuole molta pasienza ed una certa determinazione per riuscire a venire a capo di tutto il casino.

Il risultato è, ovviamente, un case convertibile ATX BTX, il che rende il CM Stacker a prova di futuro.

Ciononostante non so quanto l'utente medio, privo di almeno un paio di cacciaviti e della delicatezza necessaria per effettuare l'operazione, possa preferire la conversione all'acquisto di un case BTX visto che, in ogni caso, la migrazione verso il nuovo formato (se ci sarà) sarà almeno fra un anno.

 

 

Bay da 5 ¼.

 

L'inserimento di dispositivi nei bay da 5 e ¼ è fatto tramite un apposito meccanismo che permette di fare a meno delle scomodissime viti.

Il sistema consiste in un paio di placche di plastica che si inseriscono perfettamente sui laterali di ogni dispositivo.

 

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Queste placche fanno da “spessore” e vengono bloccate da un ingegnoso sistema di fissaggio che, alla fine, stabilizza il l'unità.

La nota dolente è che tale sistema, per fornire la stabilità ottimale, usa due bracci di blocco, uno a desta ed uno a sinistra, per cui è necessario togliere entrambe le armature per fissare un disco.

In ogni caso sul case sono presenti dei buchi per viti che si possono comunque usare nei casi in cui il fissaggio mediante il suddetto meccanismo sia inutilizzabile (si pensi ai vari frontalini).

 

 

Il manuale.

 

Il manuale non è molto chiaro, principalmente per le immagini molto piccole anche dove un dettaglio è importante (come l'orientamento dei bracket dell'adattatore da 5 ¼ a 3 ½ per il floppy) ma, visto he la maggior parte dei case offre solo un pieghevole (e, a volte, neanche quello) non ci si può lamentare.

 

 

Finiture, che passione.

 

No, non sono un feticista del design, però certe cose non è facile ignorarle; al posto dei normali piedini in plastica lo Stacker ha 4 piedi “da impianto stereo”, larghi e bronzati, che possono essere rimossi e sostituiti da quattro rotelle (anch'esse fornite in dotazione).

 

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I laterali (finestrato e non) sono fatti in alluminio mentre la parte superiore è in acciaio.

 

 

Note finali ed impressioni.

 

Il case si presenta bene, ha un paio di difetti (come il sistema delle chiusure laterali) ma anche moltissimi pregi, non ultimo quello di poter usare due alimentatori. Mentre i laterali e parte del frontale sono fatti in alluminio il resto è in robusto (e pesantissimo) ferro, il che vuol dire che l'insieme è discretamente resistente. Poco da dire anche sulle scelte tecniche, curate fino all'estremo per l'areazione e per le griglie. Nel complesso il case è un ottimo compromesso che rende felice sia chi ama mettere in mostra il computer e fare modifiche qua e là sia coloro che cercano un case solido e sobrio. Per quel che riguarda le mie personali raccomandazioni, come ho già detto prima l'optimum è accoppiarlo con un alimentatore Enermax (in modo da poter usare, in seguito, un secondo alimentatore) mentre è sconsigliabile utilizzare un sistema di raffreddamento a liquido. Qualche problema potrebbe esserci se si intende utilizzare frontalini particolari (anche se quelli della CM stessa possono essere tranquillamente montati) e, in generale, sarebbe consigliabile sostituire le ventole in dotazione con delle istachimetriche, in modo da poter limitare la velocità di rotazione ed anche il rumore. Infine è irritante l'assenza del sistema di ventilazione suppletivo ma tuttosommato nulla di così grave. Come nota a margine vi consiglio di valutare bene le dimensioni perchè il CM Stacker è effettivamente grosso, anche per la categoria “big tower”.