20 Ottobre 2014
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XtremeHardware - News sull'Hardware

Niente 65nm per R600 di Ati.

Il chip ATI potrebbe essere prodotto col nuovo processo produttivo in arrivo.

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Secondo quanto riportato da The Inquirer, il nuovo chip grafico di ATI R600 dovrebbe essere prodotto con il processo produttivo 80 nanometri, lo stesso che sarà utilizzato nella seconda metà dell'anno per i chip dell'attuale linea R5xx.

Questa deduzione sarebbe dovuta alla considerazione che al momento attuale TMSC non sarebbe in grado di produrre un chip della complessità di R600 utilizzando il processo produttivo 65 nanometri, sebbene tale processo venga utilizzato al momento attuale su altri prodotti e costituisca il fiore all'occhiello della produzione della fonderia taiwanese.

Se il processo utilizzato fosse dunque quello a 80 nanometri, avremmo un chip che stando alle indiscrezioni sarebbe molto grosso (più di 400 milioni di transistor), e presumibilmente più caldo ed esoso di corrente dello R580+ nella versione 80 nanometri, il quale comunque grazie alla riduzione di processo produttivo risulterà circa il 17% più piccolo di quello attuale R580 a 90 nanomteri presentato a Gennaio.

Queste considerazioni avvengono dunque in uno scenario in cui ATI ha previsto per Ottobre l'uscita di R580+ a 80 nanometri e NVIDIA l'uscita di G80 entro la fine dell'anno, entrambi regolati sull'orologio di Windows Vista, previsto in uscita al momento attuale per Febbraio 2007.

Facciamo alcune considerazioni.

R600 di ATI e G80 di NVIDIA sono due chip cosiddetti "DX10", ovvero i primi esponenti delle due case espressamente progettati sulle nuove features richieste dalle API che accompagneranno Windows Vista.

G80, secondo le indiscrezioni e alcune dichiarazioni di esponenti di NVIDIA,  sarà un chip cosiddetto a "shader distinti", in una architettura più simile a quella attuale per cercare il giusto bilanciamento tra l'ottimizzazione e le novità.

R600 sarà invece un chip a "shader unificati", ovvero più proiettato al target finale richiesto dalle DX10, che puntano a generalizzare ed estendere l'uso della Shader tecnology nelle applicazioni anche ad altri ambiti, come la Fisica e l'audio.

Queste due filosofie presenteranno dunque pregi e difetti, e problematiche di inserimento sul mercato. NVIDIA ovviamente con una architettura più "conservativa" tenderà a uscire il prima possibile per sfruttare il momento di passaggio, mentre ATI non è un caso che abbia programmato un altro step di sviluppo dell'attuale chip R5x00 prima di R600, avendo un chip sicuramente più "problematico" da gestire in un momento di passaggio come quello che si prospetterà con l'avvento di Windows Vista.

Vedremo dunque cosa succederà, considerando che l'attuale generazione R5xx di ATI presenta già molte delle innovazioni che ritroveremo nel nuovo chip. Se questo sarà dunque in grado di reggere il confronto con il nuovo chip di NVIDIA in questo momento di passaggio, ciò potrebbe permettere ad ATI di "allungare" i tempi di rilascio di R600, e poterlo dunque presentare nei tempi che consentirebbero l'utilizzo del processo 65 nanometri, il cui uso generalizzato è stato previsto da ATI per i suoi chip di prossima generazione a partire dalla seconda metà del 2007.

Maggiori informazioni a questo indirizzo.
Fonte: News3d.

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